Cooperative sociali che operano a Modica. Chiesto incontro col Prefetto

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I ritardi negli emolumenti agli operatori delle cooperative sociali che operano a Modica ha indotto la Camera del Lavoro e la CGIL a chiedere un   incontro al Prefetto di Ragusa.

“A Modica sta succedendo di tutto ed è perfino quasi proibitivo cercare di capire come stanno realmente le cose – spiegano Salvatore Terranova, Salvatore Tavolino e Nunzio Fernandez – . Operatori che vantano anche 25/26 mesi di salario per il lavoro svolto, altri con meno arretrato, ma si può asserire, senza rischio di sbagliare, che l’insieme dei servizi, attinenti con la vulnerabilità sociale ed economica di una fascia abbastanza ampia della popolazione, viene reso dagli operatori quasi secondo una impostazione volontaristica. Lavorano,  rendono concretamente le attività assistenziali e sociali alle persone che ne necessitano, ma non ricevono gli emolumenti dai loro datori di lavoro, perché questi ultimi dall’ente committente non ottengono la liquidazione delle fatture con regolarità e puntualità. Si verificano casi addirittura in cui passano anni prima che il Comune liquidi qualche fattura a qualche cooperativa sociale.  Questa sistema di gestione a debito del welfare locale ha conosciuto negli ultimi anniun notevole peggioramento. A tal punto da pensare che esso sia ormai sfuggito di mano, da non poter essere controllato, a meno che non intervenga un soggetto istituzionale che monitori costantemente e con interventi mirati l’insieme della matassa ormai inestricabilmente ingarbugliata.

E’ storia quotidiana quella degli operatori che lamentano il venir meno dei loro emolumenti,  delle cooperative sociali che rivendicano il recupero delle loro spettanze, con l’ente committente che più delle volte non ha le risorse necessarie per far fronte  a questi costi.

Pur rappresentando il settore del sociale un punto di forza del nostro territorio, è diventato da qualche anno il luogo del dramma nel dramma. Dramma per gli operatori, altro rischio di fallimento per le imprese che lavorano nel settore, e utenti che constatano quotidianamente sulla loro pelle come il servizio che ricevono risente  fortemente di questi fattori”.

Per i sindacalisti non ci sono oggi le condizioni perché la matassa possa essere districata attraverso un confronto tra le parti sindacali e l’ente. Non perché non sarebbe possibile farlo, semplicemente perché l’attuale Amministrazione vuole fare tutto da sola, anche se ormai è chiaro a tutti gli attori coinvolti che da sola finora essa ha fatto solo danni, parzialità e aggravato il tutto.

“Ci siamo sempre più persuasi che solo con l’ausilio della Prefettura sarà possibile avviare un percorso di governo delle problematiche sopra riportate. Per questa ragione, per questa organizzazione sindacale non è più procrastinabile l’intervento di un ente terzo (la Prefettura) che convochi le parti interessate, ovvero Amministrazione comunale, le organizzazioni rappresentative dei lavoratori e tutti i responsabili delle cooperative sociali che hanno affidamenti da parte dell’ente committente. Va da sé che per dare senso e finalità al confronto la Cgil pensa sia doveroso ed opportuno precisare che all’incontro l’Amministrazione comunale debba presentarsi con tutti di dati aggiornati relativi ai debiti contratti per la gestione del welfare locale, perché solo partendo da dati reali sarà possibile costruire la soluzione alle problematiche caratterizzate sopra”..

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