Continua lo spoil system della Provincia di Ragusa

Continua lo spoil system della Provincia di Ragusa. “Babba” come non mai. Vittima innocente. Indifesa. Senza neanche un avvocato d’ufficio. Particolarmente penalizzati i Comuni di Modica, Scicli, Pozzallo, Ispica. La chiusura del tribunale di Modica, la vicenda Acif, impianto di trattamento per rifiuti speciali realizzato a Scicli nelle campagne di Cuturi, la vacatio gestionale del porto di Pozzallo, l’incredibile situazione di standby dell’ASCA di Ispica, stanno a indicare la mortificazione continua inflitta a questo laborioso angolo di terra iblea. Vicenda che sta assumendo contorni farseschi quella dell’ASCA, Agenzia per la Sicurezza ed il Controllo degli Alimenti.
Nell’invito per l’inaugurazione dell’ASCA ( giugno 2005) l’ex assessore regionale Innocenzo Leontini scrive:
” Solo una “qualità certificata” può rendere possibile la sicurezza alimentare. Da questo presupposto è nata l’ASCA, l’Agenzia per la Sicurezza ed il controllo degli Alimenti di Ispica, che garantirà, attraverso i suoi controlli sull’intera filiera agro-industriale, trasparenza e sicurezza, punti indiscutibili per la prevenzione della salute dei consumatori.
Leggere l’etichetta degli alimenti da acquistare sarà, oltreché una buona regola, una guida per non incorrere in qualche rischio e poter consumare i cibi in modo corretto e adeguato alle nostre scelte alimentari. L’agenzia inizierà la sua attività di “garante” con i prodotti ortofrutticoli e vinicoli siciliani e il suo “copyright” ne favorirà una migliore collocazione sui mercati internazionali. Fino ad oggi il fattore determinante, che ha deciso il successo o l’insuccesso di un prodotto, è stato il suo rapporto sapore-prezzo. Prodotti di nicchia a parte, la produzione intensiva agro-industriale ha reso quasi inevitabile l’utilizzo di fertilizzanti, anticrittogamici, conservanti, coloranti … per non parlare delle manipolazioni genetiche di piante e animali.
Pertanto si è reso necessario, in una situazione così complessa da vigilare, creare un organismo tecnico-scientifico che dettasse regole e limiti alla filiera di produzione fino ad arrivare al consumo per valutare eventuali alterazioni nutrizionali, che fanno la differenza tra prodotti tipici e di massa”.
A distanza di poco meno di tre lustri, il virtuoso ed importante progetto ( gli impianti, costosissimi, sono allocati in un’ampia e perfettamente idonea struttura di proprietà del Comune di Ispica) è rimasto sulla carta.
Nel corso degli anni, in verità, alcuni politici “spetti” hanno tentato in qualche modo di trasferire l’Agenzia al piedi dell’Etna magari accorpandola ad altri progetti minori realizzati tanto per, ma il tentativo di scippo in qualche modo è fallito. Per la reazione forte e immediata dei politici di casa nostra? Ma quando mai. E’ fallito per altri “nobili” motivi. E’ fallito per la stessa ragione per la quale, a seguito di invito della Regione Siciliana, la soluzione prospettata da quasi un anno a questa parte da un noto ricercatore ragusano, biologo, fisiologo, nutrizionista di fama europea, seppure accolta con iniziale entusiasmo, attende ancora l’ultima firma dell’ultimo burocrate che, a quanto pare, sembra non avere alcuna voglia di firmare per una questione “morale”: una volta attivata l’ASCA di Ispica, decine di consulenti palermitani, amici degli amici, che a tempo e a turno ricevono ben remunerate consulenze professionali, vedrebbero diminuire sensibilmente il loro fatturato.
Sic stantibus rebus, considerata, soprattutto, la necessità primaria di creare un salvacondotto di qualità per i nostri prodotti agroalimentari che non reggono più alla concorrenza sleale caratterizzata da truffe e mistificazioni, chiediamo ai deputati iblei, ai sindaci della zona, al primo cittadino di Ispica Pierenzo Muraglie in particolare e al commissario straordinario della ex Provincia Regionale di Ragusa, dott. Salvatore Piazza, di attivarsi immediatamente per fare partire finalmente l’importante organismo tecno-scientifico di interesse internazionale.

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