Nuovo ospedale di Ragusa. Notificati 26 avvisi di conclusione indagini

2
1399

Chiuse le indagini sulla sanità. In queste ore sono stati notificati agli interessati gli avvisi di conclusione indagini emessi dalla Procura della Repubblica di Ragusa. avviso di conclusione indagini a carico di 26 soggetti tra dirigenti, tecnici dell’Asp Ragusa e di collaudatori e responsabili delle ditte impegnate nei lavori di completamento del nuovo ospedale “Giovanni Paolo II” di Ragusa. I filoni investigativi hanno riguardato diversi aspetti della gestione della ASP, focalizzandosi poi sulle attività connesse al completamento del nuovo ospedale di Ragusa, nel cui ambito, in particolare sono stati ipotizzati i reati di corruzione, falso, ed interruzione di pubblico servizio. Individuate anche condotte di frode nelle pubbliche forniture ai danni dell’Asp per oltre 3,5 milioni di euro nell’ambito dell’appalto pulizie. Segnalazione alla Corte dei Conti Regionale per danno erariale per circa 4,5 milioni di euro. La complessa indagine svolta dai finanzieri della Compagnia di Ragusa, durata oltre un anno, è partita da una segnalazione che evidenziava anomalie sulla gestione del servizio di pulizie eseguito a favore degli ospedali e degli uffici dell’Asp dell’intera provincia. L’appalto in argomento, del valore di 32 milioni di euro, è stato assegnato ad una ditta di Udine, costituendo il primo caso di servizio di questo tipo affidato in provincia a favore di un unico soggetto economico.
Attraverso la ricostruzione quali-quantitativa del servizio prestato ed agli altri accertamenti eseguiti, è stato possibile verificare che a fronte della fatturazione del servizio, eseguita dalla ditta sulla base della estensione delle superfici da pulire, indicate puntualmente nel capitolato d’appalto, l’azienda appaltatrice forniva una prestazione sensibilmente diversa, sia per numero di dipendenti impiegati che per monte ore effettuate, inferiori di oltre il 20% rispetto a quello previsto.
Anche la quantità e qualità dei macchinari forniti era difforme da quella indicata in sede di aggiudicazione dell’appalto, laddove veniva accertato un minor numero di tali dotazioni, per una percentuale pari all’80%.
In questo quadro le attività di “controllo qualità” sul servizio, che secondo quanto indicato in sede di appalto dalla ditta friulana dovevano avvenire mediante strumenti innovativi per rilevare “lo sporco biologico”, nella pratica venivano eseguite solo sporadicamente ed assicurate da una dipendente della ditta che eseguiva il tutto utilizzando metodi molto più tradizionali, ovvero la vista, l’olfatto ed un fazzoletto di carta.
La meticolosa rielaborazione nel calcolo degli importi delle centinaia di fatture emesse, nel periodo giugno 2014 – febbraio 2018 e liquidate dall’ASP, ha fatto emergere il reato di frode nelle pubbliche forniture, per indebito pagamento di servizio di pulizie non reso in termini quantitativi, di oltre 3,5 milioni di euro.
Nella ricostruzione delle vicende, la prefata Autorità Giudiziaria ha ravvisato anche ipotesi di corruzione, legata all’assunzione presso la ditta di pulizie di due soggetti parenti o vicini alla vecchia dirigenza dell’Asp. Le assunzioni, infatti, sarebbero state effettuate, secondo la Procura, in cambio di un comportamento “morbido” degli Enti competenti che non procedevano a far rilevare le numerose irregolarità nella esecuzione del servizio di pulizia.
L’attività investigativa, sviluppata in concomitanza delle fasi di completamento della struttura destinata ad ospitare il nuovo ospedale, faceva emergere gravi irregolarità nella realizzazione di alcuni impianti tecnologici.
Si tratta dei collaudi delle Unità di Trattamento d’Aria, (UTA), al servizio di ambienti particolarmente delicati, quali il blocco parto, il blocco operatorio, nonché i locali destinati alla terapia intensiva coronarica ed a quella neonatale. La sanificazione dell’aria avviene proprio attraverso il passaggio dell’aria “pulita” prodotta dalle UTA e l’estrazione di quella “sporca”.
Tali Unità risultavano tutte collaudate tra la fine del mese di maggio e l’inizio di giugno 2017, grazie a false attestazioni di perfetto funzionamento, mentre le successive attività tecniche, eseguite in contraddittorio con la parte, hanno fatto emergere che il funzionamento delle Unità avveniva in maniera difforme rispetto al progetto. In tre casi, è stato riscontrato, nelle sale operatorie, una pressione “negativa”, che significa che invece di essere immessa nell’ambiente aria pulita ed estratta aria sporca, avveniva l’esatto contrario. False attestazioni hanno riguardato anche il collaudo e la revisione di parti importanti dell’impianto antincendio. Falsi preventivi e false relazioni hanno interessato anche un’altra delibera del direttore generale, collegata alla assegnazione di lavori per circa 40 mila euro, con affidamento diretto, a favore della ditta in quel momento presente nel cantiere. Le intercettazioni telefoniche disposte ed il riscontro documentale svolto dai finanzieri, ha permesso alla Autorità Giudiziaria procedente di accertare una ipotesi di corruzione tra il direttore dei lavori, interno all’Asp ed il collaudatore, soggetto esterno, che in cambio della disponibilità prestata alla redazione del controllo “a campione”, sulla scorta di quanto redatto dal cennato direttore dei lavori, richiedeva di elevare il compenso spettante, da circa 1.500 euro a 7.000 euro.
Nonostante le numerose problematiche di particolare gravità connesse al malfunzionamento o al mancato completamento di opere ed impianti dell’Ospedale “Giovanni Paolo II”, la governance del tempo, procedeva comunque ad avviare nella metà di giugno 2017 le fasi di trasferimento dai vecchi ospedali, allo scopo di rispettare ad ogni costo la data dell’inaugurazione prevista per il 26 giugno 2017.
La conclamata mancanza dei requisiti minimi per l’apertura del nuovo ospedale, emersa grazie all’attività degli operanti, ha reso necessario interrompere le operazioni di trasloco avviate con il ritorno nelle vecchie strutture, condizione che ha provocato un blocco dei ricoveri per un prolungato periodo, con sovraffollamento delle altre strutture presenti in provincia.

