HUMANITAS … di Pierpaolo Galota. La Madonna “Vasa Vasa”: l’incontro di una Madre con la sua città

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Con il Giovedì Santo attraverso la Lavanda dei piedi ha inizio il Solenne Triduo Pasquale. La tre giorni più importante di tutto l’anno liturgico che culmina nella Domenica di Pasqua, in cui ogni cristiano fa memoria della Risurrezione di Cristo Signore, e celebra la vita nuova che nasce.
Tra questo succedersi di riti e celebrazioni Pasquali risulta esserci un rapporto, a maglie molto strette, con la Sicilia. Un rapporto indissolubile cementato sempre più negli anni, che ha in ogni città un sapore antico ma sempre nuovo.
Si tratta di un legame non solo storico, frutto della dominazione spagnola e non solo, ma è anche frutto della tradizione e della sapienza popolare, che ha perpetuato nel tempo ogni singolo momento e gesto, trasmettendolo come una catena ininterrotta alle nuove generazioni.
E così molti momenti celebrativi vissuti in Sicilia non trovano eguali in tutta Italia, a punto tale che chiunque le osserva e vi partecipa vi rimane preso emotivamente. I riti della Settimana Santa sono segni e azioni concrete, che in Sicilia sono mixate abilmente con una forte religiosità popolare. Le Chiese infatti per le occasioni sono gremite di fedeli, a partire dalla Domenica delle Palme fino al giorno di Pasqua, ogni funzione non è una semplice rievocazione, ma è vivere realmente quello che Gesù ha vissuto. In ogni dove della Sicilia si assiste a processioni molti particolari e suggestive, oltre che alle celebrazioni liturgiche dense di significati, che aiutano a comprendere il grande dono che Cristo ha fatto all’umanità.
Le feste religiose in Sicilia risultano essere un elemento importante per la traduzione di quello che è la tradizione liturgica. Pure nell’antica Contea di Modica, un tempo circondario di Modica, oggi Libero Consorzio Comunale di Ragusa, i riti della Settimana Santa sono completati con manifestazioni esterne che ben sintetizzano quanto viene vissuto nella Liturgia. Si assiste a una forte tradizione religiosa, basti pensare alle processioni della Settimana Santa di Ispica, Vittoria, Ragusa Ibla, Monterosso Almo e a Chiaramonte, poi in prossimità della Pasqua c’è la Pace di Comiso, il Gioia di Scicli e la Madonna Vasa Vasa di Modica, come anche in zone più vicine alla provincia di Ragusa a Riesi, Gela, Marsala, Trapani e in tanti altri paesi nel cuore della Sicilia.
A Modica ,in particolare, vi sono pure le processioni della Settimana Santa, ma hanno un tono molto più pacato, meno “euforico”. Le Chiese che per tradizione erano impegnate a svolgere le processioni della Settimana Santa, in particolare la sera del Venerdì con la processione del Cristo Morto, erano quella di Santa Maria di Bethleem, per la parte bassa della città, e quella di San Giovanni Evangelista per la parte alta di Modica. Sono giorni di compostezza, di silenzio, di riflessione, nonostante il forte influsso spagnolo presente nel territorio modicano.
Quella del Cristo Morto è quindi una processione composta e silenziosa, scandita solamente da marce e preghiera. In un articolo Giorgio Colombo scrive: «Il venerdì’ santo, poi, celebrato all’esterno con due processioni, l’una nella parte alta della Città, l’altra nella parte bassa lungo il corso principale, è stato sempre segnato da un silenzio composto ed orante, ma non cupo ed opprimente (o lugubremente sottolineato da confraternite di flagellanti), serenamente accompagnato da severe marce musicali e, nella processione di Modica Bassa, dal suono dei campanelli tintinnanti che ornano il sarcofago del Salvatore deposto e sollevato (da secoli e fino ad alcuni decenni fa, da studenti e universitari modicani con il loro tipico copricapo), alto sulla folla». (Giorgio Colombo, Maria di Nazareth, una donna fra noi. Sul culto mariano a Modica, Editrice Vatjg – Modica 1991, p. 81)
Il cuore e il culmine del Triduo Pasquale è nella madre di tutte le veglie, la notte di Pasqua, in cui si attende e si celebra la Risurrezione: la vittoria di Cristo sulla morte, che poi si esplicita ancora di più nell’esplosione di gioia nel giorno di Pasqua. E per ogni modicano la Madonna Vasa Vasa risulta essere il culmine di questo lungo cammino.
Il sabato santo è il giorno del silenzio, in cui si è chiamati a riflettere sul grande dono di Cristo all’umanità. Nel silenzio di questo giorno avviene un momento molto suggestivo, riservato a pochissimi, è il momento in cui viene preparata la Vergine Maria. Non a tutti è data la possibilità di assistere, perché è un segreto tramandato da padre in figlio da secoli, la vestizione è per i non “addetti ai lavori” un momento di attesa.
