I Moncada Bellomo, una famiglia modicana che arriva da molto lontano…. a cura di Carmelo Cataldi

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Tralasciando le leggende agiografiche, che la fanno risalire ad un capostipite della Baviera, la famiglia Moncada storicamente è originaria della Spagna.
Essa si radica in Catalogna con Guglielmo Raimondo II di Moncada, figlio di Raimondo, Siniscalco di Catalogna, che grazie alle nozze con Costanza d’Aragona, figlia di re Pietro, ricevette la signoria sulle città di Aitona, Albalate de Cinca, Mequinenza, Seròs e Soses, unione dalla quale si ebbero poi tre figli, tra cui Pietro I barone di Aitona e siniscalco di Barcellona. Raimondo nel 1237 partecipò alla vittoriosa battaglia per la conquista di Valencia e la nascita dell’omonimo regno e per cui re Giacomo I d’Aragona gli donò un castello che venne rinominato Montcada, da cui ebbe origine l’odierno comune spagnolo.
Il II barone di Aitona fu Pietro, avuto da Sibilla d’Abarca, che prese parte alla Crociata aragonese (1283-1285) in sostegno a Pietro III di Aragona. Dal ramo principale dei baroni di Aitona si ottennero due rami cadetti: quello dei baroni di Llagostera e quello dei baroni di Chiva. Nel 1523, Juan de Moncada y de Tolça, XIII barone di Aitona, fu investito, da Carlo V d’Asburgo, del titolo di conte di Aitona, e suo figlio, Francisco de Moncada y Cardona (1556-1594), II conte di Aitona, il 1º ottobre 1581, fu investito, dal re Filippo II di Spagna, del titolo di marchese di Aitona. La famiglia originaria spagnola si estinse, in linea maschile primogenita e diretta con Guillén Ramón de Moncada y Portocarrero (1671-1727), VI marchese di Aitona; il titolo confluì così nel casato dei Duchi di Medinaceli, in quanto la sua unica figlia, Maria Teresa, sposò l’XI duca di Medinaceli, Luis Antonio Fernández de Córdoba y Spínola.
I Moncada arrivano in Sicilia nel XIII secolo, con Guglielmo Raimondo di Moncada, figlio di Pietro II barone di Aitona, giunto nell’isola nel 1297 al seguito Federico III d’Aragona, nella Guerra del Vespro. Qui egli sposò Lucchina Alagona, figlia di Guglielmo, acquisendo le isole di Malta e Gozo, possedimenti che furono nel 1319 cambiati con le terre di Agosta, Ferla, Melilli e Sortino e per cui il suo primogenito, Guglielmo Raimondo, nel 1336 ricevette investitura a I conte di Agosta.
Gugliemo Raimondo sposò Margherita Sclafani, figlia di Matteo, conte di Adernò, dalla quale ebbe tre figli. Di questi, Matteo Moncada Sclafani fu Gran Siniscalco del Regno di Sicilia, Capitano Generale dei ducati di Atene e Neopatria e governatore di Corinto e Argo mentre il primogenito, Guglielmo Raimondo, III conte di Agosta, avuto dalla prima moglie, Giovanna Peralta d’Aragona dei conti di Caltabellotta, fu gran Giustiziere del Regno di Sicilia; nel 1379 rapì, su ordine di re Pietro IV d’Aragona, la principessa Maria di Sicilia, dal Castello Ursino di Catania, per evitarne il matrimonio col duca di Milano Gian Galeazzo Visconti. A seguito di tale imprese ebbe il soprannome de “il Conquistatore” e attraverso l’assegnazione dei feudi confiscati agli Alagona e ai Chiaramonte divenne il più grande feudatario di Sicilia. Matteo, suo figlio primogenito ottenne la restituzione di parte dei feudi confiscati al padre, nel 1407 e permutò la contea di Agosta con la contea di Caltanissetta. Dal secondo matrimonio con Allegranza Abbate d’Arbes, dei signori Favignana, ebbe Antonio e Pietro: il primo, fu conte di Adernò, conte di Assoro, Gonfaloniere del Regno e Gran siniscalco; nel 1411 liberò Bianca di Navarra assalita allo Steri (il palazzo già dei Chiaromonte a Palermo) da Bernardo Cabrera, ma improle, designò come suo successore alla contea di Adernò il nipote Giovanni Moncada Alagona, figlio di Guglielmo Raimondo, che assieme allo zio Antonio aveva partecipato alla liberazione della Regina Bianca. Pietro, il secondo, fu Gonfaloniere del Regno e nel 1392 venne investito della baronia di Troina e nel 1397 della signoria di Bivona. Guglielmo Raimondo Moncada Esfanoller, IV conte di Adernò, figlio di Giovanni, ebbe numerosi incarichi politici e militari: fu Presidente e Capitano Generale del Regno di Sicilia, e nel 1456 si infeudò la terra di Paternò, da cui si ebbe il ramo più importante.
