L’agonia del recapito postale in provincia di Ragusa

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Ancora problematiche affligono i lavoratori postali sul recapito in provincia di Ragusa in particolare sul Centro o PDD interamente regolato, in questi casi è previsto il recapito a giorni alterni puro (un giorno una sub zona e un giorno l’altra) mentre nel resto dei Centri non regolati è il punto B che regola la riorganizzazione prevedendo le Linee a supporto delle articolazioni di Base denominate Business, mentre è prevista la creazione temporanea di Linee Business connesse a specifici accordi commerciali nei Comuni e PDD regolati.
Per la prevista riorganizzazione il Comune di Scicli rientra tra i centri regolati e in esso sono state create 6 Macro Zone e conseguentemente generato sei esuberi a disposizione del Centro di Modica.
Per Modica, sede del Centro di Recapito, essendo un Comune non regolato, il modello di riorganizzazione è disciplinato dal punto B dell’accordo ha prodotto 13 Macro Zone e 9 Linee Business.
“L’Azienda – dice il Segretario Territoriale della Cisl Flp, Giorgio Giummara – volutamente ha creato confusione avendone delineato i quadranti di riferimento delle Linee Business includendo anche le zone di Scicli.
Poi magari si dichiarerà che non saranno applicati in quel territorio perché saturato da scorte.
Tale progettazione ha comportato linee Business comprendenti addirittura 3 Macro Zone corrispondenti a 6 sub Zone praticamente una vastità di territorio tale che nelle ore previste non è possibile neppure la percorrenza a vuoto e che nella prevista taratura oraria si supereranno abbondantemente le 10/12 ore di lavoro, oppure linee nel PDD di Scicli, che termineranno l’orario di lavoro oltre le 21, quindi a PDD chiuso, infatti dovrebbe percorrere oltre 250 Km. e potenziali numeri civici complessivi 2800, mentre altra linea del gruppo 2 nel territorio di Pozzallo dovrebbe percorrere oltre 200 Km. e potenziali 5.100 numeri civici”.
Se ne deduce che una riorganizzazione di servizio talmente delicato non può essere affidato al principio “intanto si va avanti e poi si vedrà”.
L’Azienda sta pagando migliaia di euro al mese per dirigenti che avrebbero dovuto creare condizioni fluide e più efficienti di lavoro non creare “sfasci” e successivi smantellamenti.
“Chiediamo, allora, perché l’Azienda non ha applicato il punto A della riorganizzazione per Scicli trattandosi di un Comune interamente regolato?
Non può essere a tal proposito esaustiva una risposta del tipo “che ci possiamo fare” alle nostre pressanti domande di chiarimenti.
Ci si rende conto di quale saranno le reazioni dei clienti e degli stessi colleghi quando sperimenteranno tutti i fallimenti cui si sta andando in contro?
E’ verosimile che l’insufficienza di qualche ideatore inciderà “pesantemente” in negativo sulla qualità del servizio, sull’immagine dell’Azienda e per quello che come sindacato ci tiene di più sulla salute dei lavoratori”.

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