VIDEO. Operazione “Pittore barocco”. 9 arresti dei Carabinieri di Modica. Venduta droga con complicità di impresa edile

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Da questa notte oltre 40 Carabinieri della Compagnia di Modica, supportati dalle unità cinofile e dal Nucleo Elicotteri, stanno portando a termine un’operazione di polizia giudiziaria che ha permesso di ricostruire la rete e gli intrecci della criminalità modicana nel sempre florido settore della vendita di sostanze stupefacenti. 9 le persone arrestate (tra italiani e stranieri) di un’età compresa tra i 20 e 50 anni, destinatarie del provvedimento cautelare emesso dal GIP del Tribunale di Ragusa, su richiesta della Procura della Repubblica.
L’indagine da cui deriva l’operazione, denominata “Pittore Barocco”, trae origine dall’attività di alcuni degli indagati, i quali utilizzavano una piccola impresa di ristrutturazione edile e di pittura per dissimulare gli incontri con il fornitore e utilizzare il linguaggio criptico per indicare la sostanza stupefacente.
L’indagine che si è protratta da Febbraio 2017 a Marzo del 2018 trae origine da una articolata attività investigativa condotta dal Nucleo Operativo della Compagnia di Modica generatasi nell’ambito dei sevizi esterni volti alla repressione dello spaccio degli stupefacenti. In particolare l’attenzione veniva focalizzata su due personaggi ovvero Neila Achref  e Aziz Hacham sul conto dei quali si erano raccolti probanti elementi circa l’illecita attività che avveniva nel cuore del centro storico di Modica bassa. L’attività illecita veniva sin da subito riscontrata attraverso gli arresti eseguiti in flagranza di reato a carico degli stessi nel corso dei quali venivano sequestrati oltre 250 grammi di hashish suddivisi in due panetti e stecchette già pronte per la vendita, e nei confronti di Hacham oltre 50 gr di hashish.
Partendo da questa efficace azione di repressione dei militari del Nucleo Operativo della Compagnia di Modica, ma anche dalle continue segnalazioni dei cittadini preoccupati per l’incremento dello smercio degli stupefacenti nelle piazze e nei vicoli del centro, veniva dato avvio ad un’articolata attività d’indagine, che consentiva di accertare numerosissimi episodi di spaccio, come quelli messi in atto all’interno della Piazza Campailla, Piazza Matteotti, Piazza Corrado Rizzone, nel quartiere   Vignazza, a seguito dei quali venivano segnalati all’UTG e denunciati a piede libero diversi giovani, e localizzati dei veri e propri “laboratori di spaccio”, realizzati in cantine e garage, ove veniva custodita la merce e dove spesso si realizzavano gli scambi.
Successivi periodi di osservazione e pedinamenti consentivano di individuare altri soggetti coinvolti nell’illegale commercio sulla piazza modicana, come il pregiudicato Mohamed Qantar, personaggio astuto, che non solo collaborava con i due extracomunitari per la conduzione dell’attività illecita ma, a sua volta, era riuscita ad inserirsi nel tessuto sociale locale, facendosi coadiuvare da persone del luogo tra cui alcune incensurate al fine di evitare qualsiasi controllo a suo carico da parte delle forze dell’ordine. Tra queste Laura Curto, giovane ragazza che coadiuvava l’operato del Qantar  rassicurando un luogo sicuro tra le campagne modicane ove ben occultare la sostanza stupefacente; il fratello Giovanni Curto, con il ruolo di corriere, tratto in arresto per il possesso di oltre 90 grammi di marijuana; Rosario D’Amico il quale, in vesti di “collega di lavoro” arrestato poiché sorpreso con 3 kili di hashish occultati unitamente agli attrezzi da lavoro. Ebbene questi ultimi utilizzavano come copertura, l’attività d’impresa di ristrutturazioni edili e pittura intestata al Qantar, non solo per utilizzare il linguaggio criptico per indicare la sostanza, ma anche per effettuare i numerosi viaggi a Catania per reperire, acquistare e trasportare grossi quantitativi di sostanza trovando la fattiva collaborazione di Francesco Di Mauro. Un ultimo fronte è quello rappresentato dai rumeni AdinaToader , compagna di Aziz Hachiam , la quale collaborava con lo stesso a reperire gli acquirenti e Nichifor Radu, suo connazionale e spacciatore.
Le indagini, inoltre, hanno evidenziato che gli indagati traggono il proprio sostentamento esclusivamente, tranne per alcuni, dallo spaccio degli stupefacenti, in particolare hashish, marijuana e cocaina, effettuato prevalentemente nel circondario del comune di Modica.
L’attività investigativa dell’Arma rassegnava al Pubblico Ministero della Procura di Ragusa elementi indiziari gravi e concreti sui reati per i quali si procedeva tanto da condurre all’emissione delle ordinanze cautelari eseguite, nelle quali il Giudice per le indagini preliminari concordava pienamente con quanto chiesto.
Le indagini così espletate e sfociate nell’operazione  “Pittore barocco”, consentivano di trarre in arresto, complessivamente, tra flagranza e misure cautelari 15 persone, di deferire in stato di libertà 5 persone e segnalare all’UTG di Ragusa diversi assuntori. Venivano inoltre sequestrati, complessivamente, oltre 4 kg di stupefacenti.
Attività che veniva utilizzata anche con il linguaggio criptico, per dissimulare gli incontri col fornitore. L’operazione investiva l’arco temporale dal Febbraio 2017 al marzo 2018.

I Soggetti colpiti dalle misure cautelari custodiali sono:

1. MOHAMMED QANTAR, 38 anni, Marocchino;
2. FRANCESCO DI MAURO, 40 anni, Catanese;
3. AZIZ HACHAM, 34 anni, Marocchino;
4. RADU NICHIFOR, 31 anni, Rumeno;
5. ADINA TOADER, 25 anni, Rumena;
6. ROSARIO D’AMICO, 49 anni, Modicano;
7. GIOVANNI CURTO, 37 anni, Modicano;
8. LAURA CURTO, 28 anni, Modicana;
9. ACHREF NEILA, 26 anni, Tunisino;

APPLICAZIONE MISURA DELL’OBLIGO DI PRESENTAZIONE ALLA P.G.:
1. G.N., 50 anni, di Modica.

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5 Commenti

  1. In pasto ai maiali!perché non solo delinquono…ma ognuno di loro costerà a spese nostre ben 300 euro al.giorno in carcere…Sempre che ci finiscano…Spero che la nuova riforma della giustizia preveda il carcere nelle patrie galere

  2. E tuttti questo per ottenere una: APPLICAZIONE MISURA DELL’OBLIGO DI PRESENTAZIONE ALLA P.G…… mi fa ridere la giustizia italiana…. questi devono andare in carcere, essere processati e spediti nei loro paesi di origine.

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