Nel 1479, con la morte di Antonio Moncada, figlio di Matteo II, si estinse, in linea maschile, il ramo dei conti di Caltanissetta, che confluì nel ramo dei conti di Adernò attraverso il matrimonio dell’unica figlia ed erede, Contissella, con Guglielmo Raimondo Moncada Ventimiglia, VI conte di Adernò.
Dai conti di Adernò derivarono poi i rami principeschi siciliani di Paternò (1566), di Calvaruso (1628), di Monforte (1628) e di Larderia (1690). Di questi, due sono i rami ancora fiorenti: quello dei principi di Paternò, originatosi da Antonio, VII conte di Adernò, Capitano d’armi nel Val di Noto, che ebbe per figlio Francesco, che nel 1565 ottenne l’investitura del titolo di I principe di Paternò e quello dei principi di Monforte che derivò da Federico, barone di Bauso, Calvaruso, Mauroianni, Monforte, Rocca, Samperi, Saponara e Tortorici, il cui discendente Giuseppe Moncada Saccano, nel 1628, fu investito del titolo di I principe di Monforte. Il ramo principale dei principi di Paternò si estinse con la morte di Ferdinando Moncada Aragona, VI principe di Paternò, nel 1713, poiché ebbe una sola figlia femmina, e nel 1747 il titolo passò al ramo cadetto dei duchi di San Giovanni e Conti di Cammarata, formatosi nella seconda metà del XVII secolo con Ferdinando Moncada Gaetani (1646-1712), figlio di Ignazio (1619-1689), quest’ultimo fratello minore di Luigi Guglielmo Moncada La Cerda (1614-1672), V principe di Paternò.
Sono esistiti, nel planetario storico e aristocratico siciliano, rami cadetti della famiglia Moncada tra cui:
I baroni della Ferla, che ebbero origine da Antonio Perio Moncada Esfanoller, figlio secondogenito di Giovanni, III conte di Adernò, investito del titolo di barone della Ferla per privilegio concessogli il 20 giugno 1397. Nel 1625 fu concesso dal re Filippo IV di Spagna il titolo di I marchese della Ferla a Giuseppe Rau, marito di Anna figlia di Isabella, unica figlia di Cesare Alfonso e di Girolama Cardonetto, che aveva sposato Antonio Requesenz conte di Buscemi e principe di Pantelleria. Il ramo si estinse alla fine del XVII secolo con Pietro Moncada. A questo ramo appartenne Aldonza Moncada, moglie di Francesco de Vivero, Governatore della Conte di Modica nel primo ventennio del XVI secolo.
I principi di Calvaruso, originatosi dai baroni di Calvaruso, nel 1628, con Cesare Moncada Saccano (1588-1648), che fu investito del titolo di I principe di Calvaruso, titolo che si estinse nel 1805 con Vincenzo Moncada, V principe di Calvaruso.
I principi di Castelbianco e Montecateno, che deriva dal precedente ramo con un Pietro Moncada La Rocca (1704-1774), figlio di Giacomo, III principe di Calvaruso, che ottenne il titolo attraverso il matrimonio con Vittoria Di Giovanni Pagano di Castelbianco e Montereale, commutato in Montecateno, investitura avvenuta il 25 ottobre 1774. Pietro posato con Marianna Natoli Ruffo dei principi di Sperlinga, ebbe un solo figlio, Francesco, il quale sposato ad Elisabetta Moncada dei principi di Calvaruso, non ebbe eredi.
