Per le amministrative anche l’Arma dei Carabinieri ri-riconosce il diritto elettorale attivo e passivo per i propri appartenenti.

0
1471

L’esercizio di un diritto costituzionale, come quello politico, all’interno dell’ordinamento militare, subisce, quasi sistematicamente, una compressione, legittima o non legittima che possa essere, a secondo dei tempi e dei contesti, diritto, purtroppo, in ogni caso lasciato, nella moltitudine degli eventi, all’arbitrio soggettivo di colui che è destinato a controllarne l’esercizio e l’applicazione.
E’ proprio di questi giorni, del 28 maggio per la precisione, in un contesto politico di elezioni amministrative e quindi di interesse anche locale per il ragusano, che proprio l’Arma dei Carabinieri, Forza di Polizia ad ordinamento militare, emana una circolare, per così dire “esplicativa”, con cui intende disciplinare proprio il diritto politico dei militari appartenenti alla propria amministrazione.
La questione “politicamente” esplode nel 2010 quando dei militari (compresi i CC) e degli appartenenti al Comparto Difesa e Sicurezza decidono di fondare un partito (il Partito Sicurezza e Difesa) per contemperare la negazione dell’esercizio di un altro diritto costituzionale e cioè quello di costituire dei sindacati per la tutela dei propri interessi personali, contrattuali, etc. .
Questo diritto all’associazionismo professionale finalmente è stato riconosciuto dalla Corte Costituzionale il mese scorso, dopo che da oltre due secoli lo è stato per le proprie Forze Armate, nei paese liberali del Nord Europa e poi in quasi tutta l’Europa, persino in Germania dal 1959.
Seppur era pacifico nel vecchio ordinamento disciplinare (Norme di principio sulla disciplina militare.Legge 11 luglio 1978, n. 382, in Gazz. Uff., 21 luglio, n. 203) e anche in quello nuovo del 2010 (Decreto Legislativo 15 marzo 2010, n. 66 Codice dell’ordinamento militare) che tutti i militari, come anche gli appartenenti alle forze di polizia, potevano esercitare i propri diritti politici, al di fuori del servizio, non in uniforme e senza alcun riferimento alla propria appartenenza all’amministrazione pubblica, per l’Arma dei CC, che già riconosceva nei fatti e in diritto, tale diritto, per i propri appartenenti, inizia, anche con la spalla dell’allora Ministro della Difesa (La Russa) e del suo sottosegretario (Crosetto) un’offensiva “politica” pesante verso gli appartenenti al PSD, tanto da censurare disciplinarmente, chissà perché, esclusivamente gli appartenenti all’Arma dei CC che facevano parte del PSD.
Si sono svolti per tale motivo tre processi amministrativi tra cui, per ultimo, uno che mi riguardava personalmente e che, dopo una vittoria su tutti i fronti al TAR Piemonte, in sede giurisdizionale (IV) ha visto un revirement del Consiglio di Stato, che riconosce platealmente i diritti politici dei militari, però con una riserva sulle posizioni individuali interne ai partiti.
Si tenga anche conto che il Presidente della sezione è stato Ministro per la pubblica amministrazione e la semplificazione del Governo Monti e Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri del governo Letta, proprio nel periodo in cui si verificava l’azione disciplinare “contenitiva” dell’esercizio dei diritti del personale appartenente all’Arma dei CC.
Alla luce di quei fatti e a maggior ragione oggi, sembra comunque paradossale che finalmente, proprio adesso, quando la sentenza 5845/2017 è del 12.12.2017, in piena campagna elettorale, a maggior ragione di interesse per quelle amministrative nel ragusano, l’Arma dei CC emani una circolare a ridosso di questa tornata elettorale per ri-riconoscere e dico ri-riconoscere i diritti politici dei suoi appartenenti, perchè lo faceva già prima e cioè prima della nascita di quel partito.
In ogni caso bene venga questa circolare esplicativa che permette, a questo punto, a cuor “più leggero” ad ogni militare e appartenente all’Arma dei CC di poter esercitare anche questo suo diritto costituzionale.
Carmelo Cataldi

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci un commento
Inserisci il tuo nome

due × tre =

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.