2 gennaio 1999-2 gennaio 2019. Vent’anni fa la strage di San Basilio a Vittoria

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Era il 2 gennaio del 1999, venti anni fa, quando si consumò la strage di “San Basilio” a Vittoria. Cinque persone, tra cui due innocenti, furono crivellate da colpi di arma da fuoco, all’interno del bar annesso al distributore di carburante Esso. Gli obiettivi dei sicari erano Angelo Mirabella, referente del clan della ‘Stidda’ di Vittoria, capeggiata da Carmelo Dominante, Rosario Nobile e Claudio Motta, ritenuti affiliati al clan Dominante. Rimasero uccisi due ignari tifosi del Vittoria, Rosario Salerno, 28 anni, e Salvatore Ottone, 27 anni, mentre si salvò per miracolo il barista, che si nascose dietro il bancone.
Dopo 14 anni di indagini, processi e testimonianze dei collaboratori di giustizia, nel gennaio del 2013, fu ricostruita la verità sulla strage: venne ordinata dai clan Piscopo ed Emmanuello di Gela, rivali della “Stidda” vittoriese, che intendevano così estendere il proprio predominio anche nella provincia di Ragusa.
La vicenda ha poi portato all’arresto e alla condanna all’ergastolo dei fratelli Giovanni e Alessandro Piscopo, e del cugino, omonimo di quest’ultimo, Alessandro Piscopo, ovvero i mandanti, e anche Enzo Mangione, ritenuto il basista. A loro si arrivò grazie alle dichiarazioni del collaboratore di giustizia Carmelo Massimo Billizzi, ex boss di Cosa Nostra di Gela, la sentenza di morte fu emessa dai clan Piscopo ed Emmanuello, rivali della “Stidda» vittoriese capeggiata da Carmelo Dominante.
Proprio Billizzi si era rivolto a salvatore Siciliano, boss di Mazzarino, che mise a disposizione i killer Giuseppe Selvaggio e Claudio Calogero Cinardo. Le armi, invece, vennero fornite da Alfonso Scozzari nel 2011. I due presunti componenti del commando, Giovanni Avvento ed Alessandro Emmanuello, furono condannati all’ergastolo anche in appello. Trent’anni, invece, furono inflitti ai collaboratori di giustizia Gianluca Gammino e allo stesso Billizzi, esecutori materiali della strage.

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