Disabilità, Modica: “Un’altalena poco utilizzata”

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Degli 8000 comuni italiani, solo poco più di 350 sono dotati di parchi giochi accessibili o, comunque, di parchi con al proprio interno almeno una giostra dedicata ai bambini con disabilità.
In questa percentuale risicatissima (meno del 5% su base nazionale), rientra anche Modica; sembrerebbe quindi che i piccoli con disabilità della contea siano fortunati, perché avrebbero la possibilità di giocare all’aperto, anche in compagnia di altri coetanei (con disabilità e non), facendo amicizia e sperimentando il proprio corpo in autonomia.
In questo caso in realtà il condizionale è d’obbligo: i piccoli modicani con disabilità potrebbero usufruire di questi spazi, ma di fatto ciò non avviene, e desta quantomeno stupore che le famiglie si lascino sfuggire questi rari, piccoli (ma importanti) spazi di inclusione quando disponibili.

Qualcuno potrebbe obiettare che l’inclusione vera si realizza in altri e più importanti aspetti (pensiamo ai tanti servizi che mancano e per cui un genitore ogni giorno lotta); ma cosa c’è di più importante del gioco agli occhi di un bambino? non è forse annoverato tra i diritti fondamentali di ogni fanciullo, a prescindere che sia o meno disabile?

“L’augurio – dice Giovanni Provvidenza, dell’Anffas di Modica – è che quindi le famiglie modicane, specie se con un bimbo con disabilità, inizino a prestare attenzione non solo a quello che manca, ma anche a quello che c’è, ricordando che a volte basta una semplice altalena per regalare momenti di grande felicità”.

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1 commento

  1. Basterebbe poco,
    basterebbe, prima di fare una cosa informarsi come farla al meglio, basterebbe poco, basterebbe, non avere come unico obiettivo la solita miserabile foto inutile del “noi abbiamo fatto questo” (quasi sempre un topolino), basterebbe anche che alcune testate giornalistiche assumessero maggiore senso critico nei confronti di chi ci amministra piuttosto che diventare miseri portavoce di iniziative di scarsissimo rilievo. Mi fermo qui ma vi suggerisco un articolo, uno dei tanti che spiega di come sia facile rispondere al vostro servizio…..

    Da fan page. It.

    Che tristezza quelle altalene per soli bambini disabili
    Un parco giochi “inclusivo” non è fatto di giostrine divise per disabili e normodotati. Perché ci ostiniamo a creare divisioni e ad alzare muri, anziché cogliere occasioni d’oro per abbattere queste maledette barriere?
    Diciamo le cose come stanno una volta per tutte: un parco inclusivo è un parco giochi con giostre dove possono salire, contemporaneamente, sia bambini disabili che “abili”, in modo da garantire una piena socializzazione tra le due “fazioni”. Ecco perché le altalene a cestello per carrozzine sono il gioco più sbagliato e diseducativo che ci possa essere: costano poco (con duemila euro puoi installarne una) e così l’amministrazione comunale di turno può farsi bella mostrandosi attenta e sensibile. Peccato che il bimbo in carrozzina, giocando da solo, non potrà condividere il divertimento con gli altri e l’aspetto di inclusione mancherà totalmente, restando isolato. Oltretutto, se su queste altalene ci sale un bimbo in piedi, magari saltando vivacemente, come abbiamo visto più volte si rompono pure con facilità, non essendo progettate per certi utilizzi.

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