Il Consiglio comunale di Modica approva le direttive del PRG

Un passo importante per la stesura del Piano Regolatore, dopo il parere favorevole della seconda commissione presieduta da Giorgio Belluardo, è stato compiuto ieri durante la seduta del Consiglio Comunale di Modica. “Grazie a questa delibera – dichiara l’Assessore ai Lavori Pubblici e Urbanistica Giorgio Linguanti – vengono gettate le basi per la futura rielaborazione del Piano Regolatore. L’approvazione della Variante avvenuta con il decreto 214 del 22/12/2017, adottata dal commissario ad acta l’8 aprile 2013, ha disatteso la pianificazione della Città in quanto sono state stralciate tutte le zone “C” e quasi tutte le zone “B”, rendendole di fatto zone agricole. Non dimentichiamo che quando parliamo di PRG parliamo di aspetti sociali, economici e ambientali che regolano lo sviluppo di un territorio. Pertanto non possiamo avere un PRG che sia privo di zone “C” e “B” cioè in pratica limitante per lo sviluppo del territorio”. “Questa delibera – commenta il Sindaco – costituisce un valido punto di partenza per la rielaborazione della pianificazione totale della Città. Gli obiettivi prefissi sono quelli di uno sviluppo sostenibile, compatibile con i diritti di ogni cittadino ed in armonia con il paesaggio naturale. Dovranno essere introdotti i principi della perequazione e della compensazione urbanistica per l’acquisizione di spazi con destinazione pubblica al fine di risparmiare gli oneri espropriativi. Nella Variante verranno tenute in considerazione tutte le osservazioni prodotte dai cittadini nel momento in cui è stata approvata. Chiunque capisce l’importanza dei temi affrontati ieri in Consiglio. Purtroppo, con amarezza, devo constatare il disinteresse di una parte di opposizione che infatti non era neanche presente in aula durante la discussione. Quella stessa parte di opposizione che ama spesso finire sui giornali con titoloni e minacce ma che all’atto pratico si rivela ancora una volta inconsistente oltre che totalmente assente. Questo loro disinteresse ci convince sempre di più del fatto che non sarebbero mai stati in grado di produrre una pianificazione attenta dello sviluppo territoriale modicano come non hanno fatto insieme ai loro compagni di partito negli ultimi 40 anni visto che l’ultimo atto adottato in consiglio risale al 14 luglio del 1977. In pratica di “padre” in “figlio” le vecchie tradizioni vengono così perpetrate fino ai giorni nostri. Proprio questo intendevo quando invitavo i modicani a votarci in massa per avere una maggioranza schiacciante in Consiglio. Cioè darci la possibilità di lavorare ugualmente per il bene di Modica a prescindere dall’indolenza dell’opposizione”.

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