Aeroporto di Comiso, Campo: “Dopo 14 mesi ci arriva risposta dalla Regione su nostra interrogazione”

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“Dopo oltre 14 mesi ci arriva, finalmente, risposta dal governo regionale rispetto ad una nostra interrogazione sugli incentivi economici per l’incremento delle presenze turistiche verso l’aeroporto di Comiso, presentata il 24 luglio del 2018, con la quale sollecitavamo l’assessorato regionale del Turismo e le commissioni di competenza ad approvare il progetto della società di gestione dello scalo comisano, presentato il 4 giugno dello stesso anno, entro i trenta giorni fissati dal cronoprogramma condiviso e quindi senza ulteriore ritardo”.
Lo rileva la deputata regionale del M5s, Stefania Campo, che solo nei giorni scorsi, in sede di discussione del “collegato” alla finanziaria, ha ricevuto una risposta quanto mai tardiva.
“Difatti, sarebbe stato quantomeno imbarazzante ammettere che, da una parte, il ritardo di circa due mesi accumulato dall’Assessorato al Turismo per valutare il progetto presentato da Soaco e, dall’altra, le colpe della stessa Soaco per aver presentato il progetto solo ad inizio giugno 2018 perdendo di fatto i voli per l’estate 2019, avevano reso praticamente inutile il bando da 15,5 milioni, previsto per ben 15 rotte, dell’autunno 2018, visto l’estremo ritardo con cui era stato pubblicato”.
A quel bando infatti parteciparono solo due compagnie e per due sole rotte: una per la Germania e l’altra per Torino. Quindi 2 rotte su 15 possibili. Un vero e proprio flop sulla pelle dei cittadini. “Ma la cosa ancora più incredibile – prosegue la deputata iblea – è che anche queste due rotte non si sono mai concretizzate. Le uniche due compagnie che parteciparono forse non sono mai state messe nelle condizioni di poter lavorare serenamente e con fiducia? Non si sa, così come non si sa che cosa intenda fare la Soaco con questi 15,5 milioni e con gli altri 1,9 milioni dei fondi ex Insicem. È mai possibile tenere fermi 17,4 milioni di euro pubblici per più di 15 mesi? I dati di questa estate, d’altronde, sono chiari e netti: i passeggeri sono calati dai consueti 45mila a soli 30mila, quindi 15mila in meno. Un calo percentuale del 33%, senza che nessuno abbia avuto il coraggio di assumersene la responsabilità. In questo contesto Comiso viene costretta strategicamente ad un ruolo di ruotino di scorta dell’aeroporto di Catania. E da qualche settimana siamo stati messi anche a conoscenza della cancellazione, a partire dal 28 ottobre, di numerose tratte da parte di Ryanair: niente più Londra, niente più Roma, niente più Düsseldorf. Ma, allora, cosa ci resta, ad oggi, per l’aeroporto di Comiso? Intanto 17,4 milioni non ancora utilizzati appunto per i bandi e poi, finalmente, l’opportunità di vedere attivata la continuità territoriale grazie ai fondi impegnati per le tratte sociali, Milano e Roma, che partiranno il 27 marzo prossimo. Dall’altro canto continuiamo a domandarci quale sia il progetto reale della Soaco e, soprattutto, della Sac, che ne è socio di maggioranza”.
“Il nostro, invece, è chiaro – conclude Stefania Campo – siamo per una gestione a rete di tutto il sistema aeroportuale siciliano, una gestione pubblica, affidata a persone competenti, slegate dalla politica partitocratica di sempre. Se, infatti, qualcuno si era convinto che facendo funzionare, strumentalmente, male gli aeroporti pubblici attuali sarebbe riuscito a convincerci della bontà dei propri piani di “privatizzazione selvaggia”, si sbagliava di grosso. Proprio lo scorso 23 settembre, il nostro gruppo parlamentare ha infatti depositato il proprio disegno di legge ‘Norme per l’istituzione del sistema aeroportuale delle isole siciliane’”.

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