HUMANITAS…di Pierpaolo Galota. Mettiti in gioco e dai il meglio di te!

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Lo sport è sempre un momento di sano divertimento, ma allo stesso tempo, se fatto con intelligenza e passione può diventare momento di integrazione e accoglienza reciproca.
Sono numerosi gli inviti a praticare attività sportive e avere una vita sana al fine di avere un benessere fisico e anche mentale. Tutto questo è possibile realizzarlo pienamente solo con un’educazione a tutto tondo, in cui tutti, destinatari ed educatori, si sporcano le mani.
Educare a una vita sana e vivere lo sport con un certo stile risulta essere una sfida da non tralasciare, che non può essere presa sottobraccio. Per questo non si può sottovalutare la potenzialità educativa e formativa dello sport, perché significherebbe rinunciare ai giovani e quindi al futuro della società.
Per vivere correttamente lo sport e affrontare tutto con ottimismo c’è bisogno di spirito di lealtà e di rispetto; solo in questo modo lo sport potrà diventare realmente un mezzo per ravvivare la società umana e dare colore e tono alla convivenza umana.
Negli ultimi anni l’aspetto educativo dello sport è stato maggiormente attenzionato, all’interno delle associazioni di promozione sportiva, infatti, si cerca di educare ai valori sani dello sport, ad una sana competitività e a combattere tutte le forme che ledono questo splendido mondo.
Nell’ultimo fine settimana, nel territorio ibleo, si sono svolte le finali regionali “Pigiessiadi”, una manifestazione promossa dalle Polisportive Giovanili Salesiane, un’associazione di promozione sportiva riconosciuta dal Coni, e ben presente e radicata in Sicilia e anche in provincia di Ragusa.
La manifestazione ha visto la partecipazione di ben quaranta società provenienti da tutta la Sicilia. Gli atleti, impegnati nelle gare di calcio a 5 e pallavolo, sono stati circa 600. La manifestazione riguardava tutto il settore giovanile, che si è ben distinto nella propria fase provinciale durante la stagione invernale. Le categorie in gara andavano dai mini (scuola elementare) fino all’under 18.
Nello specifico, si sono svolte gare di Calcio a 5 per le categorie: mini, propaganda, under 15-17; mentre per il settore pallavolo hanno partecipato le categorie: propaganda, under 14-16-18.
Gli atleti sono stati accompagnati dai loro educatori e dirigenti, e in alcuni casi anche da piccoli gruppi di sostenitori.
Le Pigiessiadi non sono soltanto l’occasione per vivere le finali regionali, dopo le fasi provinciali, ma sono anche l’occasione per celebrare la vita attraverso la sport e il gioco, un momento di sano divertimento. Il fine della kermesse non solo è decretare semplicemente il vincitore di una categoria, in un determinato sport, o assegnare il trofeo Sicilia al comitato provinciale che si è distinto di più durante la manifestazione. L’obiettivo è educare i ragazzi e i giovani a saper giocare con lo sport, a saper fare di questo un mezzo con cui riconoscere le diversità culturali e sociali come una ricchezza e non un pericolo.
Per fare questo le Polisportive Giovanili Salesiane hanno pensato di inserire, durante le finali regionali, dei break formativi, quest’anno guidati dai referenti regionali per la formazione: Don Enrico Frusteri e Suor Francesca Scibetta. Durante questa attività gli atleti sono stati invitati a mettersi in gioco prima di tutto nella vita, allo stesso modo con cui lo farebbero nello sport, cioè dando tutto se stessi. Il momento formativo ha avuto come fil rouge l’invito di Papa Francesco:
«Mettetevi in gioco con gli altri e con Dio, non accomodatevi di un pareggio mediocre, date il meglio di voi stessi, spendendo la vita per ciò che davvero vale e che dura per sempre».
Le Pigiessiadi continueranno ancora la prossima settimana con le finali regionali del settore “Libera” per le discipline di calcio a 5 e pallavolo, inoltre ci saranno anche le finali del settore Equitazione.
Lo sport oggi educa al rispetto dell’altro e al rispetto delle regole per poter vivere bene nella società. Risulta essere così uno dei mezzi educativi primari che non può essere tralasciato e abbandonato, che non può diventare schiavo di logiche commerciali o dell’ideologia del successo, perché i destinatari principali sono i giovani, il futuro della società.

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