La morte del giovane Vincenzo Rigoli di origini modicane. La mamma teme la prescrizione

Sarà conferito il prossimo 11 aprile l’incarico ai due nuovi consulenti tecnici nominati dal giudice monocratico del Tribunale di Agrigento, Maria Alessandra Tedde, per fare chiarezza sulle contraddizioni emerse tra i periti del pubblico ministero e i colleghi di parte, riguardo la morte del 19enne Enzo Rigoli, avvenuta il 17 dicembre del 2012 a seguito delle ferite riportate nell’ incidente stradale autonomo con la sua Citroen C3 in Contrada Gasena, ad Agrigento, dove risiedeva con i genitori. Sono stati individuati i nuovi consulenti, il medico legale Dino Maria Tancredi e il chirurgo Innocenzo Bertoldi, che dovranno fare luce sulle cause della morte del giovane di origini modicane. L’udienza dello scorso 26 marzo è stata, dunque, aggiornata all’11 aprile.
Nel procedimento penale, nel quale i genitori(la madre è di Modica)si sono costituiti parti civili, sono imputati di omicidio colposo i due medici dell’Ospedale San Giovanni di Dio di Agrigento, Salvatore Napolitano e Sergio Sutera Sardo. Il ragazzo morì in ospedale per uno choc emorragico.
Per il perito di parte civile con un corretto approccio terapeutico le possibilità di salvare la vita del giovane erano attorno al 70 per cento, per quello della difesa la situazione era talmente disperata al punto da rendere impossibile “un esito infausto”, mentre per il Ctu “i medici furono negligenti ma la situazione era disperata e le possibilità di sopravvivenza minime”.
Il nuovo rinvio ha, ovviamente, innescato la preoccupazione dei familiari per il rischio di prescrizione dei tempi anche perchè sulla scrivania del giudice c’è già la lettera di trasferimento ad altra sede.
Insomma il tempo non è certo dalla parte di chi chiede giustizia, di chi ha perso un pezzo enorme di vita, di chi vuole sapere, vedere chiaro, essere in pace con se stesso anche se l’animo non potrà mai essere in pace. Il dolore logora, taglia come una lama di coltello e fa male come quando la si infila nel corpo sei vigile.
La mamma di Vincenzo Rigoli, Michela Frasca, insegnante, ha inviato una lettera alla redazione di Agrigentoggi.it nella quale c’è tutto il dolore e tutta la preoccupazione di non arrivare alla verità:

Sono Michela, mamma di Vincenzo, un ragazzo di 19 anni pieno di vita, come è giusto che sia alla sua età.
Ma è mio figlio! Era…
La sua, la mia, la nostra storia oramai la conoscono tutti.
Vincenzo muore al S. Giovanni di Dio di Agrigento la notte tra il 16 ed il 17 dicembre del 2012.
Cinque anni, tre mesi e dieci giorni fa … !
Parte un’inchiesta che, dopo tante lotte per evitare ben due richieste di archiviazione, ci porta, tre anni fa, al rinvio a giudizio per omicidio colposo di due medici del nosocomio agrigentino.
Tre anni fa … !
Il processo viene inizialmente affidato al giudice Dott.ssa Infantino, la quale, per quasi un anno, non riesce ad incardinarlo; quest’ultima viene successivamente sostituita dalla Dott.ssa Tedde due anni fa.
Due anni fa … !
Inizia finalmente il processo, il cuore si riempie di speranza. Speranza di arrivare alla verità!
Tra rinvii per mancate notifiche, assenza dei testi, successiva rinuncia alla presenza in aula degli stessi, tutti di parte per i medici imputati, arriviamo, un mese fa, ad un passo dalla conclusione di un procedimento che è stato un calvario!
La speranza non mi abbandona mai, non mi ha mai abbandonata!
Un mese fa … !
Colpo di scena : il giudice, al fine di valutare in merito alle discrasie emerse dalle relazioni peritali presentate dalle parti in causa, decide, dapprima, di effettuare un confronto d’aula tra tutti i medici che a vario titolo le hanno prodotte – autoptiche comprese! – e successivamente, abbandonando la precedente decisione, dispone circa l’esecuzione di una consulenza medico-legale collegiale che valuti le perizie di parte agli atti processuali.
Giusto, dico, è giusto se serve al pieno convincimento del giudice per formulare una sentenza “giusta”!
Rinvia, pertanto, ad oggi per l’affidamento dell’incarico ed il giuramento dei periti di sua nomina.
Oggi … !
Nell’odierna udienza, ha comunicato i nominativi dei due medici individuati e dei quali intende avvalersi, i quali giureranno l’11 aprile p.v. e poi … il baratro : il giudice a fine aprile verrà trasferita ad altra sede e, con molta probabilità, non potrà portare a termine il processo.
Si potrebbe dover ricominciare tutto!
La prescrizione del reato per i due imputati, stante il tempo già trascorso, è vicina, incombe … !
Non riesco ad accettarlo : cinque anni di lotte non possono prescriversi per scadenza dei termini!
Una sentenza, qualsiasi essa sia, ma in nome della verità, deve esserci, NON PUO’ non esserci!
La verità, quella vera, deve essere accertata anche per il tramite di una sentenza.
Ho scritto queste parole di getto, con impeto, con impeto ma con il cuore!
La fiducia nei confronti della giustizia mi ha sorretta sempre e proprio con questa rinnovata fiducia, di fatto mai persa, mi rivolgo, da mamma orfana del proprio figlio, al giudice, affinchè possa in cuor suo fare ricorso a tutto ciò che a norma di legge risulti possibile ed utile per poter giungere in tempi brevi alla emissione di una sentenza a sua firma.
Agrigento, 26 marzo 2018

Michela, mamma di Vincenzo Rigoli

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