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Camera del Lavoro: “Privatizzazione dell’acqua a Modica”?

Grande preoccupazione stanno vivendo moltissimi modicani. Temono che il servizio idrico potrebbe essere, in un futuro molto vicino, gestito da privati.
La Giunta comunale di Modica ha già esternalizzato ad un soggetto privato, con una procedura che nella sostanza ha bypassato il Consiglio comunale, una parte del servizio, quella che riguarda le attività di lettura dei contatori idrici, fino ad un mese fa svolte da alcuni dipendenti della SpM.
“Preoccupa noi e i cittadini il fatto che a questa parziale per ora attribuzione esterna potrebbe far seguito un piano di esternalizzazione dell’intero servizio – spiega il segretario della Camera del Lavoro, Salvatore Terranova – .
Pensiamo che sia questa la strategia e l’intenzione dell’attuale Sindaco. La Camera del Lavoro ha sempre manifestato la propria contrarietà a che venisse terziarizzata la gestione di beni comuni e pubblici. Solo per dare il senso della nostra coerenza, la Cgil dissentì fortemente rispetto alla scelta della Giunta precedente di affidare a terzi privati la gestione del cimitero. La Cgil protestò e promosse anche una manifestazione per indurre l’Amministrazione di allora di tornare sui propri passi. Sappiamo tutti come andarono poi i fatti. Riteniamo però che oggi sarebbe opportuno, a distanza di alcuni anni, da parte di tutte le forze politiche rendersi protagoniste di una attenta riflessione su quella scelta. Noi pensiamo che la collettività con quella scelta ha perso qualcosa a favore di una piccola minoranza”.
Il punto valoriale della Camera del Lavoro sta nella scelta culturale e democratica di non essere favorevole alla privatizzazione della gestione dei beni comuni e pubblici per eccellenza, come l’acqua appunto. “Ne siamo contrari, perché attribuire il governo dei beni pubblici e comuni ai privati equivale ad una restrizione degli spazi democratici dei cittadini e della città. Il Sindaco di Modica e la Sua Giunta debbono maturare la convinzione che il potere che la cittadinanza ha loro attribuito finisce precisamente da dove inizia il confine che racchiude i beni pubblici e comuni. Il Sindaco, in particolare, deve comprendere che quei beni non sono nella sua disponibilità, perché appartengono all’umanità e per questo cultura democratica vuole che restino in mano alle istituzioni pubbliche.
Il Sindaco Abbate, per una volta, si svesti del ruolo di Sindaco che tutto può e faccia ciò che farebbe un qualsiasi saggio rappresentante del popolo che volesse onorare il mandato ricevuto dal popolo stesso: chiamare attorno ad un tavolo le Organizzazioni Sindacali, le associazioni, le forze politiche, e aprire un serio confronto. Semplicemente per comprendere qual è il sentire dei cittadini in merito alla scelta da parte della Giunta di riporre nelle mani di privati un siffatto servizio.
Per quel che ci riguarda aspettiamo qualche altro giorno e se non interverrà la convocazione richiesta promuoveremo una iniziativa pubblica, invitando associazioni e cittadini, consistente in una marcia di protesta civile per le strade del centro storico modicano”.

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