Poste. Giummara(Cisl): “Devastante la riorganizzazione dei servizi di recapito”

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Da mesi la Cisl SLP ha messo in evidenza l’impatto devastante che avrebbe avuto la riorganizzazione del servizio di recapito, attuata unilateralmente dall’ azienda in assenza di un serio confronto progettuale nel territorio della provincia, usando freddi numeri nazionali che non hanno tenuto conto delle singole caratteristiche locali, pensata male e gestita peggio, sia sulla organizzazione del servizio stesso che sullo stato psico-fisico dei lavoratori, a causa della conformazione delle zone, delle linee business e del caos operativo.
“Al riguardo – spiega il Segretario Territoriale, Giorgio Giummara– abbiamo chiesto, unico territorio regionale, l’attivazione del tavolo tecnico di monitoraggio previsto, dove abbiamo posto tutti i problemi operativi emersi dalla sperimentazione, registrando, però, solo la non competenza aziendale, per assenza di deleghe al territorio, cosa accaduta invece con l’accordo sottoscritto il 17 dicembre scorso per cui decade ogni scusa circa l’impossibilità di dare delle soluzioni alle emerse problematiche.
Oggi, purtroppo, prendiamo atto che, tutte le criticità denunciate sono emerse nella loro totalità infatti, anche in presenza di flussi ordinari l’organizzazione, per stessa ammissione aziendale, non ha retto”.
Si registrano quantità di giacenze di posta e raccomandate negli uffici; si rendono necessarie altre macro zone di recapito per consentire una più equa distribuzione dei carichi di lavoro e attivazione di linee business, anche dove oggi non sono previste, con servizio in orari diurni perché per effetto naturale, dopo le 17, è buio e non è possibile effettuare consegne di prodotto anche per la diffidenza della clientela.
Dopo questo orario, tutto a discapito delle articolazioni di base e della qualità, si sta generando, infatti, un calo verticale di consegne, consentire la possibilità di maggiore consegna di prodotto di queste linee sarebbe di grande aiuto alle articolazioni di base, se necessario agendo sul numero degli oggetti a firma affidati.

“Speravamo, comunque, che l’accaduto insegnasse qualcosa. Così non è stato. In presenza di importanti commesse acquisite, 12.000 Atti Giudiziari nel Comune di Comiso e 10.000 raccomandate nel Comune di Ragusa, quest’Azienda non si è neppure organizzata adeguatamente per farvi fronte, né ha attivato tavoli di confronto con le organizzazioni sindacali. Per “accaduto” intendiamo riferirci a quanto successo lo scorso anno nel Comune di Comiso dove una notevolissima quantità di raccomandate furono consegnate in J + 55/60.
Oggi, con prodotto che richiede modalità di notifica diversa trattandosi di Atti Giudiziari già entrati nel circuito oltre un mese fa, con consegna prevista in j+4 , oltre la metà giace ancora in Ufficio in attesa di essere lavorato, mentre l’altra metà giace nei rispettivi Uffici di Mercati Privati perché destinatari avvisati, con tutte le difficoltà oggettive inerenti la consegna, proteste degli utenti per le lunghe attese negli uffici non adeguatamente presidiati da personale agli sportelli, con derivanti problemi di ordine pubblico.
Ormai è cosa nota le due aree aziendali (Mercati Privati e Poste Comunicazione e Logistica) non comunicano e non si coordinano. Confidiamo in un intervento risolutivo da parte aziendale sulle problematiche esposte; in caso contrario saremo costretti ad attivare gli strumenti di tutela necessari a salvaguardare la dignità e la serenità dei lavoratori coinvolti”.

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