“Il nemico pubblico è il disfattismo”, intervista alla sindaca di Modica, Maria Monisteri

Tempo di lettura: 2 minuti

MODICA, 23 Agosto 2026 – Oltre la metà del mandato, tra dissesto finanziario, ricostruzione della città e la stagione estiva appena trascorsa, abbiamo incontrato la sindaca di Modica, Maria Monisteri, per un bilancio a tutto campo: dai tre anni di amministrazione al centro storico, dalla sicurezza al posizionamento politico, fino a come vorrebbe essere ricordata nella storia della città.

Siamo oltre la metà del mandato. Che bilancio traccia di questi tre anni? L’entusiasmo è rimasto lo stesso?

L’entusiasmo non l’ho mai perso. Sono stati però tre anni completamente diversi l’uno dall’altro.

Il primo anno partivamo dallo slancio dell’esperienza precedente: il programma presentato in campagna elettorale l’avevo scritto io insieme a chi mi sosteneva in quel progetto politico, ed era il frutto dell’esperienza fatta come assessore, un ruolo in cui, lo dico con orgoglio, ho osservato molto, imparando a conoscere il territorio e chi lo vive. Sapevo che quel programma era realizzabile, anche perché arrivavo in un momento fortunato: avevamo beneficiato di tantissimi finanziamenti del PNRR, tant’è che nella mia comunicazione non smettevo mai di ripetere che “Modica era un cantiere a cielo aperto”.

Nel giro di due anni la città ha visto tanti lavori, a partire dalle strutture sportive come lo stadio “Scollo” e il PalaScherma, fino a palazzi storici come l’Albergo dei Poveri, Palazzo Denaro Papa e Palazzo Campailla, i cui lavori sono stati completati e che sarà presto destinato a diventare un museo delle scienze. Un’idea mia che parte dal museo della medicina, unico al mondo, già oggetto di un restauro conservativo e che si svilupperà con un museo delle scienze grazie all’archivio ritrovato nei nostri locali comunali: donazioni di collezioni che vale la pena esporre. Il primo anno l’ho vissuto con grandissimo entusiasmo, accompagnata da una maggioranza solida: 21 consiglieri su 24.

Il secondo anno è stato quello del dissesto e della responsabilità. Approfondendo la situazione economico-finanziaria dell’ente, per il senso di responsabilità che ho sempre sentito come rappresentante di tutti i cittadini, ho iniziato a vedere emergere tutte le criticità. Quando, nel gennaio 2023, fu approvato il piano di riequilibrio, l’allora commissario ad acta mi disse: “Inizia un bel guaio, perché finora siete stati sotto una sorta di ombrello protettivo, il Comune non è mai stato aggredibile; da questo momento, se un giorno sarai sindaco, avrai le file di commissari ad acta e creditori”. Ed è stato esattamente così: quell’anno la sala d’attesa e il mio ufficio erano pieni di persone che bussavano per rivendicare crediti maturati da oltre un decennio. Sono emersi debiti di cui non eravamo a conoscenza, l’avvocatura era costantemente in tribunale tra decreti ingiuntivi e richieste di ogni tipo. È stato un periodo emotivamente pesante, di quelli che ti tolgono il sonno, perché capisci di avere tanti debiti a cui non puoi dare risposta.

Il 27 settembre 2024 è arrivata una delibera della Corte dei Conti che ha messo nero su bianco l’insostenibilità della situazione economico-finanziaria del Comune. Da lì l’ipotesi del dissesto è diventata sempre più concreta, confermata dalla relazione della responsabile finanziaria, la dottoressa Di Martino, dal revisore dei conti e dal commissario ad acta, il dottor Cocco. Sono anche andata da sola a parlare con il presidente della Corte dei Conti, il presidente Pilato, che mi disse chiaramente che a stretto giro avrei dovuto dichiarare il dissesto, perché altrimenti ne avrei risposto personalmente, sul piano erariale e su quello penale. Abbiamo quindi verificato lo stato dei fatti e ho capito che non c’era altra scelta: bisognava azzerare e ricostruire, perché non c’erano le condizioni per costruire su un terreno così fragile.

Così, il 7 gennaio 2025 abbiamo deliberato in Giunta e il 30 gennaio 2025 la delibera di dissesto è arrivata in Consiglio comunale. Non è stato solo un passaggio contabile: è stato anche un terremoto politico, perché da quel momento alcune liste che avevano condiviso il mio programma elettorale hanno preso posizioni opposte, indebolendo la mia maggioranza. Va detto però che questa carenza di numeri in aula, da allora a oggi, non ha comportato grandi criticità operative: abbiamo portato in Consiglio variazioni di bilancio in entrata per circa 50 milioni di euro, tutte eterofinanziate e quindi delibere di fatto impossibili da bocciare. Le critiche dell’opposizione ci sono state, ma per ragioni politiche, non perché ci fosse qualcosa di improponibile nei provvedimenti. Il secondo anno di mandato è stato tutto concentrato su questo “buttare giù e ricostruire”.

