Modica, venerdì davanti al Gip il dirigente medico dell’Ospedale Maggiore arrestato dai carabinieri

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Fissato per venerdì mattina l’interrogatorio di garanzia davanti al Giudice per le Indagini Prelimari di Ragusa per Carmelo Aprile, 66 anni, sciclitano, dirigente medico, specializzato in gastroenterologia, dell’Ospedale Maggiore di Modica, arrestato martedì scorso dai carabinieri direttamente in reparto per truffa aggravata ai danni dello Stato e peculato. Il professionista, che si trova ai domiciliari, sarà assistito dall’avvocato Luigi Piccione, e dovrà chiarire le contestazioni che gli vengono mosse dal pubblico ministero Fabio D’Anna, a seguito di oltre due mesi di indagini condotte dai militari dell’Arma, a meno che non decida di avvalersi della facoltà di non rispondere
Secondo gli inquirenti, lo specialista avrebbe svolto costantemente numerosi esami diagnostici e visite mediche utilizzando mezzi, farmaci, locali e forza lavoro dell’ospedale dove prestava servizio, in totale violazione di norme specifiche. Difatti, non essendo autorizzato allo svolgimento di attività di libera professione in intramoenia, avrebbe indotto molti pazienti a non prenotare le visite mediche tramite il centro unico di prenotazione (Cup), ed avrebbe preteso, quale corrispettivo, somme di denaro anche maggiori rispetto al prezziario regionale.
Tutti i versamenti da parte dei pazienti sarebbero avvenuti in contante, senza rilascio di alcuna ricevuta fiscale, con danno ingente sia agli stessi utenti che al servizio sanitario nazionale. L’accusa di peculato è stata invece contestata all’indagato per aver svolto visite ed esami specialistici, appropriandosi delle strumentazioni a lui fornite dalla struttura sanitaria.
L’abuso d’ufficio si è configurato anche nei casi in cui, senza alcuna copertura normativa, l’indagato avrebbe svolto prestazioni sanitarie a titolo amicale e gratuito, provocando un grave danno economico all’Asp 7 di Ragusa, nonché violando i principi di corretta gestione delle liste d’attesa previsti dal piano regionale vigente. Le indagini sono scaturite dalla denuncia di un cittadino che aveva subodorato come la condotta dello specialista non fosse corretta.
Tutto sarebbe partito dalla denuncia di un cittadino che avrebbe versato 150 euro per un esame diagnostico, a fronte di un ticket molto minore, il quale, in primo luogo avrebbe segnalato l’accaduto alla Direzione Sanitaria del Maggiore per poi presentarsi ai carabinieri.

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