LUIGI PRIMO e MATTEO SECONDO – Storia di un matrimonio all’italiana della Terza Repubblica. SECONDA PUNTATA – di Francesco Roccaro

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Per la TERZA REPUBBLICA (quella del cambiamento)sono iniziati i giochi: quelli veri. Il nostro Triunvirato è all’opera.Facciamo il punto della situazione ad oggi. Cesare, impegnato con progetti sul lavoro , modifica del Jobs act e revisione della “legge Fornero” è stato catapultato, suo malgrado, nel turbine dello scandalo del “ nuovo anfiteatro calcistico romano “. Questa bomba lo ha portato forzatamente a “scomparire” per qualche giorno, dalle ribalte televisive per evitare “scomode interviste”.Ci preoccupano le notizie d’ultima ora in cui il primo ( o secondo) vicepremier abbia innescato una grossa polemica con la Foodora Italia, preoccupata di una nuova legge “tutela-giovani”che costringerebbe l’azienda a fuggire dall’Italia. Una regolamentazione è chiaramente giusta e speriamo si riesca a concertare su di essa, perché se è giusto difendere i giovani ed il precariato, bisogna anche trattenere le aziende ed evitare di rischiare di trasformare i precari in disoccupati. Di fatto possiamo affermare però che al primo sole di giugno Luigi si è un po’ scottato, aspettiamo di vedere i risultati dopo l’effetto di qualche crema lenitiva. Pompeo invece, da molti osannato come “salvatore della patria dalle invasioni barbariche (straniere) ” , ha pensato bene , in meno di una settimana, di inimicarsi praticamente mezza Europa. Non avendo la palla di cristallo non sappiamo giudicare se la decisione “di colpo” di chiudere i porti sia stata realmente la più saggia, ma alcuni effetti li ha sicuramente avuti. Primo effetto: adesso l’Europa ( o ciò che viene inquadrato con questo nome che forse puzza troppo di antico ) ha dovuto ammettere di aver mollato il Belpaese in perfetta solitudine, dentro la morsa dell’immigrazione selvaggia ( e del business allegato). Salvini ha sparato forte chiudendo le porte ai privati ( o pubblici camuffati?) e si è presentato in Senato ( riferendo tutto), dove ha incassato applausi a scena aperta ( qualcuno anche dall’opposizione). Secondo effetto: le OGN vengono mese al bando. Non tutte ovviamente, ma non si capisce quale sia il criterio per identificare i buoni dai cattivi. Secondo la Procura di Catania ( che dalle dichiarazioni sembrerebbe avere più informazioni della CIA, a quanto pare) dentro molte OGN ci sarebbero menti criminali e perverse. In realtà il procuratore Zuccaro ha sempre dato modo di essere investigatore attento, preparato e scrupolosamente parsimonioso nei giudizi. A suo favore va certamente ricordato, che tali affermazioni furono fatte in tempi non sospetti, cioè quando la gente pensava che OGN fosse l’acronimo di una banca estera, per intenderci. E’ palese però che il Viminale certamente non ha gestito il caso Malta nel migliore dei modi. Malta , dal canto suo, è stata colta impreparata alla gestione dell’evento.Risultato: dopo decenni è sceso un gelo tangibile fra la bella penisola e il magnifico arcipelago, che nessuno si aspettava fino a qualche mese fa. Salvini forza sugli alleati europei affinché la ridistribuzione dei flussi sia assolutamente rinegoziata. Lo fa con tutti, ma non riusciamo a comprendere questo “amore tzigano” senza limiti con il leader ungherese ( voluto a tutti i costi come alleato) quando dalle rive del Danubio in coro fanno sapere di avere pronta una barricata da lager che ricorda il patriottico “ non passa lo straniero“. Intanto Crasso, viene spedito di corsa in Gallia ( ma non c’è un ministro degli esteri?). Vercingetorige ha offeso il popolo italico. Ci ha chiamati “ vomitevoli”. Appena dentro l’Eliseo, in pieno “Style français”, la prima cosa che viene detta al Presidente del Consiglio italiano è che “ l’offesa vomitevole” è partita non proprio dalla bocca del sacro presidente dei francesi, bensì da un “ non identificato” funzionario del gabinetto presidenziale. Blocchiamo le risate, del resto stimo parlando di gente che stringe “ le baguette” sotto le ascelle ( anche d’estate!). Scuse forzatamente accettate, Macron e Conte firmano un accordo