Disservizio su raccomandate e atti giudiziari nei comuni di Vittoria e Comiso

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Fare un bilancio degli effetti derivanti dalla riorganizzazione del servizio di recapito, a distanza di un anno della implementazione, non è difficile. Dei disservizi e della mancata consegna di corrispondenza solo la clientela e la stampa locale se ne sono resi conto. Solo la pochezza della concorrenza ci consente ancora di mantenere alcune commesse. Il morale dei portalettere esprime solo un sentimento di rassegnazione, e lo spirito di appartenenza, che animava il morale, ormai non regge più.
“Da subito – dice Giorgio Giummarra segretario della Cisl Slp – abbiamo segnalato criticità e suggerito interventi, ricevendo apprezzamenti e condivisione da parte di dirigenti aziendali che subito dopo tuttavia, si dichiarano incapaci di attivare procedure, con la scusante “Roma non ci autorizza”.
Nello specifico, era stato evidenziato l’eccessivo carico di lavoro dovuto alla conformazione delle stesse zone in alcune particolari macro zone di recapito, ove è stato necessario, fino ad ora, l’applicazione stabile di due portalettere; Suggerito una diversa conformazione delle zone di recapito inducendo il programma ad adottare uguale metodo di calcolo, operando la creazione a fetta di torta di tutte le zone ricadenti in territorio di centro abitato e periferia ed anche in questo caso abbiamo ricevuto apprezzamenti da parte della struttura RAM. Ma ad oggi niente si è mosso, nonostante qualche centro, su questo, avesse anche fatto delle simulazioni.
Proposte revisione di orari di applicazione delle varie linee, peraltro previsti da affidamenti scaturenti da accordi nazionali. L’azienda non era pronta in Sicilia, ma sul territorio di Ragusa, a seguito di conflitto di lavoro, è stato autorizzato anticipo di un’ ora di lavoro solo in presenza di straordinario volontario.
Anche per le linee Business si sarebbero potuti definire nuovi e più funzionali orari di lavoro, consentendo una perequazione di carichi di lavoro tenuto conto della eccessiva disparità con le articolazioni di base. Anche in questo caso lettera morta. I mancati interventi hanno fatto sì che nelle sale portalettere si creassero fazioni tra categorie di stessi lavoratori senza nessun beneficio per il servizio. Ed anche in questo caso il ricorrente ritornello è “Roma non ci autorizza”.
“Si potrebbe rivedere il numero di applicazione del personale ALI nei PDD, almeno in quelli ai limiti: Pozzallo, Scicli e Comiso, rimarcandone l’impossibilità di attuazione con quanto previsto dagli accordi per gli incaricati d’area.
L’azienda ne ha voluto tentare la sperimentazione di quanto previsto dall’ accordo nel PDD di Comiso, con risultati scadenti. Infatti l’applicazione di una sola risorsa ALI è rimasta invariata, con il risultato di non potere attuare con efficienza la prestazione ripartita.
Anche su questo argomento abbiamo ​trovato condivisione aziendale, ma fuori dai tavoli di confronto. Talvolta rileviamo, perfino, posizione aziendale più incline della nostra. Ma nei tavoli deputati l’Azienda o non si presenta o “intona” il più volte citato “Roma non ci autorizza”.
A distanza di un anno della implementazione, della riorganizzazione ci ritroviamo, da almeno sette mesi centri con un solo Capo Squadra e centri con un Capo Squadra che chiede di essere trasferito. Il rinvio dei provvedimenti, di settimana in settimana e da mese a mese è giustificato solo dal fatto di “capire meglio”. Ne consegue che se per spostare due Capi Squadra all’ Azienda occorrono più di sette mesi per capire, forse è meglio parlare di altro…….
Se nella rappresentata normalità si arranca, in presenza di fatti eccezionali la situazione precipita mettendo in evidenza ogni lacuna dell’accordo.
Sembrerebbe che le aspettative aziendali, paradossalmente, siano contrarie alle acquisizione di commesse.
Ci chiediamo: come è possibile ipotizzare garanzia di qualità se Atti Giudiziari ( 4 o 5 mila) entrati nel circuito di distribuzione due mesi fa sono ancora giacenti presso il PDD di Comiso, non subendo nessuna lavorazione e (18/20 mila) raccomandate entrate nel circuito di distribuzione, ufficio di Vittoria, anche esse due mesi fa non trovano la giusta organizzazione per essere consegnate?
Per entrambi i citati prodotti, dopo oltre 50 giorni l’Azienda, forse per tutelarsi, ha minacciato contestazioni al personale che si sarebbe rifiutato di effettuare prestazioni straordinarie. Solo un conflitto di lavoro ha chiarito, che trattandosi di commesse l’azienda avrebbe dovuto organizzarsi con altro organico mezzi e orari, e che, quindi, trattandosi appunto di commesse l’accordo riserva specifici interventi per cui le prestazioni straordinarie sarebbero state solo prerogativa volontaria di accettazione da parte dei portalettere.
Che dire poi, della gestione delle ferie? In assenza di personale le zone rimangono scoperte a macchia di leopardo procurando stress al rientro dei titolari, obbligati alle prestazioni straordinarie in presenza di temperature sahariane”.

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