Cgil, Ragusa-Catania. Alzare la testa e ci si riprenda il futuro. Superare alcune criticità e avanzare uniti per il rilancio dell’economia del territorio

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Nella seduta dello scorso 4 aprile il CIPE (Comitato interministeriale per la programmazione economica) presieduto dal Presidente del Consiglio dei Ministri nella quale è stata discussa ed esaminata questione riguardante l’opera di raddoppio della Ragusa – Catania.
Com’è noto si è deciso per un rinvio al prossimo 13 maggio dovuto all’esame e all’analisi sulla reale sostenibilità dell’opera. L’attuale esecutivo ha espresso dubbi sul project financing che secondo i dati economici avrebbe pesanti ricadute in termini di tariffe sull’utenza.
E’ ovvio che tale criticità sia condivisibile, se si pensa che l’utenza dovrebbe sobbarcarsi un enorme peso economico per transitare in quella strada.
Il Governo deve quindi trovare le soluzioni di carattere economico affinché si possa superare questa criticità non di poco conto per tutti i cittadini interessati, sopratutto per i ceti più deboli e per tutti quelli che sono costretti a percorrere quotidianamente questa strada anche come pendolari per motivi di lavoro.
Crediamo, afferma il Segretario Generale della Cgil di Ragusa Giuseppe Scifo, che il tema debba essere approfondito attraverso una reale e concreta compartecipazione tra i diversi attori Istituzionali, a partire dal Governo nazionale e regionale, e debba al più presto approdare ad una soluzione concreta.
Il raddoppio della Ragusa – Catania è un’opera assolutamante strategica per le due province principalmente interessate, Ragusa e Siracusa, e lo è ancor di più per il sistema produttivo del nostro
territorio. Sappiamo quanto è importante il volume globale di prodotti agricoli che giornalmente transitano per quella strada in direzione dei mercati del centro- nord. Sappiamo quanto pesa l’assenza di una rete infrastrutturale adeguata al nostro sistema produttivo che vedrebbe nella realizzazione di quell’opera la possibilità di un miglioramento e di una crescita. Sappiamo quanto pesante è il bilancio di vite umane spezzate lungo il percorso attuale della Ragusa- Catania le cui condizioni di pericolosità mettono a rischio ogni giorno migliaia di cittadini che percorrono questo tragitto.
Negli ultimi mesi, prosegue Scifo, gli indicatori di carattere economico attestano un trend in crescita delle presenze
turistiche in Sicilia, sopratutto nelle grandi città servite da infrastrutture. Questo trend lascia fuori
l’intero territorio ibleo che, nonostante le diverse vocazioni per le eccellenze di carattere monumentale, culturale ed enogastronomiche, continua a perdere occasioni di sviluppo e di crescita occupazionale.
Siamo di fronte all’ennesima mortificazione del territorio; gli ultimi governi sono stati inconcludenti, abbiamo assistito agli annunci di definitivo avvio del progetto da parte di tutti quelli
che in questi venti anni si sono avvicendati. L’attuale Governo si renda subito operativo, e già dal prossimo appuntamento del 13 maggio al CIPE dia un segnale concreto di sviluppo in positivo verso la realizzazione dell’opera.
Mentre il Governo è impegnato nel dibattito interno circa l’utilità o meno di opere come la Tav, qui
continuano a mancare le infrastrutture essenziali, non esiste un solo metro di autostrada. In provincia di Ragusa sono quasi del tutto inesistenti le reti ed i collegamenti ferroviari sia per la mobilità delle persone che perle merci. Così come sussistono ancora pesanti criticità sul completamento dei lotti 6,7 e 8 dell’autostrada Siracusa Gela che rischia di diventare l’ennesima opera incompiuta in Sicilia.
Siamo consapevoli che l’attuale esecutivo ha una trazione verso gli interessi del nord per l’egemonia
politica della Lega, e il progetto di Autonomia Differenziata solca ancora di più la distanza tra il nord avanzato ed il sud sottosviluppato, sopratutto per l’assenza di infrastrutture materiali e immateriali.
La programmazione economica e finanziaria dell’attuale Governo manca totalmente di una visione
per il futuro di questo Paese, dove non ci sono risorse per rilanciare l’occupazione, gli investimenti,
sopratutto al sud. Per questo lo scorso 9 febbraio Cgil, Cisl e Uil hanno dato vita ad una grande manifestazione nazionale con centinaia di migliaia di lavoratori, disoccupati e pensionati per chiedere al Governo un cambio di rotta.
Con lo stesso spirito la Cgil di Ragusa intende continuare questa battaglia per chiedere l’avvio di opere strategiche a partire dal raddoppio della Ragusa-Catania.
Occorre scendere in piazza per difendere il nostro territorio e condurre una battaglia per il lavoro, inteso come buona occupazione, contro chi pensa che all’attuale condizione allarmante di disoccupazione, sopratutto giovanile, debba essere affrontata solo attraverso il riconoscimento di un
sussidio in quanto sostegno come intervento sulla povertà. La povertà si combatte con il lavoro e gli
investimenti, con la lotta all’evasione e con una tassazione coerente al principio costituzionale di progressività.
Invitiamo le Istituzioni, la deputazione locale, le organizzazioni di categoria, la società civile a sostenere questa battaglia per il nostro territorio, per un futuro sostenibile, per arrestare l’emigrazione dei nostri giovani inchiodando le nuove generazioni ad un destino di povertà.
Alziamo la testa, riprendiamoci il futuro.

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