HUMANITAS…di Pierpaolo Galota. Il ruolo delle serie tv nel quotidiano: un fenomeno in crescita

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In questi giorni, nelle principali città italiane sono apparse delle teche di vetro contenenti dei manichini raffigurantipersonaggi de “La Casa di Carta”, famosa serie televisiva prodotta da Netflix. L’intento di questa iniziativaè ovviamente pubblicitario, visto che la terza stagione della serie è alle porte. Lo scopo principale era quello di creare aspettative agli appassionati della banda dalla tuta rossa. La campagna prevedeva oltre al manichino un cartello con il nome della città, seguito dall’affermazione “È forse dei nostri. O forse no.”; e qualche giorno fa si è scoperto che il nome del nuovo membro della banda è Palermo, il quale si aggiunge ai restanti membri del gruppo (Tokyo, Denver, Helsinki, Nairobi, Rio, Stoccolma, Berlino) guidati sempre dall’instancabile Professore. Non si tratta altro che di un “piccolo”spoiler per iniziare a far crescere l’attesa nei confronti di questa serie,che è diventata un must nella vita dei giovani e per gli appassionatidi serie televisive.
Questa iniziativa pensata dalla produzione de “La casa di carta” induce a riflettere sul ruolo delle serie tv nel quotidiano, visto che nell’ultimo decennio hanno conquistato importanti fette di spettatori, con numeri sempre in aumento. Le iniziative, come quellaaccennata qualche rigo sopra, vanno lette non soltanto come forme pubblicitarie, ma anche come mosse per creare engagement del pubblico, e così creare attesa, aspettative e prospettive sui nuovi episodi.
Le serie televisiverisultano essere un argomento di conversazione interessante in diversi contesti e per differenti tipologie di persone, in particolare queste sono un trend topic nel pubblico giovanile. Le giovani generazioni, fin da bambini, sono stati abituati a questo genere di format. Quest’ultimi sono cresciuti a pane ed episodi,basti pensare ai cartoni animati, in particolare quelli giapponesi, in cui un evento poteva durare tre/quattro episodi.
Le serie televisive in Italia, secondo il format “americano”, si sono affermate lentamente e negli ultimi decenni hanno preso una fetta importante degli ascolti. Sono uno show che attira, sia per il loro procedere lento, elemento che crea nello spettatore il desiderio di risolvere le questioni in sospeso, e sia perché molte volte sul più bello tutto si interrompe, lasciando tutti sul filo del rasoio, con la mente proiettata al prossimo episodio per cercare di capire cosa potrebbe accadere.
Lo sviluppo esponenziale delle serie televisive, la cui durata media è di circa 40/45 minuti, si è avuto con la crescita e l’innovazione tecnologica. Quest’ultima ha favorito la nascita e il consolidamento di piattaforme dedite alladistribuzione di contenuti televisivi. La piattaforma più conosciuta è certamenteNetflix, nata inizialmente come società di vendita online di DVD e videogiochi, che dal 2008 ha mutato la sua strategia attivando un servizio di streaming online, in cui l’utente, previo abbonamento, poteva accedere a diversi contenuti interattivi: film, serie TV e documentari.
Le serie tv risultano essere il format più visto e più in voga, non tanto perché fanno viaggiare molto di più con la fantasia, perché gran parte dei generi sono situazioni e mondi non facili da attuare nella realtà, ma semplicemente perché possono essere visti ovunque, con qualsiasi dispositivo e in qualsiasi momento, l’importante è la connessione alla rete.
Una volta c’era solo Carosello, subito dopo il telegiornale, e tutti ci si sedeva davanti al televisore per assistere a dieci minuti di spensieratezza, era il tempo in cui le reti televisive si potevano contare sulle punta delle dita. La tecnologia ha fatto il suo corso, e la televisione è diventata un elemento di mercatoin cui investire:sono nate le tv private con più programmi e più possibilità di visione. L’arrivo del nuovo millennio ha portato in milioni di famiglie la tv satellitare che permetteva molte più sbocchi interattivi, in particolare si è affermata per la visione del campionato di serie A. Certamente l’elemento vincente è stato l’arrivo delle Smart TV, degli Smartphone e del web 2.0, e così l’intrattenimento è convolato a nozze con internet dando la possibilità di avere la propria videoteca personale, oggi non c’è più stare attenti alla linguetta dalla videocassetta, basta poco per registrare il proprio programma preferito. La tecnologia ha cambiato il modo di fare televisione in poco tempo, ma chissà come andrà a finire, visto che lo sviluppo tecnologico è sempre in continuo mutamento. Quello che è certo è che nessuno più si siederà a guardare Carosello, perché ognuno guarderà quello che vorrà quando vorrà.

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