Rifugio antiaereo: a maggio iniziano gli scavi a Modica

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Si sono riuniti questa mattina i rappresentanti dell’Amministrazione Comunale (oltre al Sindaco gli Assessori Linguanti e Lorefice), il sovrintendente ai Beni Culturali Calogero Rizzuto ed i tecnici che hanno effettuato lo scorso 2 marzo i rilievi per “trovare” il rifugio antiaereo risalente alla Seconda Guerra Mondiale che insiste sotto Piazza Matteotti. I geologi Belfiore e Cannizzaro hanno illustrato ai presenti i risultati di quei rilievi presentando una mappa virtuale di come dovrebbe essere il rifugio ed in particolare le vie d’accesso. “Per Modica sarà una grande opportunità di arricchire il già vasto patrimonio culturale – ha commentato il Sovrintendente ai Beni Culturali – anche perché è molto raro trovare un rifugio in una zona così centrale. Nelle prossime settimane metteremo a punto gli ultimi movimenti da fare arricchendo il progetto con una ricerca storica per essere più puntuali e precisi. Già nei prossimi giorni saremo in grado di aprirlo ai tecnici per i primi sopralluoghi”. Accanto a lui il Sindaco di Modica, Ignazio Abbate: “Non vi nascondo la mia emozione nel restituire alla Città una testimonianza storica così importante e praticamente inedita per la nostra società. Per quel rifugio abbiamo grandi progetti a cominciare dalla collocazione di una collezione di reperti del secondo conflitto mondiale che andrebbe a costituire un museo unico nel suo genere. Realisticamente immagino l’inizio degli scavi veri e propri all’inizio del mese di maggio per non interferire con le festività pasquali”.

3 Commenti

  1. Io c’avrei ricavato la sede della loggia . . segreta ovviamente .
    Cosi da non dare nell’occhio , ed essere in pieno centro , con vie diverse di scampo .
    Come le tane dei ricercati d’Aspromonte e delle Madonie .

  2. Mio padre quando ero ragazzino mi raccontava che alla fine del conflitto alcuni rifugi furono riempiti di terra, così fu ordinato di fare perchè non servirono più. Ora non voglio che al momento dell’apertura, i tecnici trovino questa sgradita sorpresa. Spero che il citato rifugio sia uno dei pochi rimasti vuoti e a quell’epoca venne chiuso definitivamente.

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