L’efficienza energetica delle attività produttive grazie all’uso delle fonti rinnovabili, ieri a Palermo la riunione convocata dal presidente della terza commissione on. Orazio Ragusa

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Raggiungere obiettivi importanti per il futuro come quello dell’efficienza energetica grazie all’uso delle fonti rinnovabili non è solo compito dei grandi gruppi e multinazionali che si stanno concentrando sull’innovazione ma anche di numerose start up che potrebbero presentare efficaci soluzioni a riguardo. E, in questa direzione, il sostegno che potrebbe essere dato a un comparto agricolo sempre più in difficoltà servirebbe a rilanciarne le quotazioni. Parola dell’on. Orazio Ragusa che, ieri a Palermo, in qualità di presidente della commissione Attività produttive all’Ars, ha convocato una seduta speciale all’orto botanico alla presenza dell’assessore regionale all’Energia e ai rifiuti, Alberto Pierobon, ma soprattutto di esperti universitari, e non solo, del settore che si sono confrontati facendo emergere riflessioni molto interessanti e soprattutto proposte operative. “L’aspetto più significativo – ha detto l’on. Ragusa – è che è stato messo in rilievo come oltre all’innovazione energetica serva dell’altro. In particolare, un’innovazione mentale, un nuovo modo di creare lavoro che sta alla base di qualsiasi sviluppo moderno. Solo dopo, una start up innovativa sarà capace di svilupparsi e operare”. Si è parlato, in particolare, di agricoltura e di utilizzo delle energie rinnovabili in questo settore produttivo. “Bisogna aiutare il comparto agricolo che sta soffrendo moltissimo in termini di costi – ha affermato Pierobon – e quindi intervenire per abbassare i costi, oppure allo scopo di aumentare i ricavi, naturalmente senza incidere sull’aspetto primario che è quello della produzione agricola, ma supportando, appunto, questi costi energetici: un’operazione che va fatta in tempi brevi”.
Tra le priorità del Piano energetico regionale, così come emerso durante i lavori della commissione, l’incentivazione dell’uso delle energie rinnovabili in agricoltura tramite il riuso di aree dismesse, desertificate e confiscate. “Ma non solo agricoltura – ha aggiunto l’on. Ragusa – più in generale potremmo parlare di tutte le attività produttive che consumano parecchia energia e che, quindi, per far sì che i loro prodotti possano essere competitivi sui mercati, hanno bisogno di organizzarsi in maniera tale che l’energia indispensabile per le produzioni incida sui costi il meno possibile”. Sulle modalità di utilizzo delle aree per l’incentivazione dell’uso delle energie rinnovabili è intervenuto il direttore scientifico del Kyoto Club, Giovanni Silvestrini: “Oggi l’Italia e la Sicilia hanno l’obiettivo di raggiungere un approvvigionamento di elettricità tra il 55 e il 60% da fonti rinnovabili. Il tema è riuscire a fare il più possibile su coperture di edifici, con nuove regole che sono in discussione, consentire ai condomini di utilizzare l’energia del fotovoltaico, cosa che ancora non è possibile. Poi occorre riuscire a raggiungere questi ambiziosi obiettivi anche in campo aperto, magari pensando alla sperimentazione dell’agrofotovoltaico: consentire nello stesso terreno la produzione e la presenza dei campi fotovoltaici. Così si eviterebbe, per esempio, l’abbandono delle campagne”.

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