
“Io ho fatto tutto. Ho consegnato gli atti alla Presidente del Consiglio comunale ma nulla è stato fatto. Speravo in tempi brevi di veder calendarizzare la richiesta di revocare la cittadinanza onoraria a Pennavaria, di lavare questa macchia che da cento e passa anni il Comune di Pozzallo ha ancora in essere, e spero che si possano riprendere le fila del discorso con chi è deputato a portare in Aula questa questione”. È il sindaco Roberto Ammatuna, a distanza di qualche settimana, a sollevare il caso dopo gli articoli pubblicati dal nostro giornale, chiarendo che lui sarebbe disposto a discutere la cosa anche domani stesso, in Civica Assise.
Ritorniamo indietro di quasi due mesi. RadioRtm aveva pubblicato la notizia della onorificenza più alta che un Comune possa assegnare a chiunque si fregi di aver fatto qualcosa di positivo per la collettività, conferita nel 1926 a Filippo Pennavaria, definito ad oggi dalle colonne del sito istituzionale del Comune di Pozzallo “una delle figure più controverse del fascismo siciliano che si macchiò di atti di violenza”. E proprio il sindaco di Pozzallo, Roberto Ammatuna, appena letta la notizia, denunciò di voler togliere questa onorificenza consegnando gli atti al presidente del Consiglio Comunale di Pozzallo al fine di portare la questione in Aula. Ammatuna sottolineò, lo scorso 7 luglio, la necessità di rispettare pienamente il percorso istituzionale previsto dall’articolo 75 dello Statuto Comunale, che attribuisce al Consiglio Comunale la competenza in materia di cittadinanza onoraria. Per tale ragione, la decisione dovrà essere assunta dall’organo consiliare, nel rispetto delle regole e delle procedure statutarie. “Non si tratta di cancellare la storia – affermò ai tempi il sindaco Ammatuna – ma di compiere una scelta coerente con i valori democratici e antifascisti sui quali si fonda la nostra comunità”. Il sindaco ha ribadito la propria personale e convinta adesione alla richiesta di revoca, evidenziando come Pennavaria rappresenti una delle figure più controverse e violente del fascismo siciliano e come la comunità di Pozzallo abbia oggi il diritto di interrogarsi sui propri simboli civili.
Contro la cancellazione del titolo onorifico a Pennavaria, alcuni studiosi iblei si erano inalberati col sindaco pozzallese, “reo” di voler cambiare la storia di un personaggio che contribuì, secondo gli stessi studiosi iblei, alla crescita sociale della collettività iblea.


