Ragusano Dop: L’impegno del Consorzio di tutela a favore della filiera per l’affermazione del prodotto-simbolo degli iblei

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Per la preparazione del bilancio 2018 si è riunito a Ragusa il Consiglio di Amministrazione del Consorzio di Tutela del Ragusano Dop. La riunione, oltre che per gli adempimenti statutari, è stata utilizzata per fare il punto sulla attività del Consorzio e per fare un consuntivo sugli obbiettivi raggiunti e soprattutto per programmare le tante iniziative che, da qui in avanti, impegneranno la struttura consortile e l’intera filiera e quanti, direttamente od indirettamente interessati, nell’ambito della stessa investono, lavorano, occupano e producono e contribuiscono all’affermazione di un prodotto di grande qualità e di straordinario valore quale è il “ragusano dop”.
L’aver ottenuto dal Ministero delle Politiche Agricole il riconoscimento di legge, la pubblicazione del nuovo disciplinare (che introduce fra l’altro l’etichetta), la nomina degli agenti vigilatori, e di tutto ciò che occorre per lo svolgimento, a pieno titolo, dell’attività istituzionale prevista dalle vigenti norme comunitarie e nazionali, ha messo il Consiglio nelle condizioni di elaborare una serie di proposte e di iniziative tese ad intensificare l’attività di tutela, di promozione e di vigilanza del consorzio. Il tutto sarà presentato entro il corrente mese all’Assemblea dei Soci che dovrà pronunciarsi nel merito e dovrà contestualmente approvare il regolamento che dovrà orientare il comportamento dei singoli operatori della filiera per una uniforme presentazione del prodotto nelle fiere, nei momenti espositivi, nei mercati nel rapporto coi consumatori.
Il lavoro fatto non potrà non dare i suoi frutti. E se i livelli produttivi si confermano incoraggianti (nonostante la persistente crisi del settore zootecnico), non può essere sottovalutato il fatto che altri caseificatori ed altri produttori di latte avente le caratteristiche richieste per la produzione del “ragusano dop”, hanno chiesto di far parte del Consorzio e sono stati ammessi, iscritti nel libro dei soci e sono stati autorizzati a produrre il formaggio destinato ad essere marchiato con la denominazione di origine protetta.
“Le difficoltà non mancano ma i risultati conseguiti fanno ben sperare – ha sottolineato il direttore del Consorzio Enzo Cavallo – La competizione sui mercati è sempre più difficile e per contrastare la concorrenza occorre puntare sulla qualità offrendo prodotti del nostro territorio, garantiti, tracciabili e facilmente riconoscibili. Il nostro lavoro è stato finalizzato a questo e con la modifica del disciplinare di produzione con la quale viene regolata la commercializzazione del “porzionato” e del “grattuggiato” e l’introduzione della “etichetta”, credo che abbiamo in mano tutti gli elementi per lanciare meglio il ragusano sui mercati e per meglio garantire i consumatori” .

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