Il terzo anno è quello della ricostruzione, nonostante la difficoltà politica di avere un’opposizione strutturata in Consiglio. Fin dal primo giorno ho continuato a vedere la luce in fondo al tunnel, perché Modica è una città che merita attenzione e che, nonostante tutto, ha continuato a costruire e a investire. Penso all’ampliamento dell’area artigianale, dove abbiamo assegnato oltre trenta lotti — e mi piace sottolineare, tutti a imprenditori modicani, per lo più delle nuove generazioni — e alla sempre più estesa area industriale ai confini con Pozzallo.

Devo ringraziare chi mi ha dato fiducia subito dopo il dissesto: per un periodo ho portato avanti la città quasi solo chiedendo fiducia. Ho trovato la vicinanza di tante persone che credono nelle potenzialità della città e questo non ha fatto sentire sola né me né la mia Giunta in quest’opera di ricostruzione. Un grande grazie va ai dirigenti del nostro ente e al personale degli uffici: hanno capito che bisognava rimboccarsi le maniche, anche a fronte della carenza di personale. Negli ultimi tre anni c’è stata un’emorragia di pensionamenti, perché la maggior parte del personale comunale era entrata in servizio negli anni Ottanta ed è arrivata tutta insieme all’età pensionabile, con uscite in gruppi di sette-dieci persone che, nell’attuale condizione economica, non posso sostituire.

L’unica soluzione strutturale è l’approvazione dell’ipotesi di bilancio stabilmente riequilibrato, che consentirebbe di bandire concorsi: c’è capienza per 180 assunzioni, perché il minimo per un Comune come Modica sarebbe di 350 dipendenti, mentre oggi ne abbiamo circa 150. Significherebbe la stabilizzazione del personale ASU e nuove assunzioni, dal custode al funzionario di categoria D, con priorità al potenziamento della polizia locale, ridotta al lumicino e fondamentale per la sicurezza.

Stiamo ancora lavorando alla costruzione di questa ipotesi di bilancio: a maggio avevamo quasi chiuso il percorso, ma nel frattempo i revisori hanno rilevato discrasie contabili relative al 2023 che, per effetto domino, incidono sull’intera ipotesi di bilancio stabilmente riequilibrato, che copre le annualità 2023-2027: una correzione all’inizio del periodo si ripercuote fino al 2027. Per questo, a luglio, abbiamo affidato un incarico a un docente universitario esperto in diritto amministrativo, che affianca la dottoressa Di Martino fino a dicembre: a volte, quando si rivede sempre la stessa situazione, non si riesce a individuare l’errore, mentre agli occhi di un professionista esterno è più semplice farlo.

Non c’è però mai stato un momento di resa. Fin dal mio insediamento abbiamo fatto scelte importanti: abbiamo affidato la riscossione dei tributi, tramite bando nazionale, alla società Creset, perché non avevamo più personale sufficiente, né numericamente né in termini di preparazione, per gestire i tributi locali; questo affidamento ha aumentato la percentuale dei contribuenti paganti e quindi le entrate e la liquidità dell’ente.

Allo stesso tempo abbiamo messo in liquidazione la Multiservizi e stiamo lavorando alla liquidazione della SPM (Servizi Per Modica), che aveva accumulato debiti importanti; abbiamo soppresso altre due società create dall’amministrazione precedente, per fortuna mai avviate, e abbiamo creato una nuova società, la GESCO, che oggi non ha un euro di debiti e si occupa di servizi polifunzionali, dalla custodia alla cura del verde fino alla logistica, dandoci un grande aiuto.

Continuiamo a lavorare per non creare nuova massa debitoria, mantenendo puntuali i pagamenti ai fornitori e sostenendo così anche l’economia cittadina. Ripeto spesso, a chi lavora al Comune di Modica, che siamo l’azienda con l’organico più ridotto rispetto alle realtà industriali e artigianali del nostro territorio, ma che deve garantire servizi per tutti, dal certificato di nascita a quello di morte, fino alla SCIA temporanea per l’ambulante.

Dopo tre anni l’organizzazione non è paragonabile a quella del passato: l’ente è stato digitalizzato, moltissimo si può fare da remoto, sia per l’utenza che per noi, ed è finita la stagione del “si è persa la determina, non trovo la delibera”, perché oggi sappiamo in tempo reale quando un atto è stato caricato sulla piattaforma, da chi e in quale ufficio si trova.

