Modica ricorda don Puglisi nel segno della cura educativa e della bellezza

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«Dobbiamo scoprire e custodire i semi di bene che sono attorno a noi, allora capiremo che la gioia è possibile» – amava dire don Pino Puglisi, ucciso venticinque anni fa dalla mafia ma vivo in tanti segni di bene che, nel suo nome, vanno crescendo in Sicilia, in Italia e nel mondo. E Modica è una città che ne ha una cura particolare con la sua Casa don Puglisi e quanto man mano è sorto nel tempo: il cantiere educativo Crisci ranni, il laboratorio dolciario e la focacceria, tanti percorsi nelle scuole e anche la cura della bellezza che riguarda l’interezza della vita (dal cuore all’edificio che ospita la Casa, di grande valore storico ed artistico). Ed ecco che il ricordo inizia con due segni vivi: un reading e la visita straordinaria promossa dal Fai (Fondo ambiente italiano). In entrambe le iniziative saranno protagonisti i giovanissimi studenti della Scuola Media Giovanni XXIII di Modica. Il legame tra la Giovanni XXIII e Don Puglisi era già iniziato quando alcune classi avevano lavorato sul prete educatore, concludendo poi il percorso con il viaggio a Brancaccio e presso la scuola media che Don Pino aveva chiesto con forza e che fu realizzata dopo la sua uccisione. Il reading di alcuni brani su Padre Puglisi si terrà presso la chiesa del Santissimo Salvatore alle ore 19.30 di sabato 19 maggio, ad opera alcuni alunni della scuola e della prof.ssa Fatima Palazzolo, inframezzato dall’esecuzione musicale a cura degli alunni del corso musicale del nostro istituto, diretti dal M° Enrico Luca. La visita al Palazzo Papa che ospita la Casa don Puglisi sarà possibile dalle 16 alle 19 di sabato 19 maggio e dalle 9,30 alle 13 e dalle 16 alle 19 di domenica 20 maggio. A guidare la visita saranno nuovamente gli apprendisti “ciceroni” della “Giovanni XXIII”, preparati e coordinati da alcuni docenti, che già nelle giornate di primavera hanno dato prova, non solo di garbo e preparazione, ma soprattutto di quell’entusiasmo del cuore che tanto mette in sintonia con don Puglisi. Diventa l’occasione per riscoprire come la bellezza diventa integrale se sappiamo apprezzarla negli edifici ma poi portarla dentro di noi come radice e orizzonte di gesti, parole, scelte quotidiane. Una bellezza a caro prezzo potremmo dire pensando al martirio di don Puglisi, ma propria per questo autentica e capace di aiutare nelle prove della vita. Una bellezza delle relazioni che i bambini della Casa don Puglisi consegnano come il loro segreto: quello di essere una famiglia. Che impegna la città a non dimenticare mai i più deboli e a porre segni che, se non possono cambiare il mondo, l’orientano a ciò che più vero, a “ciò che inferno non è”: la vita come dono, la città ripensata nella bellezza delle relazioni giuste e fraterne.

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