
PORDENONE – Non si è ancora spenta l’eco di pordenonelegge 2026, un successo straordinario, concluso con la visita del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, e la città guarda già al prossimo grande traguardo: Pordenone Capitale Italiana della Cultura 2027.
La presenza del Capo dello Stato ha segnato uno dei momenti più significativi dell’edizione appena conclusa. Mattarella ha incontrato e salutato personalmente alcuni dei protagonisti del festival, sottolineando il valore culturale della manifestazione e definendo la «Festa del libro e della libertà un patrimonio prezioso da custodire».
«Siamo profondamente grati al Capo dello Stato per il suo intervento al festival e siamo orgogliosi di avergli consegnato l’onorificenza di Ambassador of Freedom – ha sottolineato Michelangelo Agrusti, presidente della Fondazione Pordenonelegge.it –. Pordenonelegge ha dimostrato di non essere soltanto un grande evento culturale, ma di rappresentare ormai un patrimonio sociale e comunitario per Pordenone, la regione e il Paese».
Agrusti ha ricordato anche la grande partecipazione popolare che ha accompagnato la presenza del Presidente della Repubblica, con migliaia di cittadini nelle piazze per condividere l’evento conclusivo del festival. «La cultura si fa così elemento di coesione, spazio democratico e motore di partecipazione. L’abbraccio al Presidente della Repubblica conferma la centralità di un festival che unisce la passione per i libri all’impegno civile». Il festival guarda ora al prossimo appuntamento internazionale. Dal 20 al 22 ottobre pordenonelegge sarà infatti a Praga, dove porterà nel cuore dell’Europa la propria Arena Europa e un programma di incontri destinato al pubblico e agli operatori culturali della capitale ceca.
«Forti di questo patrimonio prezioso da custodire – ha concluso Agrusti – torneremo a Praga, confermando la vocazione internazionale di una manifestazione che si prepara alle grandi sfide di Pordenone Capitale Italiana della Cultura 2027 e che in terra ceca rinnoverà il dialogo sui valori fondanti dell’unità europea».


