Doppio sbarco a Pozzallo sabato . La Polizia ferma 3 scafisti; due (uno minorenne) per aver condotto un gommone ed uno per averne condotto un altro.

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La Polizia a seguito dello sbarco di sabato avvenuto a Pozzallo ha raccolto gravi indizi di colpevolezza a carico di:
K.A. nato in Guinea di 17 anni (primo gommone);
KONE Hodou, 24 enne di Costa D’Avorio, (primo gommone);
Famara Diedhion, 30 enne del South Sudan in data 10.04.1988 (secondo gommone).
Gli uomini della Polizia di Stato – Squadra Mobile Questura di Ragusa – con la partecipazione di un’aliquota della Sezione Operativa Navale della Guardia di Finanza e dei Carabinieri di Pozzallo, hanno sottoposto a fermo 3 scafisti, due per il gommone soccorso dalla nave Seefuchs e uno per il gommone soccorso dalla nave “Diciotti”.
Anche questa volta la Polizia riesce ad individuare gli scafisti grazie alle testimonianze dei migranti.
La Polizia ha diviso gli investigatori in due team, uno ha curato l’approdo della nave Diciotti ed un altro l’approdo dell’altra nave.
Grazie agli sforzi profusi dagli investigatori, è stato possibile appurare quali fossero le responsabilità dei soggetti indagati.
I testimoni sono stati ascoltati con l’aiuto di interpreti che ormai fanno parte integrante dei team dei poliziotti. Tutti hanno riferito le modalità del viaggio e chi ha condotto il gommone su cui viaggiavano senza avere alcun dubbio sulle responsabilità di ognuno.
Per quanto riguarda uno dei gommoni, è stato appurato che il timone veniva gestito da un minorenne mentre la rotta veniva disposta da un altro scafista, pertanto sono stati fermati entrambi.
I migranti hanno pagato tutti circa 1200 euro per raggiungere l’Europa così come da loro dichiarato.
Gli scafisti sono stati condotti in carcere a disposizione della Procura della Repubblica di Ragusa e per i Minorenni di Catania competente per l’area degli iblei per i minori.

Le indagini condotte dalla Polizia Giudiziaria, hanno permesso anche questa volta di sottoporre a fermo di indiziato di delitto il responsabile del reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.
Al termine dell’Attività di Polizia Giudiziaria, coordinata dalla Procura della Repubblica di Ragusa, gli investigatori hanno infatti ristretto gli scafisti che dopo le formalità di rito e l’identificazione da parte della Polizia Scientifica sono stati condotti presso il carcere di Ragusa a disposizione dell’Autorità Giudiziaria Iblea impegnata in prima linea sul fronte immigrazione. Sono ormai quotidiane le udienze di incidente probatorio e quelle che portano alla condanna degli scafisti, rispettivamente per la ulteriore cristallizzazione in sede processuale della prova anche ai fini dibattimentali. Al riguardo molte le sentenze di condanne dell’Autorità Giudiziaria.

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