D’Antona e Abbate: è scontro a Modica per le bollette idriche

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Sulle bollette idriche la recente dichiarazione di Abbate volta a dimostrare che tutto procede bene e che siamo noi a sbagliare, si scontra inesorabilmente con la realtà di migliaia di bollette pervenute ai cittadini e con le interminabili file allo sportello, costringendo molti a sobbarcarsi estenuanti attese per ore, oltre che determinare un super lavoro per gli addetti al servizio. Lo sostiene Vito D’Antona di Sinistra Italiana Modica.
“Quando Abbate dichiara pubblicamente che “ .. le bollette che stanno arrivando in questo momento non riguardano bollette idriche del consumo di quest’anno .. ma degli anni passati .. “ dimostra che forse non ha letto il contenuto degli stessi documenti che il Comune da lui diretto sta inviando alle famiglie modicane o che, forse, è stato informato male – rileva D’Antona -.
Noi, prima di intervenire sulla questione, ci siamo opportunamente documentati, confermiamo quanto sostenuto fino ad ora e siamo pronti a dimostralo.
Le bollette che ci sono in giro e che la gente ci ha mostrato riportano le seguenti diciture: “Acconto 2019. Periodo fatturato: dal 01/01/2019 al 31/12/2019 – Consumo rilevato: mc. 0”; in tante altre vengono indicati consumi, sempre per l’anno 2019, forfettari e non in linea con gli anni passati.
Su questo punto, peraltro, alla fine della sua dichiarazione, Abbate ammette, dandoci implicitamente ragione su quanto da noi sostenuto, che le letture devono essere ancora eseguite da una ditta specializzata.
Ma perché inviare ad agosto un acconto con il solo canone idrico, indicando un consumo zero (quando non è così) e arrivare ad ottobre senza avere effettuato la lettura dei contatori?
La verità è che Abbate non ha più argomenti per difendersi dalla amara realtà delle cose che lui stesso ha determinato, con la sua attività amministrativa.
Lo smantellamento del servizio di lettura dei contatori, in parte garantito in passato dai lavoratori della Spm e l’affidamento a ditta esterna dopo sei anni della sua amministrazione, con bassissime percentuali di riscossione intorno al 30%, dimostra l’incapacità e la superficialità con la quale si organizzano i servizi, a fronte di un Comune, che per le sue condizioni finanziarie e gli ormai insopportabili ritardi nei pagamenti dei lavoratori e delle imprese avrebbe dovuto avere una attenzione prioritaria sulla gestione delle risorse finanziarie, con lo scopo inoltre di ridurre la spaventosa anticipazione di cassa e i conseguenti interessi a carico dei cittadini”.

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