Ragusa. “Non lasciare che il cancro porti via il meglio di te”

I farmaci che sono utilizzati per combattere una patologia oncologica sono definiti chemioterapici. Questi farmaci agiscono in tutto il corpo interferendo con la capacità delle cellule tumorali di dividersi e riprodursi.
I chemioterapici colpiscono le cellule che si dividono rapidamente che, oltre a quelle cancerose, comprendono purtroppo anche quelle sane come quelli che popolano il midollo osseo da cui originano i globuli rossi e i bianchi, o quelli che rivestono la bocca, quelli che formano i follicoli piliferi e ancora quelli del sistema digestivo.
Generalmente le cellule sane sono in grado di riparare il danno causato da questi farmaci, mentre quelle cancerose no e così muoiono.
La chemioterapia per il tumore alla mammella è una combinazione di farmaci che solitamente sono somministrati dopo l’intervento chirurgico, per via endovenosa, divisa in cicli intervallati da periodi di tempo necessari per il recupero. Il tempo di trattamento può variare da tre a sei mesi.
Quando è difficile rimuovere chirurgicamente il tumore, la chemioterapia può essere somministrata prima, con l’obiettivo di ridurne le dimensioni e rendere possibile la sua asportazione.
I chemioterapici causano una varietà di effetti collaterali, alcuni immediati che generalmente scompaiono alla fine del trattamento, mentre altri possono manifestarsi anche dopo molti anni.
Tra questi uno dei più comuni e preoccupanti è la perdita dei capelli. Gran parte dei disturbi psicologici come depressione, perdita di autostima e persino reazioni di dolore coincidono con questo momento.
Colpendo le cellule dei follicoli piliferi, la chemioterapia rende i capelli fragili, sottili, vulnerabili e facilmente staccabili al passaggio del pettine e anche spontaneamente.
La caduta generalmente inizia due o tre settimane dopo il trattamento, ma occasionalmente può comparire solo dopo pochi giorni.
La quantità dipende dal tipo, dalla combinazione e dal dosaggio dei farmaci, ma anche dalla reazione individuale.
Quando il trattamento dura più di qualche mese possono essere persi altri peli del corpo, come ciglia e sopracciglia.
Durante la chemioterapia le Donne hanno bisogno di cure speciali per i capelli rimasti, devono usare uno shampoo delicato, non dovrebbero tingerli o fare la permanente, ne utilizzare spazzole che non siano morbide o meglio ancora evitare il loro uso ed infine applicare il livello più basso di calore per asciugarli.
Anche se alcuni propongono di tagliare i capelli perché uno stile più corto li rende più spessi e pieni e teoricamente più facili da trattare quando interviene la perdita, i nostri consulenti non consigliano Mai questa strategia perché non rispecchia la vera immagine della persona.
Quando si è ultimata la caduta, le Donne devono proteggere il cuoio capelluto dal sole e aldilà delle creme e delle parrucche, indossano cappelli, foulard, turbanti, bandane ecc. colorando lo spazio e il tempo, così affascinanti come tante farfalle, non finiscono mai di stupire.
Alla fine dei trattamenti comunque, i capelli ricrescono e alcune volte, almeno inizialmente, con colore e forma diversi, per poi con il tempo, riprendere le caratteristiche iniziali.

Come potete constatare non sono entrato in merito a specifici farmaci, ne ai vari protocolli, ne tanto meno alle indicazioni della chemioterapia in particolari situazioni, ma ho voluto ancora una volta, attirare l’attenzione su uno dei tanti effetti collaterali, forse il meno grave come valenza patologica, ma sicuramente il più devastante dal punto di vista psicologico.
Lo so! Tanti miei colleghi mi diranno “sei ripetitivo … sono cose superate ” , afferma il Dott. Fontana ma in fondo, tutti sappiamo che non è così!

Giorno ventinove di aprile Sicilia Donna e Sensazioni Rosa in collaborazione con Winner, Di Orazio Modica Ragusa hanno organizzato una giornata dedicata alla raccolta fondi da destinare all’acquisto di parrucche per le Donne che hanno incontrato la malattia.
Sono convinto che sarà una giornata straordinaria.

Intervista di Orazio Modica Ragusa

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