Marina di Modica, è deceduto Nino Spadaro. A 57 anni ci lascia, dalla sua amata baia blu

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Se n’è andato in silenzio, senza dare disturbo. Esattamente come faceva quando usciva stanco dal suo bar con la sua grande Alfa o la sua amata vecchia vespa. Nino era cresciuto in mezzo a noi ed era uno di noi. L’amore del padre, il compianto “Don Giovannino”, lo aveva instradato all’arte della cucina e lui aveva scelto di diventare pasticciere, anzi maestro pasticciere , come ogni tanto scherzando osava definirsi. Un ragazzo umile, di sani principi e moralità, mai venale e mai volgare. Da ragazzo si era sempre sacrificato per stare vicino all’amato padre ed essere d’aiuto alla famiglia. Al ritorno dal pioneristico soggiorno in Venezuela, la famiglia aveva deciso di mettersi in gioco, aprendo una propria attività a Modica. L’amata Modica Alta fu la culla perfetta per iniziare. Il bar Venezuela che venne aperto dalla famiglia Spadaro, fu quasi un dovuto ringraziamento alla terra sudamericana che li aveva svezzati e preparati al duro lavoro e al risparmio. Nino imparò presto a stare in cucina. “ Avrei voluto fare il grande chef-diceva sempre- e invece sono qui a fare nottate con le mani fredde di gelato nel caldo dell’estate”. Un’ abnegazione impressionante per il lavoro, senza soste e senza orari. A volte, lui che era amante della buona cucina, aspettava il mio arrivo dal retrobottega con i famosi arancini della mia amata mamma. L’indomani non appena la vedeva, con garbo la ringraziava :” Grazie signora Enza, ieri sera mi ha fatto felice”. Doveva sdebitarsi sempre , per forza… era la sua natura. E così dalla fatica delle sue mani sapienti, decine e decine di dolci e gelati di ogni tipo transitavano prima a casa mia e poi nello spaventoso calcolo delle calorie che puntualmente ogni estate veniva costantemente cestinato. Dal bar Venezuela il papà insieme al cognato , l’indimenticato “Don Turiddu” , partorirono l’idea del Belvedere. Tutti insieme o separatamente dicevano sempre che il Belvedere era stata la prima pizzeria e sala banchetti di Modica. Ma in realtà il Belvedere era stato tutto a Modica, un pezzo di storia di Modica. Parlare del Belvedere è come parlare del Cineteatro Pluchino, sono monumenti unici nel cuore di chi li ha vissuti ed amati. Li succedeva di tutto, la prima pizza, il primo film,il primo sorriso, la prima canzone , il primo bacio, il secondo bacio e poi………Nino era uno di quei giovani che aveva vissuto tutto questo, ma solo nei momenti in cui era libero dal vincolo del suo lavoro. Quando si confidava lo diceva sempre: “ Ah se avessi avuto più tempo….”. Ma di tempo il fato te ne ha lasciato di meno, amico mio. Adesso probabilmente contempli gli angeli o forse altro a te più congeniale, chi lo sa vecchio volpone. Nel 1978 è la svolta. Don Giovannino decide di investire a Marina di Modica. Nel caos generale di quegli anni, trova un appiglio in piazza Mediterraneo. I suoi ragazzi Nino, Salvatore devono aprire un bar. Dovrà dare una mano anche la sorella Maria Grazia e tutta la famiglia dello stesso Nino . Don Giovannino vedeva il futuro: “ Qui lavoreranno anche i miei nipoti ed i figli dei loro figli…sissignore”– diceva serissimosenza voler essere mai contraddetto. Contraddire Don Giovannino non era consigliabile, perché oltre alla potente stazza era dotato di una “ forza leggendaria”. Nino non lo sfidò mai, ed era impressionante e allo stesso tempo invidiabile la forma d’ amore e riconoscenza che aveva Nino verso il padre e ovviamente la madre. Alcuni anni più tardi il bar riesce a raddoppiare la grandezza . Aumenta enormemente l’offerta della pasticceria e la gelateria inizia ad essere rinomata. Nino non si ferma , vuole sempre escogitare novità. Diventa realmente un maestro del gelato e della pasticceria tradizionale e non Sono gli anni in cui Le Alghe vanno in stand-by ed il Bar “Nino e Salvatore” diventa il punto di riferimento di Marina di Modica. Bisogna ammetterlo, anche nei momenti più bui,nei momenti in cui a Marina si veniva solo 15 giorni scarsi per villeggiare per poi scappare, Nino ha mantenuto vivo il nome di Marina di Modica offrendo un eccellente servizio alla comunità. Il suo cognome insieme a quello delle famiglie Fiore, Corallo, Giunta, Conti, Cavallo, Petriglieri e tanti e tanti altri di cui mi scuso ma non ricordo i nomi, hanno tenuto ferme le fondamenta della ns. amata frazione balneare. Per chi vi scrive è stato un grande onore e privilegio averlo potuto premiare in occasione del “ Cinquantenario della nascita di Marina di Modica” nel 2015. Caratterialmente spesso si lamentava dei mancati investimenti negli anni, da parte dellevarie amministrazioni comunali a Marina di Modica, ma alla fine , la sua innata bontà prendeva sempre il sopravvento , assolvendo tutti. In inverno, quando era aperto, aveva il piacere di rivedere un amico, un conoscente dentro il suo bar, anche per un semplice caffè…era lampante, lo si leggeva sul suo volto appena entrati.Convinto assertore della sua eterna dieta, cercava di spingere gli altri alla vita sana e possibilmente a seguirlo in una delle sue tante sgroppate in bicicletta. Quando arrivavo dopo mesi ed intendevo pagare i miei due caffè, esclamava: ” Ma cosa devi pagare un caffè? Lascia gli spiccioli intasca per adesso ti prego amico mio, poi in estate faremo i conti ma con le banconote……si, quelle rosse o verdi!” . L’estate puntualmente è arrivata , Nino mio, ma quest’anno la mia banconota la consegnerò al tuo caro figliolo Giovanni che di te, come il nonno, conserva simpatia, insegnamenti e grande umanità . Ci rivedremo un giorno, grande Nino, quando saremo nuvole nel vento, e chissà forse sarà il momento in cui finalmente potrò degustare ancora una volta il tuo eccezionale Mont Blanc , il più difficile e complicato dei tuoi dolci , che come te, custodirò sempre nel cuore .

I funerali mercoledì alle 16,30 nella Chiesa di San Giovanni Evangelista.

2 Commenti

  1. Concordo con tutto quello descritto nell’articolo ma manca qualche cosa:
    Una volta che si è raccontata la storia della famiglia Spadaro, volevo aggiungere che don Giuvanninu il papà di Nino per la sua grande generosità sponsorizzava una squadra di calcio che ha fatto storia a Modica alta: l’Olimpia bar Venezuela.
    Don Giuvanninu si era affezionato a un gruppo di giovani che frequentava il suo bar.
    Essendo una persona che amava lo sport e i giovani, ha voluto dare un apporto economico a questa squadra fornendo divise, palloni ecc.
    E a fine campionato si festeggiava la vittoria portando tutta la squadra a cena.
    Anche Nino da piccolo era un grande tifoso di questa squadra e seguiva tutte le partite.
    Dentro il bar Venezuela erano esposti tutti i trofei vinti.
    Io personalmente e penso anche tutti i Modicani che hanno vissuto quei momenti ci è rimasto un bellissimo ricordo di tutto questo.

  2. Ciao nino venire a marina e non trovarti mi angoscia . Le tue battute e quella stretta di mano infinita non potrò dimenticarle. Ciao Salvatore Pietro Lorefice

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