Il Corfilac Ragusa e il rapporto con l’università di Catania, Calabrese: “Noi stiamo con le utenze e con i lavoratori dell’ente. Bisogna uscire dal guado”

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Da due mesi il Corfilac ha gli organi di governo scaduti. Il braccio di ferro tra la Regione e l’Università per decidere chi debba essere il presidente del Corfilac, un rappresentante dell’Università, come dice lo statuto, o un rappresentante della Regione, come dice la legge, essendo il Corfilac un ente vigilato e finanziato dalla Regione, sta determinando un pesantissimo danno all’ente e ai dipendenti che non percepiscono lo stipendio da mesi (nessuno può firmare i mandati di pagamento), agli allevatori produttori di formaggio Ragusano Dop, essendo sospesa l’attività di certificazione e marchiatura Dop, al territorio ibleo nella sua interezza. E’ quanto afferma il segretario cittadino del Pd di Ragusa, Giuseppe Calabrese, il quale sottolinea che “l’Università ha diffidato i soci del Corfilac, che avevano eletto presidente il dott. Giorgio Carpenzano, stimato e competente direttore dell’Ispettorato agrario di Ragusa, a proseguire l’attività corrente, minacciando ricorsi e probabilmente l’uscita dal Consorzio. Cosa vuole l’Università? Probabilmente rieleggere presidente il prof. Barbagallo che in cinque anni da presidente del Corfilac è sconosciuto al mondo zootecnico ibleo, che nessun allevatore ha mai visto nella propria azienda, che non è mai intervenuto in un pubblico dibattito sulla crisi della zootecnia iblea. Chi è questo sconosciuto nel mondo dei produttori di latte e formaggi ragusani? Lo statuto prevede che il presidente doveva essere un esperto del settore zootecnico. E il prof. Barbagallo non lo è e non lo era quando è stato eletto presidente. Bisognerebbe chiedersi: perché l’Università vuole il prof. Barbagallo? Dovremmo chiederlo al rettore: perché insiste a volere che il presidente di un centro di ricerca della filiera lattiero-casearia a Ragusa debba essere un ingegnere di Acireale senza alcuna competenza nella materia? Non capiamo perché Ragusa, i ragusani, gli allevatori iblei debbano sottostare, a quanto pare, ai capricci dell’Università di Catania. Tutti i ragusani ricordano lo scippo che l’Università ha attuato con la chiusura della facoltà di Agraria che aveva creato decine di posti di professori proprio per la facoltà di Ragusa (e nessun ragusano) lasciando ai ragusani solo i posti di bidello”.
“Ragusa non dimentica – aggiunge Calabrese – Ragusa non può permettersi l’ennesimo scippo. Difendiamo la zootecnia iblea. Se l’Università di Catania pensa di utilizzare il Corfilac solo per dare contentini di presidenze ai suoi professori, e non esperti di zootecnia, allora è meglio che esca definitivamente dal Corfilac. Soldi non ne mette, expertise non ne mette, collaborazioni e progetti con il Corfilac non ne ha fatti: perché, allora, l’Università di Catania pretende la presidenza del Corfilac? E in ogni caso queste macchinazioni a noi interessano ben poco nel momento in cui viene messo in discussione il futuro dei dipendenti dell’ente oltre che il rilancio dello stesso. Bisogna puntare chiaro e tondo sulla possibilità di ridare una nuova prospettiva futura a un centro che ha un senso sempre più evidente per la crescita del settore zootecnico del nostro territorio”. Calabrese conclude sottolineando che “da candidato sindaco, e quindi da socio in caso di mia elezione, mi impegnerò affinché questa struttura possa ripartire nella maniera migliore a tutela di utenze e maestranze”.

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