Il lato oscuro(lettera aperta a un italiano). Riceviamo e pubblichiamo

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Io non desidero nè voglio convincerti che ho ragione, posso spiegarti le mie ragioni ed ascoltare le tue.
Posso svelarti le mie paure se guardo con occhi compassionevoli le tue, per scoprire, alla fine, insieme, che ci vogliono spaventati dall’”ignoto”( ciò che ci è poco noto perchè apparentemente diverso, straniero) per rimanerne prigionieri (es. un piantatore di cotone che resti sempre tale). Ciò che questo “potere” vorrebbe è che noi rifugissimo “l’altro”.
Si… perchè penso si tratti di questo.
Ne convieni che siamo umani e che per questo la vita ci ha donato un senso che si chiama “umanità” che forse abbiamo seppellito sotto strati di amarezza e paura?
La vita può essere durissima per tutti al mondo, ma è altresì straordinaria per tutti quando ci concede le gioie dell’amore, dell’assenza di guerre (quelle piccole e quelle grandi che uccidono e seviziano), della speranza che i nostri figli possano crescere sani e in un Paese dove si viva pacificamente.
La vita con i suoi mille volti ci accomuna e ci fa essere diversi dalle bestie che per loro natura non possiedono la capacità della ragione e della ragionevolezza, forse!?
Ciò che ci rende umani non è anche il percepire l’altro come se stessi, riconoscendolo con i sensi dei quali, noi umani, siamo tutti ugualmente dotati?
Si tratta forse di “involuzione” la causa che ci fa comportare come lupi (homo homini lupus), stiamo tornando alle nostre origini anziché evolverci?
Dimmi cosa provi quando guardi un bimbo che strappato alla morte certa ritorna tra le braccia del suo unico genitore superstite, salvatosi da una bomba e soccorso da chi rimanendo umano, lo ha salvato?
Cosa provi se pensi che tu puoi decidere per loro, che puoi giudicare cosa è giusto o sbagliato per loro, stando seduto nella tua poltrona comoda e sicura mentre guardi le immagini cruente di una guerra che si svolge altrove, lontana, troppo lontana per poterti scalfire?
Io non voglio avere ragione io cerco la tua, voglio capirla, voglio insieme a te scovare quel morbo malefico che si sta impadronendo di noi.
Chiediamoci come sia possibile rimanere indifferenti se non addirittura arrabbiati e cattivi quando, anche se tacitamente, diamo il nostro placet a respingere un uomo, una donna un bambino, figli della stessa vita, abitanti dello stesso pianeta, che fuggono da una guerra che non hanno scelto loro e che subiscono?
Non pensi che rimanere indifferenti a tanto dolore, a tante morti di chi cerca la salvezza da noi e in noi, abbia solo un’origine?
Abbiamo paura di perdere i nostri privilegi, di sentirci invasi, di non riuscire a comunicare dimenticando che non dobbiamo perdere nulla se non il superfluo in cambio del valore di una vita salvata, che il potere della comunicazione è infinito perchè tra umani basta uno sguardo, un sorriso, una lacrima, condivisione tacita ed eloquente, nei gesti c’è la comunicazione più diretta, nel fare, nel donarsi, nel trascendere il proprio IO ci si riconosce come “persone” con il linguaggio universale.
Non lo capisci che chi ci induce a sentire odio e paura verso i nostri simili ha perso la sua prerogativa migliore ed è dunque degno della nostra pena, ma anche della nostra condanna morale piuttosto che della nostra approvazione?
Chiediamoci cosa mai potrebbe accaderci se ci divincolassimo da questi asservitori che vogliono farci dimenticare cosa siamo biologicamente, che in quanto “persone” abbiamo innato il senso più nobile esistente: l’umanità, la quale se anche imperfetta e fragile non può essere criminale.
Non senti l’afrore dell’inganno nelle azioni di chi vuol farci rimuovere i nostri sani istinti istigandoci all’odio razziale, manipolando le nostre menti attraverso allarmi e pericoli inesistenti?
Siamo talmente impauriti da queste fakes governative che mirano solo a nascondere interessi biechi e di potere che quando arrivano uomini poveri e scalzi siamo così condizionati e prevenuti che, inconsapevoli, attiviamo dinamiche di paura che a loro volta ingenerano paura in chi fino a ieri era solo in cerca di aiuto.
Il risultato non può che essere l’innescarsi di meccanismi a catena: la paura ingenera paura e così tutta la sequela di sentimenti inumani e distruttivi che ne conseguono, ragionevolmente dovremmo dedurre che si tratta di “ profezia che si auto-avvera”.
Dimmi, possiamo forse temere che tutta l’Africa si riversi da noi togliendoci lo spazio vitale per poi dominarci, che possano sottrarci il cibo (quello stesso cibo che sperperiamo e che finisce nei cassonetti), il lavoro, le case, i gioielli o che sevizino donne e bambini, credi che quelle stesse persone che fuggono dalla barbarie di tutto ciò possano non essere resilienti?
Se gli Stati e i Governi di tutto il Pianeta, fatti di uomini/donne come noi, sapranno andare oltre gli sporchi interessi e sapranno capire, come noi adesso, che accogliere non è una minaccia, che non può essere la causa di impoverimento, ma al contrario una risorsa immensa sul piano culturale ed anche economico, l’umanità potrà svoltare dando inizio all’epoca dell’umanesimo (adesso siamo in pieno Medioevo).
Quell’uno e i suoi eguali non possono avere il potere di renderci talmente stolti, non possiamo per ignavia consentir loro di renderci incapaci di guardare e vedere oltre la realtà camuffata artatamente, di vedere con i nostri occhi l’insussistenza di presagi orrifici, non possono strapparci l’unico bene che ci consentirà di far continuare il mondo, con la sua forza, l’unica che avversa il male, l’amore.
Ti guardo e mi sento come te adesso, nuda e vincente, poichè insieme possiamo ricordarci chi siamo davvero, svelandoci e riconoscendo i nostri rispettivi mostri tentatori che vogliono farci rinnegare la nostra “vera natura”.
Siamo umani ed in quanto tali l’unico vero nemico che dobbiamo temere è quello che risiede dentro di noi e che prevale quando smarriamo il valore della vita e dell’umanità.
Carmen Rizzone

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