On. Dipasquale. Sportello Unico per la Famiglia, ddl d’iniziativa parlamentare presentata stamani all’ARS

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E’ stato illustrato, questa mattina in conferenza stampa, presso la Sala Rossa di Palazzo dei Normanni, il disegno di legge presentato dal gruppo parlamentare del Partito Democratico all’ARS per l’istituzione dello Sportello Unico per la Famiglia. All’incontro con i rappresentanti degli organi di informazioni erano presenti l’on. Giovanni Cafeo, primo firmatario, l’on. Nello Dipasquale, il parlamentare nazionale Ubaldo Pagano (componente della Commissione Affari sociali, Infanzia ed Adolescenza) e il vice presidente Anci Sicilia con delega al Welfare Paolo Amenta.
“Il ddl – spiega Dipasquale – punta alla creazione di questo strumento quale punto unico di interlocuzione dei cittadini per le tutte le problematiche che attengono alle fragilità delle famiglie, comprese le pratiche ed i procedimenti amministrativi. Al pari di quanto avvenuto con lo Sportello Unico per le Attività Produttive o quello per l’Edilizia, il SUF potrebbe essere un importante punto di riferimento per la risoluzione di numerose questioni che, sul piano amministrativo, creano problemi alle famiglie. Nostro intendimento è quello di creare uno strumento che aiuti la semplificazioni amministrativa, riducendo i disagi di quando si ha a che fare con la pubblica amministrazione in ogni livello. Infatti, se da una parte la Famiglia è tutelata e promossa dalla Costituzione, dall’altro le Istituzioni la trascurano rovesciando il principio di sussidiarietà: non è lo Stato che sussidia le famiglie, ma sono le famiglie che sussidiano lo Stato attraverso un’onerosa pressione fiscale, che spesso non scaturisce nemmeno in un adeguato livello di welfare. Abbiamo ritenuto doveroso, dunque, un intervento del Parlamento su questo tema”.
“Riteniamo – dichiara ancora Dipasquale – che la macchina amministrativa pubblica debba dotarsi di sportelli che siano appunti “unici” e facilmente riconoscibili per le famiglie, dotati di una “cartella socio-sanitaria digitale unica” e di un unico casellario delle prestazioni, non solo economiche ma anche sociali e sanitarie (anche con fini anti speculativi), che consenta ad ogni sportello competente per territorio di leggere e analizzare globalmente la situazione del nucleo familiare in difficoltà, per intervenire in modo appropriato e tempestivo. Il punto di partenza non può che essere una integrazione delle piattaforme informatiche esistenti e dei relativi dati a partire dal casellario delle prestazioni economiche dell’INPS. Lo Sportello Unico per la Famiglia riunirebbe e integrerebbe i servizi sociali comunali, i servizi di accesso alle prestazioni e valutazioni sanitarie coinvolgendo una “riformata” medicina generale di base, i servizi per l’impiego, gli Istituti di Istruzione e Formazione (nei casi in cui ci siano figli minori componenti il nucleo familiare) sulla base della logica per la quale le “povertà” e i “disagi”, compresi quelli educativi, non sono e non possono essere trattati a “pezzi” o a compartimenti stagni, viste le loro naturali interconnessioni”.
“Per la stesura del ddl – racconta ancora Dipasquale – ci siamo ispirati ai Punti Famiglia sperimentati con successo sul territorio nazionale dalle ACLI (Associazioni Cristiane Lavoratori Italiani) e ne rappresenta un’evoluzione pubblica”.
“Lo Sportello Unico per la Famiglia rappresenta una vera e propria riforma del welfare d’accesso – ha detto uno degli ideatori della norma, Gianluca Budano, della presidenza Acli – al fine di semplificare la vita ai soggetti che patiscono qualunque fragilità, perché non patiscano anche il disorientamento nei mille meandri della pubblica amministrazione dedicata a tali risposte. Insomma una riforma che vuole che la semplificazione diventi cura”.

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