“La pace, la giustizia e la solidarietà come “stile di vita” e fondamenti di una società civile: 3^ conversazione etica alla Madonna delle Lacrime di Modica

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“I valori strutturanti la vita sociale: la democrazia, la pace, la giustizia sociale e la solidarietà”, sono stati al centro del terzo incontro su tematiche etiche per una formazione al sociale, svoltosi ieri sera a Modica presso la Chiesa parrocchiale della Madonna delle Lacrime.
E’ stato Domenico Pisana, docente di Teologia Morale e vice direttore dell’Ufficio IRC della diocesi di Noto, ad intrattenere gli intervenuti con una conversazione che ha posto l’accento sul valore delle moderne democrazie come modello rappresentativo in cui il popolo diventa sovrano, spiegando poi l’art.1 della Costituzione italiana.
Parlando del valore della pace , Pisana ha affermato che la pace nella riflessione del Magistero della Chiesa non è intesa come mera assenza di guerra, né come pace diplomatica e politica che fa semplicemente leva sui compromessi, i negoziati, le intese a livello verticistico e gerarchico; la pace insegnata dalla Bibbia è quella che interagisce con la ricerca della giustizia, come si legge nel libro del profeta Isaia, che definisce la pace come “opera della giustizia”(Is 32,17) .
La pace non è solo un dono che viene da Dio, ma è anche un compito del credente, cioè un impegno dell’uomo per realizzarla nella società sullo stile di quella incarnata da Gesù con il perdono e l’amore ai nemici, e con la consapevolezza che la pace piena sulla terra non potrà mai esistere a causa delle infedeltà dell’uomo; solo nell’eternità Dio la realizzerà pienamente e totalmente.
Sui valori della giustizia e della solidarietà, Domenico Pisana ha evidenziato che la giustizia se collocata in una dimensione puramente umana, non potrà che essere identificata con valori come l’ equità, l’uguaglianza, che sono sicuramente valori positivi di una relazione sociale e umana; ma se collocata sul versante religioso, è qualcosa di più oltre l’equità e l’uguaglianza; Dio chiede al credente di assumere la virtù della giustizia come “stile” della sua vita trasformata in dono di amore , come il “fondamento” della sua vita morale.
La virtù della giustizia è infatti la base della solidarietà, e se la solidarietà senza la giustizia è un’ipocrisia, la giustizia senza la solidarietà è un corpo senz’anima.
Nel Nuovo Testamento Gesù di Nazareth va addirittura oltre, insistendo su una “giustizia più grande” ed affermando: “Se la vostra giustizia non sarà supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli” (Mt.5,20). E’ un’affermazione che evidenzia come per il vangelo:
– l’uomo giusto, davanti a Dio non è colui che semplicemente pone in essere una “giustizia legale”, quella cioè che si concretizza nell’assolvimento dei doveri che gli uomini hanno nei confronti del bene comune e della società civile( pagamento delle tasse, rispetto degli altri, dell’ambiente, etc..);
-l’uomo giusto non è semplicemente colui che incarna una mera “giustizia distributiva”, quella cioè che si concretizza nel dare a ciascuno il suo, non solo secondo una mentalità “contrattuale” del dare ed avere, ma tenendo conto del giusto bisogno dell’altro;
-l’uomo giusto davanti a Dio non è, infine, solo colui che opera una “giustizia commutativa”, ossia quella che regola diritti e doveri degli uomini tra loro, facendo rispettare tutti i diritti di ognuno: il diritto alla vita in primo luogo!
La giustizia di cui parla Gesù di Nazareth , insomma, non è semplicemente quella che si esprime nelle forme umane precedentemente accennate, ma è qualcosa di ancora “più grande”: è quella che si esprime nella solidarietà e nell’amore (“Chi ama il suo simile ha adempiuto la legge” , Rm.13,8), nella misericordia e nel perdono: “Amate i vostri nemici, pregate per coloro che vi perseguitano” (Mt.5,44).
Mentre la giustizia umana insegna a rispettare i diritti altrui e a difendere i propri, quella che viene da Dio e che Dio infonde nel cuore dell’uomo, è più ampia, è salvifica, misericordiosa, perdona chi sbaglia, lo rialza, lo “Giustifica” come scrive San Paolo: lo fa ritornare giusto. L’amore divino fa largamente “Giustizia”, e lo fa con misericordia.
All’intervento di Pisana ha fatto seguito un dibattito che ha fatto emergere l’importanza che assume la solidarietà nella vita della Chiesa, ove appare necessario il passaggio dalla solidarietà occasionale e spontaneistica a quella più organizzata, così da creare una nuova mentalità circa l’aiuto ai poveri, (non elemosina ma condivisione) attraverso strumenti idonei in grado di indivi­duare i bisogni emergenti sul territorio; come pure è da ripensare la sollecitazione delle Istituzioni e dei Comuni a prendere maggior­mente coscienza delle povertà, per intervenire adeguatamente con gli stru­menti che le leggi prevedono.

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