Modica, Prevenzione alluvioni: al via i lavori sull’alveo torrente Passo Gatta

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Ieri pomeriggio il Sindaco di Modica, Ignazio Abbate, accompagnato dagli Assessori Lorefice e Belluardo, ha effettuato un sopralluogo presso l’alveo del torrente Passo Gatta. La visita rientra nel piano di prevenzione alluvioni in vista dell’arrivo della stagione delle piogge. Da oggiinfatti cominceranno i lavori di pulizia del letto del fiume da tutti i detriti che negli anni vi si sono depositato dopo ogni pioggia abbondante e dai tantissimi massi e muri crollati lungo il tragitto di quello che fu il torrente Passo Gatta. Con loro c’erano anche il titolare della ditta incaricata, Giovanni Avola, ed uno dei residenti della zona, Giuseppe Lucifora, che ha condotto il gruppo attraverso scorci suggestivi oggi abbandonati. Tra di essi le antiche fornaci che producevano fino agli anni 50 dello scorso secolo la calce per edilizia. Oggi le fornaci, testimonianza di un comparto produttivo che non c’è più, sono totalmente occultate alla vista di tutti da una fittissima vegetazione. Nei pressi anche la carcassa di un’auto abbandonata. “Le fornaci saranno ripulite e restituite a chiunque vorrà farsi un’escursione in mezzo alla natura a pochi passi dal centro storico riscoprendo un pezzo di storia del nostro passato. Parliamo di una zona bellissima che deve necessariamente essere rivalutata. La priorità è però la prevenzione. Lo stesso torrente è stato protagonista in occasione degli eventi alluvionali del 2017 causando ingenti danni. Quest’anno abbiamo deciso di prevenire a 360° e così dopo la pulizia di tombini e caditoie siamo passati a quella degli alvei dei fiumi dove è depositata una quantità incredibile di detriti e rifiuti abbandonati incivilmente da ignoti cittadini. Finito il lavoro qua ci sposteremo anche in altre zone “sensibili” prima che arrivino le piogge copiose”.

2 Commenti

  1. Apprendo con piacere che l’Amministrazione Comunale, oltre ad intervenire per la pulizia dell’alveo che tanti dispiaceri ha dato, si propone pure il recupero e valorizzazione delle fornaci cosidette ” calcare”. Questo è stato uno dei principali argomenti, assieme ad altri, del Comitato di Quartiere della Vignazza. Era ora che si intervenisse e riportare alla luce ciò che resta come testimonianza di archeologia industriale. Ricordo che nei pressi si trova pure una grotticella di particolare interesse archeologica. Anche questa andrebbe rivalutata. Spero che nel contesto dei lavori in corso, si tenga conto a ripristinare pure il basolato alla “fontana grande”, visto che la furia delle acque sta completamente smantellando. Quei conci che formano la piattaforma vanno salvati.

  2. @ Francesco Galazzo :
    C’è poco da compiacersi . . tutte le volte che questa amministrazione “interviene” lo fa per fini strettamente personali . . non pubblici .
    Sono sempre le stesse persone . . e gli stessi appaltatori ad intervenire .. (turn over !!).
    Da sempre sono intervenuti sugli alvei sostituendo i conci in calcare divelti , con colate di calcestruzzo o di cemento armato .
    La furia dei”rolling stones” in breve tempo erode il calcestruzzo , e disarma il cemento armato .
    I conci in calcare duro con cui realizzarono il fondo e le sponde dell’alveo hanno resistito per più di un secolo .
    Lo stesso non si può dire dei manufatti degli ultimi anni .
    Devono spendere risorse economiche per potere ricevere consenso . . ma quali risorse in questo caso investono ? Con quali criteri d’intervento ?

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