Droga nelle scuole: troppa repressione o poca informazione? di Francesco Roccaro

E’ di meno di due mesi fa un’ordinanza del Ministro Salvini che ha delineato un piano d’azione straordinario contro la droga nelle scuole. Tale piano prevede un serio incremento di controlli, una presenza più attiva delle forze dell’ordine nel territorio degli istituti d’istruzioneanche con l’utilizzo di sistemi di videosorveglianza 24 ore. L’opinione pubblica si è divisa su tale iniziativa sostanzialmente in due fronde; c’è chi è nettamente d’accordo, vedendo nella repressione massiccia l’unico modo per contrastare il grave fenomeno, ed invece chi vede in questa soluzione “una certa militarizzazione forzata “ dello spazio scolastico che, per sua natura , dovrebbe essere scevro da ingerenze esterne e controlli troppo serrati delle autorità competenti . Lo stesso corpo insegnanti è diviso in tal senso , anche se statisticamente la maggior parte di esso è concorde nel ritenere che la soluzione del problema dovrebbe essere trovata applicando sistemi dissuasivi che partano da una completa informazione e quindi ad un’educazione basalesulla conoscenza del problema che dovrebbe partire per molti , già dalle scuole elementari e medie. Abbiamo intervistato due massimi esponenti del mondo scolastico ed istituzionale il Preside Sergio Carrubba ed il Comandante della Compagnia Carabinieri di Modica , il capitano Francesco Ferrante. Il Preside Sergio Carrubba: “ La scuola ha come unica priorità e dovere assoluto l’istruzione e l’educazione dei ragazzi. L’istruzione è il saper inculcare nozioni, senso critico e capacità di analisi, l’educazione va intesa in ogni senso, soprattutto nel significato latino del saper trarre il meglio da ogni alunno. Alla base di ciò ci deve essere, da parte di ogni istituto scolastico, la capacità di saper informare, far capire ai giovani che hanno ancora poca esperienza della vita, il significato e il concetto stesso di vita, di salute, ed i pericoli a cui, anche senza saperlo, si è esposti ogni giorno in un mondo che miscela bellezza del creato a storture innaturali molte volte, purtroppo create dalla malvagità umana ”. Il nostro compito è proprio questo saper discernere e scrutare il mondo, informando i giovani e facendo vedere loro quello che è sublime e quello che assolutamente è fuori dalla logica umana. A mio giudizio, prima di portare i cani molecolari dentro le aule, vanno usati linguaggi ed immagini per far capire il dramma della droga, dell’abuso di alcol e di un grave problema spesso sottovalutato che è la ludopatia ”. Il capitano Ferrante ha aggiunto: “ I giovani vanno seguiti, vanno incoraggiati, vanno educati tenendoli per mano, senza imporre nulla e senza alcun tipo di ricatto morale. Devono essere informati da personale esperto sui pericoli in cui possono incorrere. E’ vero , tutti siamo stati giovani e studenti nelle aule. Molte volte, nei gruppi riuniti di ragazzi si instaura quello spirito d’aggregazione, quello spirito di corpo che fa sentire tutti più forti, più invincibili, ed è proprio in quei momenti che compagnie sbagliate instillano in molti l’idea della trasgressione assoluta, della ribellione al sistema. Ecco , i ragazzi dovrebbero partire dall’idea che il “sistema “ non impone, non reprime , ma tutela prima di ogni cosa, la salute dei cittadini e in primis quella dei nostri ragazzi che rappresentano il futuro di ogni nazione.Aggiunge: “E’ chiaro che bisogna vigilare nell’interesse della comunità delle famiglie e degli stessi ragazzi, ma non necessariamente si devono usare misure repressive invasive dentro gli spazi scolastici e nelle aule degli studenti, tali metodi per me rappresentano l’extrema ratio. Va però chiarito che sarà incessante l’attività repressiva nei confronti di chi deliberatamente, per suo personale profitto o per conto dell’organizzazione criminale di cui fa parte, porta la droga nelle scuole, approfittando dell’ingenuità dei ragazzi e soprattutto dei più piccoli. Chi spaccia, verrà perseguito e verrà represso “senza se e senza ma”. Conclude la ns. intervista il preside Carrubba: “Stiamo vagliando serie proposte sulla possibilità di attuare una corretta informazione per educare gli studenti realmente al problema della droga ed dell’ alcol ,ma anche al problema serissimo della ludopatia che sta iniziando subdolamente ad esser sempre più presente in proporzioni sempre più preoccupanti, soprattutto nella fasce più deboli e a reddito basso. Nei prossimi giorni, anche con l’aiuto di privati ed Istituzioni pubbliche, decideremo nel merito, con la consapevolezza di istituire, come abbiamo deciso nelle riunioni tenute dal Questore con tutti i DS della provincia di RG, una serie di incontri su un preciso “percorso di legalità” che serva per formare una coscienza generale critica su questi delicatissimi problemi sociali”.

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