Le presenze turistiche in forte incremento a Modica, a Ragusa solo l’1,33%. Per il M5S c è ancora molto da fare

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Mentre Modica totalizza incrementi prodigiosi sul piano turistico, Ragusa, nel raffronto tra il 2017 e il 2018, fa registrare una crescita di appena l’1,33%. Evidentemente, visto che ci troviamo a pochi chilometri di distanza, c’è qualcosa che non funziona ed emerge, con forza, la necessità di programmare un piano a lungo termine che coinvolga i flussi turistici presenti nella nostra città. A dirlo sono i consiglieri comunali del Movimento Cinque Stelle dopo avere preso atto dei numeri incamerati dall’Osservatorio turistico regionale e resi noti in queste ore.

“Il problema reale – affermano il capogruppo Zaara Federico con Antonio Tringali, Giovanni Gurrieri, Alessandro Antoci e Sergio Firrincieli – è che tutti parliamo di turismo ma poche sono le scelte adeguate che si adottano per far sì che le politiche di settore possano avere una ricaduta effettiva sul territorio. Una prima considerazione da fare è che al momento la nostra città è presa d’assalto soprattutto dal cosiddetto turismo mordi e fuggi. Cioè i visitatori che arrivano con il pullman, che iniziano a visitare la città, soprattutto i due centri storici, da metà mattinata sino a tardo pomeriggio, e poi vanno via. Le percentuali, a raffronto, di turisti che invece scelgono di pernottare nella nostra città sono davvero minime. Ed ecco perché riteniamo che occorra organizzarsi per fornire risposte e servizi a questa tipologia di turisti”.

“Qualche suggerimento lo diamo – continuano i consiglieri pentastellati – e non è nostra intenzione entrare per forza in polemica ma intendiamo essere propositivi. Ci è stato segnalato da più parti, ad esempio, che occorrerebbe rivedere nei termini il protocollo che il Comune stipula annualmente con la Curia diocesana per l’apertura delle chiese cittadine. Il motivo? Sarebbe necessario dotare questo protocollo di qualche ulteriore supporto finanziario. Allo stato attuale, infatti, accade che da dopo Pasqua e sino al 31 maggio, le chiese siano aperte solo il fine settimana, con un orario che esula dall’accordo la pausa pranzo. Quindi, una sorta di orario d’ufficio. E questo è un primo punto che sarebbe necessario rivedere. Perché l’orario dovrebbe essere intero (dalle 10 alle 18 ad esempio) per consentire ai turisti di potere visitare le chiese anche durante la cosiddetta pausa pranzo o nel primo pomeriggio. Di solito, infatti, chi sceglie di visitare una città turistica lo fa negli orari più comodi, molte volte predilige appena un panino, per continuare ad ammirare le nostre bellezze architettoniche. Poi, un altro suggerimento, sempre per quanto riguarda questo protocollo, è quello di fare sì che l’apertura delle chiese sia prevista tutti i giorni da dopo Pasqua in poi e non solo nei mesi di giugno, luglio e agosto. Infatti, già ora, come è possibile appurare, il flusso dei visitatori è davvero notevole e molte volte chi gestisce la chiesa si trova costretto a chiudere le porte quando ancora ci sono molte presenze all’interno. Quindi, una situazione che andrebbe rivista”.

“Così come va rivista – spiega ancora il gruppo M5s – l’apertura dei servizi igienici pubblici. In piazza San Giovanni, ad esempio, non è possibile che ci sia una chiusura che corrisponde con la pausa pranzo. E che cosa si fa durante questo lasso di tempo? Questi alcuni suggerimenti ma ce ne sono parecchi altri che potrebbero costituire l’oggetto di un confronto da attivare a tutto spiano in Consiglio comunale, per capire nella maniera più approfondita e attenta dove vuole andare a parare questa amministrazione nel campo turistico. Riteniamo che garantire i servizi ai visitatori sia una delle priorità che bisogna darsi”.

“In effetti – proseguono i consiglieri pentastellati – si tratta di una questione che abbiamo sollevato in alcune occasioni in aula ma il “ci stiamo pensando” da parte della Giunta municipale ha determinato solo un fallimentare piano di partecipazione alle fiere di settore, in cui Noto è stata l’indiscussa protagonista. Magari servirebbe muoversi in un altro modo. Non parliamo, poi, dell’argomento aeroporto di Comiso che a palazzo dell’Aquila sembra essere stato bandito. E ci chiediamo il perché. Infine, sollecitiamo l’amministrazione comunale a darsi una mossa per la pubblicazione del bando riguardante l’info tourist stagionale a Marina di Ragusa. Che cosa stiamo aspettando? Rischiamo di superare i termini di una buona programmazione”.

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