La Madonna Vasa Vasa non ha eguali, vi sono festività simili in altre zone della Sicilia, ma nessuna di queste ha il tema della vita nuova, che ha inizio nel bacio. L’incontro tra il Cristo Risorto e la Madre è il tema che predomina nelle altre zone della Sicilia. A Modica è la Vergine che incontra il Figlio. La Madonna Vasa Vasa è l’occasione in cui la città di Modica: recupera e scopre ancora una volta la propria identità di comunità viva.
L’intera popolazione si riversa da ogni dove nel cuore del centro storico: dalle campagne più remote ai vicoli mai esplorati del centro, è un tripudio di colori e di novità per l’occasione.
Un fiume di gente è assiepata nel salotto più bello che ogni modicano possiede: il corso Umberto. Un tempo era l’occasione per incontrare parenti, vecchie conoscenze, per indossare l’abito nuovo, per comprendere il volo delle colombe che stabiliva come sarebbe andato il raccolto, ma era anche l’occasione per i giovani di trovare la possibile fidanzata e viceversa.
La Madonna Vasa Vasa è sì un incontro tra la madre e il figlio, ma è l’incontro dell’intera comunità cittadina, è l’esplosione di una gioia! Un incontro carico di sensazioni ed emozioni, ed è espresso dai continui applausi che sgorgano spontanei e non forzati fin dal primo bacio, ed ad ogni bacio, diurno o notturno, è un emozione che fa battere il cuore a mille.
Tutti credenti e non credenti si ritrovano per festeggiare la vita nuova che il Cristo dona con la sua Resurrezione. La Madonna Vasa Vasa diviene non soltanto una manifestazione religiosa, ma anche un momento di aggregazione sociale, e per questo la festa va vista come la processione per eccellenza.
«Tutta la comunità modicana, civica e religiosa, urbana e rurale, aristocratica e popolana, “sangiorgiari” e “sanpitrari”, concorde per un comune “sentire” […] ha trovato, e trova ancora oggi in stragrande misura, l’espressione più caratterizzante, più unificante, più gioiosamente e serenamente coinvolgente del proprio essere una “comunità umana” e appunto comunità modicana». (Giorgio Colombo, Maria di Nazareth, una donna fra noi. Sul culto mariano a Modica, Editrice Vatjg – Modica 1991, pp.78-79).
Non c’è più la differenza di popolo, si è un’unica cosa immersi nella vita nuova, la Madonna bacia a nome di ogni modicano il Cristo Risorto, e benedice l’intera città non una volta ma per ben tre volte. La città di Modica in questo modo rivive un legame fortissimo con la Madre, la quale è il mezzo per arrivare a Cristo. Veramente si può affermare che «il riferimento a Maria è stato dunque costante e profondamente sentito» (Ibid., p.25) per ogni modicano.
I primi ad essere colpiti sono i bambini, che all’inizio possono sembrare indifferenti allo scambio di auguri, ma che sono i primi a percepire l’emozione del cambio d’abito della Vergine Maria.
Alle ore 12 è un susseguirsi di azioni percepibili al secondo, come in un lungo fotogramma si comprendere realmente cosa sia la gioia. All’inizio la vallata è tutta un brusio, poi all’avvicinarsi dell’ora, la fa da padrone il silenzio. Nel brusio delle voci la Madonna cammina per ogni vicolo, fino a giungere nel cuore della città alla ricerca di Suo Figlio, sembra chiedere conforto ai passanti.
«L’orologio del castello, dall’alto, suona il mezzogiorno e segna un altro anno della vita modicana» (Ibid., p. 79) ed è in quel momento che la Vergine Maria incrocia lo sguardo del Figlio. Si libera del suo manto nero, muove le braccia in segno di gioia, volano le colombe, la banda suona, i mortaretti scoppiano, è veramente l’inizio della Vita nuova. Giunge di fronte al Figlio si china e lo bacia sul costato. Il quale è il segno inequivocabile della morte di Gesù, ma che dal bacio della Madre diviene l’emblema della vittoria sulla morte. Poi la Madre si allinea al Figlio, il quale è ritratto nell’atto di benedire, e benedice il popolo. Dopo il bacio della Madonna, la popolazione è in festa, un trionfo di gioia e di allegria, e così ha inizio lo scambio di auguri.
È un incontro appassionato, in cui tutti rimangono estasiati, di cui Modica da tempo immemorabile vive, fa vivere e continuerà a far rivivere alle generazioni future. La Madonna Vasa Vasa esprime la relazione tra Madre e Figlio, che si esplicita nell’incontro dopo un lungo pellegrinare. La Madonna Vasa Vasa è la relazione tra la Vergine Maria e ogni singolo modicano o turista, che viene avvolto e accolto dal suo manto.

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