2 Commenti

  1. L’articolo in lettura mi suggerisce una riflessione che vuole essere anche una esplicita denuncia di inefficienza e incapacità organizzativa di quanti hanno gestito la progettazione e la esecuzione de lavori del nuovo plesso ospedaliero.
    Dovendomi occupare della difesa di un coindagato, ho scoperto che:
    1) l’opera del nuovo plesso ospedaliero non è neppure sufficiente a ricevere tutti i reparti dell’Ospedale Civile, per il quale era stato ab initio ordinata la progettazione e finanziata l’opera;
    2) alcuni reparti dell’Ospedale Civile saranno trasferiti ob torto collo all’Ospedale Maria Paternò Arezzo;
    3) la struttura dell’Ospedale Civile, lasciata anche per ragioni di pericolo sismico non essendo antisismica, sarà comunque riciclata per allocare gli Uffici dell’ASL: come dire che i malati possono e devono essere tutelati dal pericolo sismico, mentre i funzionari e gli impiegati dell’ASL possono correrlo (hanno gambe più celeri, all’occorrenza?).
    Domanda: ma perché hanno realizzato un’opera strutturale incapace di tal fatta?
    Chi ha curiosità da appagare vada pure a vedere l’iter finanziario per accorgersi che per la realizzazione dell’opera il carro è stato messo abbondantemente avanti ai buoi: in altre parole l’opera inizialmente progettata è stata finanziata con risorse in gran parte inesistenti.
    Insomma, anzicché un elefante è stato partorito un inutile topolino.
    Nessuno si scandalizza?
    Saluti
    Avv.Carmelo Scarso

  2. Qualcuno mi può spiegare cosa significa “notifica” di conclusione indagini.. cioè vi sono stati condannati o assolti..? scusate l’ignoranza..

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci un commento
Inserisci il tuo nome

cinque × uno =

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.