Cittadini per Scicli: “Ecco le ragioni perché siamo usciti dalla maggioranza della giunta Giannone”

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Il dibattito sviluppatosi in consiglio comunale a Scicli lo scorso 3 settembre scorso in ordine alle motivazioni sulla decisione di uscire dalla maggioranza politico amministrativa che governa la città non ha, nei fatti, resa esaustiva la scelta.
A rimettere in moto il dibattito politico, una nota del presidente di Start che riprendendo quanto in parte affermato nel corso del consiglio comunale, nel tentativo di costruire una difesa d’ufficio per il sindaco e per il suo gruppo politico, ci offre una narrazione della realtà a nostro avviso significativamente alterata rispetto a quanto nei fatti è accaduto. Senza polemizzare, vogliamo raccontare all’opinione pubblica e ai diretti interessati i fatti.

“Bisogna eliminare definitivamente il minimo dubbio sulle ragioni della scelta da noi compiuta, sgombrando il campo da facili e pretestuose strumentalizzazioni che le altre parti politiche tentano di attuare, introducendo nella discussione pubblica eserciti di trolls per sminuire, condannare o peggio ancora per ipotizzare ragioni diverse da quelle effettive. Abbiamo sempre diffidato dai pifferai magici, o presunti stregoni che incoraggiano processi, azioni, e sono accomunati dall’idea di non avere fondamentalmente nessun obbligo morale rispetto a quello che dicono e predicano – dice il Movimento Cittadini per Scicli -. Ciò al fine di comprendere meglio è preliminarmente necessario contestualizzare alcune circostanze che riteniamo essenziali.
Tutto parte da alcune criticità che erano state sollevate in sede di Tavolo Politico all’assessore all’Urbanistica, in merito all’attività di controllo della regolarità amministrativa espletata dagli uffici del settore Urbanistica sulle pratiche edilizie. Criticità che a detta dell’assessore, derivavano anche dall’insufficiente dotazione di organico, problematica diffusa in tutti i settori, che non consentiva concretamente di svolgere pienamente tali controlli in un settore particolarmente importante per lo sviluppo della città.

E quindi a seguito di tali difficoltà, l’assessore Giorgio Vindigni sollecitava prontamente il sindaco ad impartire una specifica direttiva al Segretario al fine di avviare un controllo più approfondito sulle pratiche inoltrate al settore urbanistica a far data dall’insediamento della Giunta, ed in particolare sui procedimenti di maggiore impatto sul territorio. Tale suggerimento veniva subito accolto dal primo cittadino, il quale comprendendo bene il rischio, per se e per la propria Giunta, impartiva subito tale direttiva – come peraltro confermato dallo stesso sindaco durante i lavori dell’ultimo consiglio – volta proprio ad intercettare eventuali irregolarità o non conformità alle prescrizioni legislative non immediatamente riscontrate, nell’ambito della normale istruttoria espletata dall’ufficio.

Nell’ambito del Tavolo Politico, peraltro, veniva accertata la comprensibile difficoltà dell’assessore all’urbanistica a svolgere al meglio la propria attività di indirizzo e controllo per le deleghe assessoriali assegnatele, lavori pubblici e urbanistica, a causa della distanza fisica tra gli uffici che ospitano i due settori. Pertanto il Tavolo Politico, proponeva alla luce della novità normativa la nomina del quinto assessore e di affidare la delega all’urbanistica alla responsabilità di un designando assessore in quota a Cittadini per Scicli, tenuto conto che la lista Enzo Giannone Sindaco aveva già ottenuto la nomina del neo assessore Ignazio Fiorilla.

Il nostro gruppo avviava una discussione interna per individuare la persona da proporre al sindaco. E mentre tutto ciò avveniva l’assessore all’urbanistica in carica inspiegabilmente, e con grande nostra sorpresa, richiedeva al sindaco ed alla giunta di spostare il Servizio Pianificazione dal settore Urbanistica al settore Lavori Pubblici, affidandolo alla responsabilità del P.O Ing. Pisani.

L’assessore agli affari generali, a dire il vero, ha immediatamente fatto rilevare al sindaco l’inopportunità di tale scelta, atteso che il tavolo politico stava lavorando sulla risoluzione del problema. Difronte a tale considerazione l’assessore veniva prontamente rassicurato dal sindaco che una volta designato il nuovo assessore tutto sarebbe ritornato come prima. Nei fatti si è snaturato il settore urbanistica privandolo di una parte importante e rilevante che riguarda appunto la pianificazione del territorio.

Le stesse considerazioni venivano esposte anche dal tavolo politico che evidenziava anche l’inopportunità di effettuare tale spostamento, alla luce delle attività in corso in merito alla designazione del nuovo assessore, a cui sarebbe stato attribuito un settore di fatto incompleto e con il rischio di creare conflitti di competenza tra settori.

Ma rispetto a tale considerazione, anche il coordinatore del tavolo veniva rassicurato prontamente dal sindaco che una volta designato il nuovo assessore tutto sarebbe ritornato come prima. Era innanzitutto prioritario, in ogni caso, risolvere il problema riscontrato circa la carenza dei controlli nel settore urbanistica ed il nostro gruppo si stava adoperando in tale senso e di concerto con il sindaco.

Lo stesso sindaco inoltre confermava attraverso un sms inviato al coordinatore del tavolo politico che avrebbe cambiato gli assetti in giunta nella direzione suggerita da Cittadini per Scicli, affidando la responsabilità del settore urbanistica nella sua originaria composizione ad un delegato scelto da Cittadini per Scicli, a seguito anche di una serie di evidenze che lo stesso aveva personalmente riscontrato, ritenendo tale cambio di assetti necessario e non più rinviabile.

