“Pronto soccorso dell’ospedale Maggiore di Modica tra attese, sciatteria e indifferenza: la denuncia di un cittadino”. Riceviamo

Tempo di lettura: 2 minuti

Gentile Direttore,

Le scrivo per denunciare pubblicamente quanto ho vissuto e testimoniato all’interno del pronto soccorso dell’ospedale Maggiore di Modica “Nino Baglieri”, nella speranza che queste parole possano contribuire a un cambiamento non più rimandabile. Non lo faccio per accusare singole persone, ma per portare all’attenzione della cittadinanza e delle istituzioni competenti una situazione che ritengo grave e che merita una risposta. Chi entra in un pronto soccorso lo fa in un momento di fragilità e, proprio per questo, ciò che dovrebbe accoglierlo è cura, ascolto, rispetto. Quello che invece ho visto è stato, troppo spesso, indifferenza.

Ciò che ho potuto osservare è un clima diffuso di trascuratezza: pazienti lasciati privi della necessaria attenzione per periodi prolungati, bisogni di base rimasti a lungo inascoltati, ritardi nell’assistenza che hanno avuto ricadute concrete sulle condizioni di salute delle persone coinvolte. A questo si è affiancato un atteggiamento spesso sgarbato e insofferente da parte del personale nei confronti di pazienti e familiari, già provati dall’attesa e dalla preoccupazione, quando questi cercavano semplicemente informazioni o un minimo di assistenza. In alcuni casi, l’attesa si è protratta per ore, senza che pazienti e familiari ricevessero informazioni chiare sul proprio percorso di cura, lasciati nell’incertezza più totale su esami, risultati e prospettive.

Non si tratta di episodi isolati o di eccessiva sensibilità: sono situazioni che minano la dignità di persone già colpite dalla malattia e che gravano pesantemente anche sui familiari, costretti a farsi carico di un’assistenza che dovrebbe essere garantita dalla struttura stessa. Il diritto alla cura non può ridursi al solo trattamento clinico, ma comprende anche l’attenzione, l’informazione, il rispetto dei tempi e dei bisogni fisici e psicologici di chi soffre.

Comprendo le difficoltà strutturali che affliggono molti pronto soccorso italiani, nonché la carenza di personale, il sovraffollamento e i turni massacranti: si tratta sicuramente di problemi reali che chiedono risposte a livello di sistema sanitario e di politiche di investimento nella sanità pubblica. Tuttavia, questo non può diventare una giustificazione per la mancanza di empatia, per l’abbandono dei pazienti o per la sciatteria nella gestione di terapie e controlli essenziali.

Detto ciò, è importante che si torni a considerare l’ascolto e il rispetto della persona come parte integrante, e non accessoria, della cura.

Non scrivo per colpire chi lavora ogni giorno in condizioni difficili, spesso con dedizione autentica. Scrivo affinché chi si ammala e chi accompagna un proprio caro in ospedale possa trovare, oltre alle cure mediche, anche l’umanità che ogni persona merita nel momento del bisogno.

Confido che questa lettera possa essere l’inizio di un confronto costruttivo e non l’ennesima denuncia caduta nel silenzio.

Cordiali saluti

         lettera firmata

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13 commenti su ““Pronto soccorso dell’ospedale Maggiore di Modica tra attese, sciatteria e indifferenza: la denuncia di un cittadino”. Riceviamo”

  1. Al primo posto la salute dei cittadini, recitavano così i nostri misericordiosi attori da circo.
    I carabinieri intanto vanno nelle scuole a cercare gli elenchi degli alunni non vaccinati, non vanno a indagare I medici che per ben due volte hanno rimandato a casa quella bambina, invece indagano i genitori, e vanno a cercare gli alunni non vaccinati. Mer…….i!!!
    Se quella bambina veniva curata non sarebbe morta.
    I vaccinati positivi sono in isolamento perché asintomatici, ma possono contagiare.
    Sono i vaccinati a contagiare, e non il contrario come recita la propaganda.
    In altri paesi europei non c’è nessuna obbligatorietà al vaccino per la difterite.
    Non interessa la salute dei cittadini, ma vaccinare, e lo dimostra il Pronto soccorso con tutta la sanità ridotta in macerie.
    Aprite gli occhi, non credete a questi del…….i.
    Ricordate che una persona sana non fa business, una persona sana è un cliente perso per le industrie farmaceutiche, e per gli attori da circo che prendono mazzette milionarie.

