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“L’ultimo sogno dello scopritore di Troia” per “Gli appuntamenti del giovedi'” a Modica

Quinto e ultimo incontro, il 13 dicembre, con “Gli appuntamenti del giovedì”. Come sempre a partire dalle 18, e anche stavolta nei locali della Società operaia di mutuo soccorso in corso Umberto n. 157 la fase conclusiva degli eventi culturali organizzati dalla Libreria “La Talpa” per festeggiare i venticinque anni di attività. L’appuntamento si tiene in collaborazione con Paesaggio Barocco Enoteca Cioccolateria “Sotto San Pietro” e col patrocinio del Comune di Modica. Ad animare l’iniziativa Massimo Cultraro che presenterà il suo libro “L’ultimo sogno dello scopritore di Troia”, edito da edizioni di Storia e Studi Sociali nel 2018. Interverranno il sindaco di Modica Ignazio Abbate, Giovanni Distefano (archeologo ed attuale direttore del Polo regionale di Ragusa per i siti culturali e per i parchi archeologici di Camarina e Cava Ispica) e lo storico Daniele Pavone.

Heinrich Schliemann, controverso uomo d’affari, collezionista e viaggiatore tedesco, divenne una celebrità capace di travalicare l’ambito della storia della ricerca archeologica a seguito degli scavi alla ricerca dell’antica Troia dei poemi omerici, condotti a partire dal 1871 in Anatolia presso la collina di Hissarlik e che gli permisero di portare alla luce un sito in cui nel tempo sono stati riconosciuti ed indagati almeno dieci livelli stratigrafici principali che si dipanano dal Bronzo antico (2920-2500 a.C.) fino al periodo Tardo bizantino (XIII-XIV sec. d.C.). In particolare, la fortuna di Schliemann si deve al ritrovamento nel secondo di questi livelli stratigrafici – noto come Troia II – del “Tesoro di Priamo”, la cui autenticità resta assai discutibile e discussa, senza contare la denominazione assolutamente impropria, funzionale all’individuazione in questo strato della città omerica (Troia II è inquadrabile nella seconda metà del terzo millennio a.C., mentre quella omerica è da ricondursi al XII sec. a.C., quindi in un’epoca molto più recente), il che tradisce un approccio in cui la volontà di conseguire un risultato sensazionalistico quanto meno si affianca all’attenzione rivolta al dato scientifico, aspetto che non deve affatto stupire in un’epoca ancora pioneristica della ricerca archeologica, in cui sovente la finalità era quella di alimentare l’offerta del mercato internazionale dell’arte per soddisfare la domanda proveniente dai collezionisti e dai musei, tant’è che ancora oggi innumerevoli reperti rinvenuti da Schliemann si trovano esposti nelle collezioni di mezzo mondo.

Massimo Cultraro è archeologo specializzato in Archeologia Egea presso la Scuola Archeologica Italiana di Atene, docente presso l’Università di Palermo, Primo Ricercatore presso il Cnr di Catania e membro dell’Istituto per i Beni Archeologici e Monumentali (Ibam); la sua attenzione è stata richiamata dal rapporto di Schliemann con l’Italia, aspetto cruciale nella biografia dello scopritore di Troia, eppure finora mai oggetto di una trattazione specifica, nonostante nei decenni si siano contate migliaia di opere a lui dedicate. Massimo Cultraro ha raccolto l’esperienza italiana di Schliemann ne “L’ultimo sogno dello scopritore di Troia”, un saggio ricco di immagini e dalla lettura agevole e piacevole per tutti, particolarmente apprezzabile se si tiene conto che lo studio è desunto da una ricerca molto attenta condotta prevalentemente sull’immenso patrimonio manoscritto di lettere, taccuini e diari personali conservati nel Fondo Schliemann della Biblioteca Gennadius di Atene.

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