I principi di Larderia, ramo derivato da quello dei principi di Calvaruso, ebbe origine con Luigi Moncada (1643-1695), figlio di Giacomo, IV principe di Calvaruso, che acquistò la terra di Larderia, vicino Messina, sulla quale ebbe investitura del titolo di principe con privilegio dato il 24 dicembre 1690 e che si estinse, nel 1798, alla morte di Francesco Moncada Branciforte, ultimo principe di Larderia, poiché il figlio maschio Letterio gli premorì nel 1778 e l’unica figlia Rosalia, che del titolo ne ricevette investitura, sposò Baldassarre Platamone Nicosia dei duchi di Belmurgo.
Su Modica i Moncada, almeno quelli da cui discende l’attuale progenie, in quanto già nel 1600 nella Contea e nella sua Capitale esisteva una famiglia Moncada, di cui Margherita che nel 1624 andò in sposa a Giuseppe Ciaceri, nonno del primo barone di San Gaetano, e un don Antonio Moncada teologo e filosofo, che gareggiava in poesia anche con il Campailla, a cui questo inviava, sull’Adamo, delle risposte letterarie, appaiono sul finire del XVIII secolo, con Antonio e Giuseppe Moncada, che sono presenti pesantemente nell’eredità di Petra Mazzara e che sono indicati nella lista dei notabili ed eleggibili del Comune di Modica per il 1818. Antonino appariva nella terna per la nomina di una Commissione di Pubblica Beneficenza Comunale del 04.09.1825, assieme a Giovanni Manenti e Luigi Zacco, altri esponenti di famiglie nobile della Città, mentre in quella di Esattore Comunale del 23.11.1825, assieme al dott. Ignazio Salonia e Giuseppe Polara Lorefice appare Giuseppe Moncada.
Non bisogna trascurare che i Cabrera furono imparentati con i Moncada e membri di questa famiglia risiedettero, con i rispettivi consorti, nel castello di Modica, a due passi dalla residenza degli ultimi Moncada, nel quartier Francavilla. Nel 1420 ricordiamo che Violante de Prades Moncada, figlia di don Giacomo di Prades, Almirante di Sicilia e di Giovanna Moncada, figlia di Matteo, conte di Augusta e Adernò, andò in sposa al II conte di Modica Giovanni Bernardo Cabrera e che la moglie dell’ultimo conte dei Cabrera era Anna Moncada, madre di Anna Cabrera contessa di Modica e moglie di Fadrique Henriquez, poi I conte Henriquez Cabrera.
Ma altri personaggi legati alla famiglia Moncada satellitavano, a cavallo del XVI secolo, nella Contea di Modica, come ci fa sapere “Ciccio” Pellegrino nella sua ultima opera sulla Contea, fra cui Aldonza Moncada come detto moglie del Governatore Francisco de Vivero, anch’essa con il marito soggiornante presso il castello dei conti e la quale, secondo l’amico Pellegrino, si ritiene fosse figlia di Francesco Moncada della Ferla, nipote di Piero Ambrogio Moncada e Elvira Cruyllas e sorella di Gaspare Moncada.
Che i Moncada fossero possidenti e notabili di Modica lo confermano “le carte” del 1811 e precisamente i riveli; nell’elenco alfabetico di cittadini rivelanti, con possedimenti urbani e rusticani nel quartiere di Cartellone appaiono, Giovanni Moncada con 30 onze e 20 tarì e don Giuseppe Moncada 266 onze e 3 tarì nonchè 400 onze di rendita annuale degli eleggibili. Allo stesso modo appare anche Giuseppe Moncada nel quartiere di Francavilla, per 400 onze.
Sono importanti anche i riveli rusticani del 1811 perché da essi si evidenziano una serie di soggetti tutti appartenenti alla famiglia Moncada, tra cui donna Concetta Moncada per onze 68 e tarì 11, Moncada Giovanni per 30 onze, Moncada Giuseppe per 260 onze e 3 tarì e Moncada Matteo per onze 21 e tarì 23; ma i soggetti che più interessano sono Moncada Giuseppe e Nicastro Maria, per onze 366 e tarì 9. Moncada Giuseppe, di Giovanni e Francesca Maria Nicastro, la madre, nobile dei baroni del Lago, figlia del barone Nicastro del Lago di Ragusa, sono sicuramente i capostipiti di quella che può essere considerata l’ultima prosapia Moncada a Modica.
