
MODICA, 20 Settembre 2026 – Il caso ChocoModica continua a far discutere in città, spingendo il presidente sezionale di Confcommercio, Giorgio Moncada, a intervenire con una riflessione misurata ma ferma, incentrata sul senso di responsabilità e sulla qualità che la manifestazione deve garantire alla comunità.
«Questa volta è veramente difficile. Mi mantengo composto e provo, semplicemente, a dare un contributo», esordisce Moncada, ammettendo di non conoscere ancora il programma dettagliato di quest’edizione. Proprio per questo, spiega, la sua intenzione non è quella di «avere pregiudizi né distribuire ragioni e torti prima che le cose accadano». Nonostante la ricerca di informazioni non abbia restituito un quadro del tutto chiaro, il punto centrale sollevato dal presidente va ben oltre la singola polemica: «Vorrei esprimere un principio che credo dovrebbe accompagnare sempre chiunque abbia una responsabilità pubblica o privata: il dovere di fare bene le cose».
Modica, ricorda Confcommercio, vanta una storia, un nome e una reputazione solidi, fatti di capacità, professionalità e qualità riconosciute. Un patrimonio collettivo che impone a chiunque la rappresenti pro tempore un impegno supplementare. Rifiutando i toni accesi e le logiche da stadio («Le tifoserie mi piacciono allo stadio, molto meno nella vita pubblica»), Moncada punta il dito contro il rischio che interessi particolari vengano spacciati per interessi collettivi, ribadendo la preferenza per «il ragionamento del fare e la logica del risultato».
Il vero obiettivo, per la categoria, è che l’evento si svolga all’altezza del nome della città e del suo celebre cioccolato, facendo in modo che il beneficio per il territorio superi di gran lunga i disagi e i sacrifici inevitabili legati a una grande manifestazione.
A chiudere l’intervento è un richiamo esplicito alla meritocrazia e alla governance, evocando una celebre massima dello sport: «Se così non fosse, esiste una parola semplice che nel mondo delle imprese conosciamo molto bene: responsabilità». Chi governa ha il diritto di decidere e lavorare, ma alla fine deve essere giudicato sui fatti. «Vale una regola molto semplice che non è mia ma di Julio Velasco: “Chi vince festeggia, chi perde spiega”. E chi perde sempre, prima o poi, deve avere anche il coraggio di lasciare spazio ad altri».
Con lo sguardo rivolto al vertice decisivo in programma tra gli organizzatori e l’amministrazione comunale, Confcommercio conferma la propria disponibilità e apertura al dialogo, fiduciosa che prevarrà il buon senso.


