Svelato l’ultimo mistero su Agostino, il “Patriarca” dei Grimaldi (Caser) di Modica…di Carmelo Cataldi

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Negli ultimi due anni si è molto discusso sui Grimaldi (ovvero Caser) di Modica, ma soprattutto del loro “Patriarca”, cioè colui che insediò la propria famiglia e la propria discendenza nella Contea di Modica e di cui la prosapia fu numerosa e ricca per quattro secoli, dando lustro a se stessa ma anche alla capitale, la Città di Modica, e cioè Agostino.
Grazie all’ultimo lavoro di Francesco Pellegrino, sul figlio di Agostino, Giuseppe, e delle illustrate smanie (giustificate o almeno giustificabili) del padre, per farlo assurgere al titolo di Cavaliere di Nostra Signora della Montesa, titolo cavalleresco spagnolo, che proiettò la famiglia in un ambito elitario maggiore rispetto a quello a cui potesse aspirare il semplice “contador” Agostino, si è venuto alla conoscenza esatta dell’origine famigliare di Agostino, ma soprattutto di una abbondante biografica personale e professionale dello stesso e della sua sfrenata ambizione sociale.
L’unico cruccio che però ha da sempre assillato Francesco Pellegrino, ma anche gli altri studiosi e storici locali, è quello di non sapere che fine avesse fatto Agostino. Si sapeva che nei primi giorni di settembre del 1596, Fortuna (il figlio) e la moglie (Eleonor) avevano aperto il testamento, ma non si conosceva la data di morte esatta, e altrettanto dove fosse stato seppellito.
Sono state avanzate ipotesi in merito e cioè che se il testamento è dei primi giorni di settembre lo stesso doveva essere morto uno o due giorni prima; che se la moglie ed il figlio furono sepolti nella cappella loro riservata per le sepolture in Santa Maria del Gesù, anche lui, che li aveva preceduti, doveva essere sepolto lì.
Peraltro, durante le giornate dedicate allo studio delle famiglie aristocratiche modicane, qualcuno aveva avanzato l’ipotesi, avendone a suo dire visto l’atto di morte, che Agostino fosse morto il 15 di Agosto del 1597, che fosse stato seppellito in San Giorgio e che da questo documento si rivelasse la sua vera origine spagnola.
Sulla scorta di tale informazioni si erano già avviate delle ricerche ma infruttuose perchè il registro dei defunti, ovvero i registri dei defunti, in San Giorgio di Modica iniziano col 1615.
Un’attenta analisi del volume permetteva però di trovare un’appendice cronologica, peraltro rilegata all’inizio del volume stesso, in cui, in maniera sparsa, vi erano e vi sono delle semplici stringhe che indicano la registrazione della morte dei parrocchiani e non di San Giorgio. Si deve considerare che i defunti di altre parrocchie erano, fino ad un certo data, registrati presso San Giorgio, la cui chiesa era matrice.
Purtroppo in quest’appendice non si trovava nulla di quanto riferito da questo studioso in quell’occasione. Non datici per vinti, con Francesco Pellegrino è stata effettuata una seconda ricerca, questa volta completa nel volume in questione e meraviglia nelle meraviglie tra le pagine che ulteriori all’appendice, fuori data e cronologia, si sono rinvenute delle pagine che registrano defunti di altri anni, gli ultimi del XVI secolo, e, in una di queste, la seguente registrazione, alla data del 27 agosto 1596: 27. mor. Agustino grimaldi . s. a – s. m. in Castello.
Ecco svelato l’ultimo mistero di Agostino e cioè che era morto il 27 e non il 15 agosto 1596 o in altra data, e a dispetto di ogni supposizione e logicità, era stato sepolto nella Chiesa di Santa Maria del Castello.
Questo ci dice due cose: Agostino doveva essere e fu sepolto lì perchè fino alla morte aveva di fatto retto l’amministrazione della Contea e il castello ne era ovviamente la sua massima espressione temporale e poi che, seppur non nobile, ma avendone titolo ad essere sepolto in Santa Maria del Gesù, doveva veniva sepolta la migliore nobiltà della Contea, non viene seppellito lì, bensì, ovviamente, nel luogo che rappresentava l’autorità feudale e aristocratica, di cui lui era stato per decenni, nei fatti, la massima espressione locale.
Quello che si può a questo punto dire, in conclusione, è: R.I.P. Agostino: giunto a Modica come altro e sconosciuto “hombre” di Castiglia, fosti grande costruttore e “padre” di una prosapia ultra secolare di illustri e generosi modicani e di cui tutti dobbiamo essertene oggi ancora riconoscenti.

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