Capolarato e sfruttamento. La Cgil di Ragusa valuta la costituzione di parte civile contro i responsabili

Plauso della Cgil di Ragusa alla Polizia di Stato per l’operazione svolta in provincia di Ragusa tesa a contrastare il fenomeno del capolarato e del grave sfruttamento lavorativo.
Dall’entrata in vigore della L.199 nell’ottobre 2016 le forze dell’ordine hanno condotto attività di grande controllo a tutela dei lavoratori più deboli, in questo caso i migranti, e delle aziende sane che operano nella legalità, nel rispetto dei contratti e delle norme sul lavoro subendo la concorrenza sleale di chi opera attraverso lo sfruttamento e l’illegalità.
Ancora una volta, affermano dal Sindacato CGIL, dall’ operazione emerge la presenza di lavoratori provenienti dal centro Africa, non solo quindi magrebini e romeni ma anche persone che arrivano dai flussi migratori del Mediterraneo. Una situazione grave che ci indica come la presenza di richiedenti asilo, spesso ospiti della rete dell’accoglienza, costituiscono un ulteriore “riserva di manodopera” da sfruttare. Occorre intervenire anche con strumenti di politiche sociali al fine di contrastare il degrado e l’abbandono delle nostre campagne storicamente luoghi di lavoro, sviluppo ed emancipazione sociale.
I Comuni maggiormente coinvolti non possono continuare a chiudere gli occhi davanti alle diverse manifestazioni di degrado abitativo, abbandono scolastico e marginalità sociale. In molte contrade della nostra provincia vivono interi nuclei familiari con bambini invisibili, per questo occorre intervenire con strumenti e politiche mirate partendo dal lavoro in rete tra le diverse Istituzioni ed il coinvolgimento del privato sociale.
La CGIL di Ragusa continua nell’impegno contro lo sfruttamento non solo in agricoltura ma in tutti i settori dove il lavoro è le persone vengono sottoposte al degrado e alla negazione della dignità.
Stiamo valutando in queste ore con i nostri legali esperti in materia la possibile costituzione di parte civile.

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