Processo Copai. Corte d’Appello di Catania ribalta sentenza di primo grado e dà ragione all’ex Provincia di Ragusa

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La Corte d’Appello di Catania (presidente Antonella Vittoria Balsamo, relatore Orazio Monastero) ha annullato la sentenza di primo grado del Tribunale di Ragusa che aveva condannato l’ex Provincia di Ragusa al pagamento di due fatture per un totale di un milione e 181 mila euro per l’attività svolta per l’esecuzione di due progetti finanziati dall’assessorato regionale al Lavoro e dal ministero dell’Ambiente.
Il Copai si era rivolto al Giudice di primo grado chiedendo l’emissione di un decreto ingiuntivo per il pagamento delle fatture ed ottenendolo, nonostante l’ex Provincia di Ragusa avesse chiesto la revoca del decreto per carenza di prova del credito vantato, non avendo il Copai dimostrato né se l’importo fosse dovuto, né il quantum.
Il ricorso dell’ex Provincia di Ragusa, curato dal dirigente del settore Avvocatura, Salvatore Mezzasalma, secondo la Corte d’appello di Catania merita accoglimento perché “la sentenza di primo grado è carente di motivazione”
Infatti secondo la Corte “la sentenza di primo grado è nulla perché affetta da ‘error in procedendo’ perché non rende percepibile il fondamento della decisione perché recante argomentazioni obiettivamente inidonee a far conoscere il ragionamento seguito dal Giudice di prime cure per la formazione del proprio convincimento, non potendosi lasciare all’interprete il compito di integrarla con le più varie e ipotetiche congetture”.
Il Copai infatti aveva chiesto il pagamento di due fatture per aver svolto attività di due progetti le cui somme necessarie non erano state accreditate dall’assessorato regionale al Lavoro e dal ministero del Lavoro e additava alla Provincia la responsabilità della mancata rendicontazione delle spese di cui non c’era traccia di alcun onere nella relativa convenzione stipulata ma soprattutto il Copai “non ha provato nemmeno il credito il cui pagamento è stato richiesto con il ricorso moratorio non avendo prodotto i documenti giustificativi delle spese sostenute”.
Il Copai è stato condannato alle spese processuali sia di primo che di secondo grado per un totale di 31 mila euro oltre a 2770 euro per altre spese non imponibili.
Erano 17 gli imputati dell’inchiesta. Cinque imprenditori si erano costituiti parte civile assieme all’ex presidente del Copai, Corrado Monaca.

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