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  2. Una persona sana non fa business ma una persona malata di mente fa teatro Gino. E tu fai molto divertire quando ti incontriamo nel villaggio.

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  3. @Gino se la bambina fosse stata vaccinata si sarebbe salvata come il cugino ma essendo i genitori ignoranti come te la disgrazia non si è fatta attendere.

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  4. No. Il cugino non è stato curato come la bambina, informatevi prima di scrivere.
    E il bambino nonostante vaccinato sta rischiando.
    È stata una negligenza dei medici.
    Infatti è vero che in molti paesi europei non è obbligatorio il vaccino.
    Ma il popolo bue alle balle c’è cascato di nuovo.
    Popolo di dementi ignoranti.

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  5. ..ecco caro Mario suic (presumo suic..idio) ma perché tu e tutti i tuoi simili non emigrate in uno di questi paesi europei e vi togliete dai cosidetti? Faresti favore grande a tutti e nel caso non ti puoi permettere il biglietto ( cosa probabile) te lo pago io..solo andata si intende

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  6. Portuale di Trieste

    Ecco che sono già a fare la fila. Beoti.
    Perché puoi morire E fai morire.
    Peccato che sono i vaccinati a trasmettere il batterio. Ma non dicevano che erano i non vaccinati a trasmettere il batterio?
    Niente idranti per i vaccinati?
    Le comiche 2 sono appena iniziate.

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  7. Non entro nel tema vaccinazioni si, vaccinazioni no. Non è questo il tema.
    E’chiaro che se la bambina fosse stata vaccinata, forse non avrebbe contratto la difterite.
    Anche vaccinati, non si ha una sicurezza al 100% di non contrarre la malattia ed in ogni caso oggi se presa in tempo e riconosciuta di difterite non si muore.
    Il tema è la malasanità e l’informazione “corrotta” in Italia.
    La bambina è stata operata due volte con l’infezione in corso!!!!!!!!!!

    Il contenuto della querela: “Morte causata da cure inadeguate”

    I genitori hanno denunciato “le condotte poste in essere dal personale sanitario delle tre strutture ospedaliere di Palermo”, ha spiegato il legale. Stando al racconto dei genitori “alla piccola Anna Rosa sarebbero state diagnosticate patologie errate da parte dei medici del pronto soccorso dell’ospedale Cervello di Palermo, in seguito alle quali la bambina avrebbe subito cure mediche inadeguate e interventi chirurgici invasivi, che avrebbero finito per peggiorare le già gravi condizioni di salute della bambina, causando la morte della piccola”. Inizialmente l’equipe medica aveva infatti parlato di tonsillite, uno dei sintomi della difterite. Le forze dell’ordine hanno proceduto al sequestro della documentazione sanitaria, ora già al vaglio degli inquirenti.

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  8. Cittadino di Bibbiano

    Enrico Letta anno 2021 diceva: il vaccino è libertà, il vaccino è libertà di lavorare. Di guadagnare, di andare a scuola, di incontrare altri, di viaggiare, di divertirsi, di fare sport, di godere eventi spettacoli e cultura, e chi è contro il vaccino e green pass, è contro la libertà. Noi siamo il partito dei lavoratori e degli imprenditori. Forse voleva dire solo degli imprenditori.
    Quindi senza vaccino eri all’ergastolo.
    Una volta uno disse: attenti al fascismo di sinistra, perché loro sono i veri fascisti.
    Hanno fregato risparmi e case anche i loro compagni iscritti di partito.

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  9. Mario, Mario, apprendiamo da te che sono i vaccinati a trasmettere il batterio ed i non vaccinati che si prendono il batterio lo tengono stretto stretto solo per loro, ma come hai fatto a buttare il tuo sapere in un bidone?

  10. Il portuale di Trieste sono io il vostro SARO quello che ha vissuto il dramma della moglie scappata con un vaccinato😭😭😭

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