Da Giuseppe e Concetta Castagna Giannone, figlia del noto giureconsulto modicano Giovanni Castagna Giannone (Modica, 1790 – Modica, 07.02.1862), Consigliere della Suprema Corte di Giustizia di Palermo e nipote del famoso medico Giorgio Castagna Giannone (Modica, 23.07.1737 – Palermo, 13.06.1811) Protomedico del Regno e nipote a sua volta dell’altro famoso medico Gaspare Cannata, che contraggono matrimonio in Santa Maria del Soccorso il 07.06.1803, dopo la morte dei figli Pietro (03.02.1818) e Giovanni (16.01.1818), entrambi sepolti nella chiesa di S. Maria del Soccorso, hanno, come effettiva discendenza Giovanni Ludovico (1818-1879) e Ignazio.
Giovanni Ludovico contrae matrimonio in San Giovanni Evangelista il 29.09.1847 con Concetta Di Lorenzo e poi in seconde nozze sposa Maria Stella Bellomo, dell’aristocratica famiglia Bellomo di Modica e Siracusa, da cui Antonietta, Raffaela, Enrico, Cesare (Luigi), Ignazio e Pietro.
Cesare (Modica, 17.11.1852 – Modica, 10.05.1937) è un personaggio presente nel romanzo di Raffaele Poidomani Moncada, Carrubbe e Cavalieri, mentre Enrico, come altri della famiglia, è citato nell’altro romanzo, a puntate, Fossili, edito su l’Umanità di Milano nel 1949. Da Cesare Luigi, che sposa il 14.04.1886, in San Giorgio, Paolina Polara, si ha Giovanni Ludovico (Modica, 06.09.1903 – Modica, 23.01.1980) che si unisce in matrimonio con Galfo Annetta, da cui Luigi Moncada (Modica, 01.05.1925 – Modica 02.12.1995) che sposa Di Martino Antonella da cui gli attuali Lodovico (da cui Luigi e Carla), Enrico (da cui Gianluca e Pierpaolo), Paolo (da cui Federico, Elisa e Benedetta) e Annetta che contrae matrimonio con Salvatore Barone da cui Lorena e Marica. Quest’ultimi del ramo Moncada Bellomo, e cioè i figli di Luigi e Di Martino Antonella, hanno avuto residenza, fino ai primi anni 70 del XX secolo, nel palazzo di famiglia, sito proprio in via Moncada, al civico 12, alle spalle del duomo di san Giorgio, palazzo in cui abitarono i loro predecessori almeno dal 1700 in poi e che fu donato da Concetta Castagna Giannone a suo figlio Giovan Ludovico nel 1847 in occasione dei capitoli matrimoniali con Concetta Di Lorenzo (sua prima moglie).
Da Ignazio, che già negli anni 40 del XIX secolo faceva parte del decurionato modicano e che sposa una Castellet, e per cui si ha il ramo dei Moncada Castellett, si ha Giovanni che fu, a sua volta, come il padre, nell’amministrazione comunale dagli anni 60 agli anni 90 del XIX secolo, come consigliere e primo assessore, tanto che faceva le veci del Sindaco in sua assenza; ricoprì vari incarichi sociali, tra cui quello di consigliere del Direttivo del Liceo Convitto, di alcune Congregazioni di Carità e soprattutto della Confraternita del SS. Sacramento in San Giorgio e fu cavaliere della Corona d’Italia. Da Giovanni si ebbe Ruggero che sposò una cugina, Maria Moncada, da cui ebbe Ottorino (Modica 14.08.1893- Premariacco-UD- 07.01.1916) sottotenente di complemento del 125° Rgt. di Fanteria, caduto sul Carso, Giovanni, Francesco, Antonino e Pierina, ultima di questo ramo e ultima erede del palazzo di corso Umberto. Un Moncada, forse poco conosciuto, ma che riservatamente è stato ai vertici di gradi aziende dello Stato, è Ignazio Moncada, figlio di Ludovico, nipote di Ignazio Moncada Bellomo e pronipote di Giovan Ludovico, già presidente della FATA S.p.A. e ora Presidente della Camera di Commercio Italia-Iran. Per terminare, è utile sottolineare che l’attuale biblioteca comunale è situata nel palazzo di corso Umberto n. 239, che fu fino a metà del XX secolo l’abitazione più prestigiosa dei Moncada di Modica e su cui campeggia tuttora l’arme famigliare.
L’arme consiste in: Partito, nel 1º di rosso con otto bisanti d’oro, due su due.
Carmelo Cataldi

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