L’importanza della frutta nella dieta: soprattutto d’estate

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La frutta è un alimento di primaria importanza per la nostra salute. Sin dai primi mesi di vita si dimostra opportuna ed essenziale la somministrazione di piccole quantità di frutta fresca, che ci accompagnerà poi per tutta la vita e farà parte di qualsiasi dieta che intraprenderemo.

La frutta è importante soprattutto d’estate, quando abbiamo bisogno di alimenti freschi e ricchi di vitamine, ottimi per reidratare il nostro organismo. Utilissima anche per i sedentari, gli intellettuali, nella terza età: spesso negli anziani sono state riscontrate carenze in vitamine e minerali dovute ad uno scarso apporto di frutta e ortaggi freschi che esplicano un’azione eutrofica e idratante tanto più importante in una fase della vita in cui il metabolismo è rallentato. Tra i frutti più buoni c’è il tamarindo, il frutto del grande albero tropicale sempreverde “Tamarindus Indica”, originario dell’Africa ma presente anche nei Caraibi, in Asia meridionale e in Sud America. Questo frutto viene anche denominato “dattero dell’india” e si presenta come un baccello legnoso all’interno del quale vi sono i semi, avvolti da una polpa dal sapore acido e dal colore marrone. Quest’ultima è composta di acqua per il 31%, per il 57% di zuccheri, per il 5% da fibre e ancora da grassi, proteine ed elementi nutritivi; per tale ragione è molto adoperata sia in cucina sia per la preparazione di prodotti cosmetici.

Cosa contiene

Il tamarindo contiene limonene, safrole e acido cinnamico, tutti olii volatili che gli conferiscono un enorme potere medicamentoso. L’acido tartarico, contenuto al suo interno, ne fa un potente antiossidante. Dalla lavorazione della sua buccia, ad esempio, si ricava una polpa scura con la quale si producono marmellate, gelatine e sciroppi dall’effetto lassativo. Il tamarindo possiede la tamarindina, principio attivo che combatte efficacemente alcune infezioni fungine tra le quali la “Candida Albicans” e riesce a calmare la dissenteria. L’acido tartarico di cui è ricco, come abbiamo già detto, è un antiossidante e per questo combatte efficacemente i radicali liberi. Inoltre il tamarindo ha anche un notevole potere antidiabetico, regolarizza la presenza di zucchero nel sangue e previene i disturbi biliari. Chi soffre di digestione difficile trova il tamarindo assai utile perché regolarizza le funzioni gastriche. Ricco di fibre, questo frutto tiene sotto controllo il colesterolo e riesce a regolare la pressione arteriosa. In alcuni paesi del mondo, si utilizza il tamarindo per debellare le febbri malariche.

In Italia il suo utilizzo è legato alla preparazione di sciroppi e creme, mentre in altri paesi del mondo è considerato un vero e proprio ingrediente da utilizzare in molteplici ricette. Esso è, ad esempio, l’ingrediente della salsa Worcestershire e dello “Sambhar”, cioè la zuppa di lenticchie indiana, da accompagnare con il riso. Il tamarindo è anche usato per i curry di carne o di pesce perché il suo sapore è molto più intenso di quello del limone e del lime. Con il tamarindo si prepara un’ottima bevanda rinfrescante e altresì digestiva, facendo bollire 50 grammi di polpa in acqua per circa 15 minuti. Dopodiché, è necessario schiacciarla bene ed eliminare le fibre.

 

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