Nuovo regime forfettario, tra opportunità e potenziali abusi, focus sul regime di vantaggio fiscale

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L’adesione al nuovo regime forfettario 2019 comporta parecchi vantaggi per i contribuenti, in particolar modo per i giovani professionisti, che possono godere di una riduzione importante della pressione fiscale e di varie esenzioni burocratiche e amministrative.

Per accedere al regime agevolato bisogna rispettare determinati parametri restrittivi, ideati al fine di ridurre quanto più possibile gli abusi e le irregolarità.

 Il vademecum completo realizzato dal team di Daneacontiene tutte le informazioni necessarie per l’accesso al nuovo regime forfettario 2019, rispondendo inoltre ad alcune delle domande più ricorrenti degli utenti.

La tassazione agevolata, alla base del nuovo regime, appare adatta in particolar modo per i giovani professionisti, come gli avvocati o i commercialisti, ma anche i professionisti appartenenti ai nuovi settori del terziario, come ad esempio il digitale.

Al reddito di tali professionisti si applica una forfettizzazione del 78%, sulla quale andare poi a pagare le tasse.

Il nuovo regime forfettario si dimostra quindi vantaggioso per la presenza di un’aliquota fiscale inferiore e per il riconoscimento di un 22% di costi figurativi.

Per loro valgono inoltre anche tutte le altre agevolazioni fiscali relative ai neoiscritti, come la mancanza dell’obbligo di versamento dei minimali o la loro riduzione e l’esenzione dal pagamento delle tasse Irpef, per lasciare spazio all’imposta sostitutiva del 5% valida i primi 5 anni.

Pertanto, un giovane avvocato o commercialista potrebbe arrivare a risparmiare anche circa il 45% fra imposte e contribuzione previdenziale soggettiva, qualora decidesse di aderire al nuovo regime forfettario.

Dopo i primi anni di agevolazione, al termine del sesto anno di attività, al professionista viene applicata l’aliquota piena del 15% sul reddito forfettizzato.

E’ bene infine essere a conoscenza, che non possono aderire al nuovo regime agevolato le persone che si avvalgono di regimi fiscali speciali, i contribuenti non residenti in uno degli Stati membri dell’Unione europea, gli esercenti attività che in contemporanea partecipano o controllano società, associazioni o imprese e le persone che esercitano attività con datori di lavoro con i quali è intercorso un rapporto lavorativo nei due precedenti periodi d’imposta.

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