Dopo la definizione dell’accordo in sede di tavolo politico alla presenza del sindaco, lo stesso invitava il rappresentante del gruppo Cittadini per Scicli ad indicare il nominativo prescelto, individuato in un professionista esperto nel settore, amministrativista di riconosciuta capacità e già fiduciario del Comune di Scicli. Dopo l’entusiasmo iniziale manifestato dal Sindaco per la scelta del suddetto professionista, e dopo vari rinvii per la nomina dello stesso, ci viene comunicato il mancato gradimento della persona indicata adducendo non meglio precisate ragioni di opportunità.

Ed allora è naturale chiedersi che cosa è accaduto nel frattempo? Chi ha consigliato al sindaco, così tanto entusiasta, da dover cambiare rotta e decisione? Quali sono le vere ragioni che hanno indotto il sindaco dopo l’iniziale condivisione a prendere tempo e a rinviare più volte la decisione precedentemente assunta? Questi sono gli interrogativi a cui il consigliere e il sindaco dovrebbero rispondere.

Abbiamo ritenuto, in questa situazione caratterizzata da una fortissima ambiguità assunta dal sindaco e dai rappresentanti di start e confermata dalla chiara volontà di non affrontare concretamente i problemi evidenziati nel settore urbanistico con il nostro diretto coinvolgimento, che non esistevano più le condizioni per il nostro gruppo a proseguire l’esperienza del governo della città. Il tema dei controlli e quello per la legalità sono stati da sempre un presupposto che ha caratterizzato ed ispirato la nostra azione politica, e tollerare situazioni in cui tutto questo poteva essere messo in secondo piano o peggio ancora in discussione non fa parte del nostro agire politico.

Parlare di legalità nella sua eccezione più ampia, non deve sorprendere, o scandalizzare né il sindaco né nessun altro. Garantire il corretto funzionamento della macchina amministrativa è un tema che riguarda sicuramente la legalità. Non si deve per forza fare riferimento ad altro.

Quindi diversamente da quanto affermato dal consigliere, non è affatto vero che l’abbandono della coalizione da parte nostra sia dipeso dalla mancata nomina dell’assessore in quota al nostro gruppo, siamo rimasti con un assessore per 30 mesi, potevamo benissimo continuare così fino alla fine della legislatura, quanto piuttosto dalla constatazione di una precisa volontà, mai ad onor del vero dichiarata, ma nei fatti manifestata sia da parte del sindaco e sia dal principale partner della coalizione a non voler risolvere concretamente un problema di controllo sull’attività amministrativa posto dal nostro gruppo come una priorità. Questa è la verità, di cui si deve prendere atto. Tutti i dubbi, tutte le supposizioni, o tutte ipotesi che da più parte sono stati formulati lasciano il tempo che trovano.

Al consigliere vorremmo infine ricordare che la paternità dei successi riscontrati nell’azione amministrativa dell’assessore Giorgio Vindigni è stata il frutto di un’azione condivisa con l’intera giunta. L’assessore lo ha anche confermato pubblicamente.

Ci sentiamo particolarmente orgogliosi di aver contribuito concretamente, insieme agli altri partner della coalizione ad evitare il dissesto, quando tutti ritenevano che questa era l’unica soluzione percorribile per il nostro ente. E’ stupefacente peraltro constatare, soprattutto in taluni consiglieri di opposizione, come pubblicamente da loro dichiarato, che questa visione – cioè quella del risanamento – possa rappresentare da parte dell’assessore Vindigni “una visione personale della gestione del bilancio”, dimenticando però un piccolissimo dettaglio, che tale fase era necessaria ed essenziale per rendere possibile una gestione ordinaria e normalizzata dell’ente, anche in termini di spesa per investimenti a beneficio della città. Affermare che il risultato ottenuto dalla nostra amministrazione sul piano del risanamento finanziario è un fallimento, come qualcuno dei consiglieri ha candidamente affermato denota o una oggettiva mancata cognizione di quelle che sono le norme che presiedono alla gestione finanziaria dell’ente, o più verosimilmente il deciso tentativo di sminuire sul piano politico e forse anche personale, il lavoro compiuto dall’assessore Vindigni, avventurandosi, per il solo gusto di polemizzare su tutto e tutti, in affermazioni irrazionali ed insensate.

Affermare cose non vere, lavorando la verità, fa molto male alla politica ed è un dolore più intenso se viene espresso da un giovane e in rappresentanza di un gruppo, come start, il cui presidente afferma che il successo della loro proposta elettorale sia dipeso dal fatto che “ non avevamo interessi, non avevamo mire di nessun tipo, non avevamo figli da sistemare, non avevamo conti aperti con qualcuno da dover regolare”

E’ vero la grande novità di questa stagione politica è stata quella di aver coinvolto i giovani nel governo della città – conclude il Movimento -. Abbiamo accettato, anche sulla base dell’esito elettorale, lo spazio che il sindaco ha assegnato al gruppo Start: tre assessori, il vice sindaco, il presidente del consiglio ed i componenti nella commissione urbanistica.

Abbiamo creduto e condiviso il messaggio di rinnovamento e di discontinuità che il movimento Start intendeva portare nel dibattito democratico della città ma vogliamo anche sperare, che ciò non conduca l’azione amministrativa della giunta cittadina verso logiche che appartengono più alla politica del consenso.

Confidiamo che tale nota sia di chiarimento per tutti coloro i quali chiedono di comprendere le ragioni del nostro abbandono dalla maggioranza”.

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