che sostanzialmente è totalmente a favore della Francia ( come sempre del resto). In sintesi: la Francia mette fuori dall’accordo la Libia e nel contempo sbatte fuori noidefinitivamente dall’antica nostra colonia (più semplicemente…….dai pozzi ) e ci riduce al ruolo di piccolo comprimario. L’accordo praticamente non dice nulla, tranne che sarà la Francia a spartire le carte, punto.Si specifica che si prenderà in considerazione la possibilità della creazione di hotspot europei ( punti di accoglienza) nei Paesi di origine e che dovrà essere rafforzata la missione navale Frontex ( non si specifica come però).Furbamente infatti,su questi due punti si demanda la decisione finale al Consiglio europeo , il prossimo fine giugno a Bruxelles. A nostro modesto giudizio , nessuno ha intenzione di realizzare questi hotspot, in quanto dovrebbero essere difesi da contingenti militari di ogni Stato.Con la situazione micidiale scatenata dalle temibili milizie armate ” dei signori della guerra dei pozzi” che scorrazzano armati fino ai denti in quelle zone, nessuno vuole arrivare ad innescare una pericolosa miccia. In ogni caso in Libia , qualunque cosa avvenga, l’alto comando sarà francese. Ma proprio dalle milizie libiche arrivano le peggiori minacce per noi italiani.Un portavoce accreditato delle milizie di liberazione della Libia ha ribadito nei giorni scorsi che nei campi libici ci sono oltre 50.000 potenziali richiedenti asilo dalla Siria, Sudan,Mali, Palestina ed Eritrea. Sono bloccati dalle milizie, ma se i mercenari decideranno di aprire i cancelli, questi poveri sfortunati ( con il sogno europeo negli occhi e nel cuore) si catapulteranno in mare con qualsiasi mezzo, anche su un pezzo di tavola. Il messaggio ci sembra chiaro, speriamo che anche il ministro Salvini l’abbia afferrato. In ogni caso Conte ritorna da Parigi con un pezzo di carta in tasca, ma con la consapevolezza interiore che saremo sempre soli. I triunviri sono convintissimi che è stata una grande vittoria, le OGN attraccheranno anche in altri porti, noi siamo meno convinti, in realtà non è stato concordato nulla sulla nuova ridistribuzione. Minniti seppur con tanti errori, aveva però trovato un accordo direttamente a monte, in Libia, basato su fondi europei travasati ai governi libici ( e alle tribù) per bloccare questo immane esodo. L’Italia insiste ed insisterà affinché Bruxelles si faccia carico di quei fondi, senza i quali dalla Libia ci sarà un emigrazione senza sosta , peggio di un fiume in piena. Non ci sarà embargo, almeno per il momento. La Francia ha condizionato anche questa decisione all’ONU. Ai cuginetti transalpini piace giocare in terra nordafricana, ma il disastro lo subiamo noi in terra italica. Purtroppo abbiamo perso l’ultima guerra, e quando serve, questa mortale remora, affiora inesorabile, almeno fino al ritorno di Scipio, l’Africano. Prepariamoci a tutto. Mollato momentaneamente il problema migranti, Salvini ha pensato bene di mettere mano al problema “ campi Rom”. La notizia ha sconvolto ancora una volta mezza Europa: “ E’ necessario censire tutti” – ha tuonato il vice premier leghista. Critiche da orbi, ma solidarietà degli alleati e , chiaramente dai sostenitori e da molti cittadini. In realtà, una sistematina bisognerebbe darla, almeno dal punto di vista dell’ identificazione. Chiaro, ognuno ha la propria identità , lingua, religione e tradizioni, ma ciò non significa d’essere autorizzato a mantenere una specie di “anonimato legalizzato”. Salvini non molla, vuole un censimento. Le varie associazioni che sostengono gli stranieri in Italia si oppongono, descrivendo questo nascituro decreto di orrenda memoria nazi-fascista. Ma l’indomito leghista non molla. Vedremo gli sviluppi futuri. Nel contempo arriva l’ultima di Di Maio a” porta a porta” : bisogna censire chi lavora in Rai dare spazio ai meritevoli e retrocedere i peggiori e raccomandati” , parole che fanno tremare e (per molti) anche preoccupare. “Tempi duri per i troppo noti” (ma questa pubblicità Rai non diceva “troppo buoni” ? ). Nel prossimo articolo l’approfondimento promesso: parleremo di flax tax.

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