Play off Serie D. Caos all’ “Aldo Campo”: Il Messina retrocede tra veleni e polemiche. Il Ragusa fa festa

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Ragusa – Acr Messina 0-0

Ragusa (3-5-2): Matteo Esposito; Benassi, Callegari, Prestigiacomo; Accetta, Bianco, Memeo, D’Innocenzo (84′ D’Amore), Bernardo Esposito; Golfo (63′ Capone), Sinatra (77′ Campanile).
Allenatore: Gaetano Lucenti
In panchina: Bonagura, Brugaletta, Crisci, Palladino, Guzzo, Martorelli.Acr Messina (3-5-2): Giardino; Clemente (68′ De Caro), Trasciani, Bosia; Oliviero (53′ Roseti), Zucco (65′ Zerbo), Garufi, Matese (76′ Saverino), Bombaci (106′ Maisano); Tedesco (90+’ Kaprof), Touré.
Allenatore: Vincenzo Feola.
In panchina: Sorrentino, Aprile, Bonofiglio.Reti:
Ammoniti: Trasciani 2′ (M), Golfo 2′ (R), Lucenti 12′ (panchina R), Accetta 90+5′ (R), Touré 90+5′ (M), Kaprof 95′ (M), Bosia 113′ (M).
Espulso al 96′ il vice allenatore Savanarola dalla panchina.
Espulso al 105′ Feola dalla panchina.
Espulso Benassi al 108′, rosso diretto.
Calci d’angolo: 1-4. Recupero: 2’+5′. Recupero supplementare: 1’+2′.
RAGUSA, 10 Maggio 2026 – Non è stato calcio, o almeno non lo è stato negli ultimi, infiniti minuti di una battaglia nervosa e frammentata. Allo stadio “Aldo Campo” va in scena il dramma sportivo del Messina, che retrocede in Serie D senza perdere, condannato dal regolamento (che premiava il miglior piazzamento del Ragusa) e da una gestione della gara che lascerà strascichi pesantissimi.
La partita è apparsa bloccata sin dalle prime battute. Nel primo tempo, la tensione ha bloccato le gambe dei peloritani, incapaci di pungere una difesa azzurra ben serrata.
Nella ripresa, però, il copione è cambiato: il Messina ha alzato il baricentro, costringendo il Ragusa nella propria metà campo. È qui che sale in cattedra il portiere locale Esposito, autore di tre interventi prodigiosi: su Bosia: un riflesso miracoloso che strozza in gola l’urlo del gol.  All’80’: la rete di Bosia arriva, ma l’arbitro annulla per un fuorigioco millimetrico che scatena l’ira della dirigenza messinese.
In pieno recupero: un’altra parata salva-risultato su una punizione velenosa di Saverino.
L’extratime è stato un non-evento calcistico. Il gioco è stato costantemente interrotto da una gestione dei raccattapalle definita “vergognosa” dai presenti: palloni fatti sparire nei momenti di attacco ospite o, paradossalmente, lanciati in massa (fino a cinque contemporaneamente) per interrompere le azioni del Messina.
Il nervosismo è degenerato. Il Messina perde per espulsione prima il vice di Feola, Savanarola, poi lo stesso tecnico Feola.
Nel secondo tempo supplementare, il Ragusa resta in dieci per un rosso diretto a Benassi (fallo gratuito su Maisano), ma il Messina, privo dei guizzi dei suoi uomini chiave (Tedesco, Roseti, Tourè e Kaprof), non riesce a sfondare.
In tribuna d’onore, il Presidente Justin Davis e il vice Morris Pagniello hanno assistito increduli allo spettacolo. Davis, dopo il gol annullato, è scattato in piedi inveendo contro le decisioni arbitrali e la gestione dell’ordine pubblico a bordo campo, dove steward e zona panchina sono stati teatro di continue provocazioni.
Nonostante l’arrivo in extremis di altri 200 tifosi da Messina (che si sono aggiunti ai 370 autorizzati), il sostegno del pubblico ospite non è bastato. Al triplice fischio, mentre il Ragusa festeggiava una salvezza ottenuta con le unghie e con i denti, i giocatori del Messina si sono ritrovati a discutere animatamente con i sostenitori locali in un clima di estrema tensione.

Il Messina torna a casa con l’amarezza di una retrocessione arrivata senza subire gol, ma pagando caro un primo tempo troppo timoroso e una gestione ambientale che ha trasformato il finale di gara in una vera e propria “corrida”.

 

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