Sono trascorsi 50 anni dal terremoto della Valle del Belice. Gennaio 1968 – Gennaio 2018. Riceviamo e pubblichiamo

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La notte tra il 14 e 15 Gennaio 1968, un terremoto di magnitudo 6,4;
intensità Scala Mercalli X (scossa distruttiva) colpì una vasta area della Sicilia occidentale, la Valle del Belìce, compresa tra le province di Trapani, Agrigento e Palermo.;
Vittime 400, 1.000 feriti, 90.000 sfollati;
Epicentro tra Gibellina, Salaparuta e Poggioreale;
Tra i 14 paesi colpiti dal sisma, alcuni rimasero completamente distrutti:
Gibellina, Poggioreale, Salaparuta in provincia di Trapani, e Montevago in provincia di Agrigento.
I paesi di Santa Margherita di Belice, Santa Ninfa, Partanna e Salemi con edifici distrutti o danneggiati gravemente.
Altri paesi: Menfi, Camporeale, Chiusa Sclafani, Contessa Entellina, Sambuca di Sicilia, Sciacca, Vita, Calatafimi Segesta, con danni ingenti.
I Soccorsi dello Stato arrivarono in ritardo, notevolmente in ritardo!
Mi preme ricordare, in quel contesto, un episodio di volontariato ad opera di un gruppo di giovani di Modica, i giovani del Circolo di Cultura La Lucerna N.A.D. (Nuova Azione Democratica), costituito da appena un anno, (data di costituzione 12.03.1967).
La sede era il Palazzo “Albergo dei Poveri” in Corso Regina Margherita.
Presidente, a quel tempo, Meno Ruta (Oggi Avvocato, già Sindaco di Modica);
Vice Presidente Nino Belluardo (già docente di Matematica e Fisica in pensione, Ingegnere);
Tra i tanti soci: Nino Maltese, Salvatore Arena, Pinuccio Catiti, Meno Rosa, Enza Di Rosa,
Graziella Solarino, e tanti, tanti altri.
In un giorno dell’ultima settimana di Gennaio 1968, dopo avere raccolto:
– Fondi in denaro;
– Indumenti;
– Pane;
siamo partiti con la macchina, una Renault 10 , di Meno Ruta, e con un Camion (messoci a disposizione da Giovanni Puma, figlio dell’imprenditore dei trasporti Nino Puma) carico di indumenti e cibo, alla volta della Valle del Belice.
Verso mezzogiorno siamo arrivati a Gibellina..
Abbiamo visto paesi completamente abbandonati, ovunque un cumulo di macerie.
Eravamo desolati, le costruzioni, con muratura di tufo, povere, crollate, si erano sbriciolate!
Ai nostri occhi, una realtà, drammatica, triste, uno stato di arretratezza che non immaginavamo esistesse, fino a quel momento, in quelle zone della Sicilia occidentale, nella stessa fatiscenza costruttiva delle abitazioni in tufo.
Dopo avere consegnato i materiali alle forze dell’Ordine presenti in loco per lo smistamento e la distribuzione, con profonda tristezza nell’animo siamo tornati nella nostra Modica.
Il ricordo di quei paesi distrutti, così profondamente segnati, è rimasto scolpito nella memoria di ognuno di noi.
E’ stato un gesto di sensibilità, di volontariato, quello dei giovani del Circolo di Cultura La Lucerna N.A.D. di Modica, 50 anni fa.
Dall’esperienza di quel circolo culturale e dalle attività culturali e politiche svolte dai soci e simpatizzanti è nata, nel bene o nel male, una classe dirigente della città.
Modica gennaio 2018.
Meno Ruta
Nino Belluardo

1 commento

  1. Ecco il motivo della sensibilità (umana ed amministrativa ) dimostrata dai due firmatari l’articolo .
    Intanto oggi Modica risulta senza Piano di Protezione Civile .
    Ne presentato ne divulgato . . .

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