Trasparenza amministrativa, puntualità e vicinanza alle esigenze del territorio: nonostante un dissesto che ha avuto eco a livello regionale e nazionale, non abbiamo mai negato i servizi essenziali, e siamo andati anche oltre, perché l’attività culturale della città è proseguita comunque. Grazie alla Fondazione Garibaldi, di cui ricordo di essere il Presidente, garantiamo una proposta di respiro nazionale, non solo nella stagione invernale di prosa e musica ma anche in estate, con l’inaugurazione del teatro all’aperto.

Negli ultimi due anni abbiamo puntato molto sui giovani artisti, musicali e non solo, sostenendo le iniziative culturali e aderendo alle proposte del Ministero della Cultura, dalla Notte dei Musei in poi. Abbiamo lavorato per riportare a Modica reperti che si trovavano in musei come il Pigorini di Roma o il Paolo Orsi di Siracusa, oggi esposti nei nostri musei, con attività dedicate alle scuole e ai visitatori, dal bronzo antico alle collezioni contemporanee.

Anche il Museo Ibleo di Palazzo dei Mercedari, nome che scelsi io stessa da assessore, sta avendo grande attività: oltre alla collezione etnografica Serafino Amabile Guastella, custodiamo la sezione di animali imbalsamati appartenuta all’Archimede, risalente al periodo dei Gesuiti: esemplari di metà Ottocento, alcuni di specie ormai estinte. C’è poi una grande collaborazione con le associazioni e gli enti del terzo settore, e un lavoro importante con le scuole, perché Modica è una città che tiene molto alla propria tradizione scolastica: il rapporto con le dirigenze, comunali e superiori, è quotidiano.

Il 6 giugno abbiamo organizzato la Festa dello Studente a piazzale Baden Powell, con oltre 5.000 studenti, curata dalle nostre politiche giovanili: ho voluto dare fiducia ai ragazzi, dicendo loro non cosa fare ma cosa potevano fare, in sicurezza, invece di elencare solo divieti. È stata una serata riuscitissima, con riscontri positivi e nessuna criticità.

Fin qui le luci. Ma Modica è un prisma, e riflette anche ombre. Quali intravede dalla finestra di Palazzo San Domenico?

Distinguerei diversi tipi di ombre. Ci sono quelle che ci trasciniamo dal passato: abbiamo già fatto un gran lavoro, ma resta ancora tanto pregiudizio verso l’azione di questa amministrazione. Quello che a volte mi rattrista è l’atteggiamento di chi giudica il nostro operato “dalla finestra”, senza avere piena contezza del lavoro che un’amministrazione deve portare avanti, soprattutto in un momento così difficile, e la mistificazione della realtà che ne consegue.

In questo momento chiederei maggiore responsabilità: serve guardare la città e le sue esigenze nella sua interezza e non solo dal punto di vista politico. È una fase in cui la città va curata e preservata, in piena ricostruzione e ripartenza. Comprendo che nella politica possano esserci battibecchi, critiche anche speciose e a volte attacchi personali, ma serve lasciare spazio a un senso di responsabilità comune, per non nuocere al lavoro che stiamo facendo e, soprattutto, per non stancare ulteriormente i cittadini, che questi contrasti finiscono per allontanare dalla politica.

Va recuperata la politica “seria”: per questo ho cercato spontaneamente di costruire un dialogo con i giovani, di coinvolgerli e di farli avvicinare al lavoro che si svolge in Comune, anche grazie ai progetti di alternanza scuola-lavoro, che hanno portato diversi ragazzi a collaborare con i nostri uffici e a rendersi conto di persona di cosa significhi lavorare qui, ogni giorno. Un lavoro che risente ancora della carenza di personale, e non vedo l’ora di poter fare nuove assunzioni, anche se qualcosa si muove: sono arrivate due figure legate al progetto Coesione, destinate al settore tecnico per rafforzarlo in ottica PNRR, e abbiamo fatto tredici assunzioni di categoria D per il Distretto Sociosanitario 45, di cui Modica è Comune capofila e di cui sono presidente.

Sono fiera di aver trovato persone capaci, che si sono inserite nella macchina amministrativa forse più rapidamente di chi in Comune lavora da quasi trentacinque anni: ragazzi nativi digitali, con un’adeguata preparazione professionale, entrati subito nel sistema. Proprio stamattina notavo quanto siamo sul pezzo.

Ci sono però altre “ombre”: il centro storico, la sicurezza…

Sì, esistono anche queste ombre. Sulla desertificazione del centro storico stiamo lavorando, ma è un fenomeno che ha diverse cause. Basti pensare alla tendenza a comprare online: ne risente meno il settore food, molto di più altri comparti commerciali come l’abbigliamento. L’aumento delle vendite online riduce le entrate dei commercianti, che si trovano spesso costretti a chiudere per via delle spese fisse, a partire dagli affitti. Stiamo portando avanti bandi per l’assegnazione di locali di proprietà comunale, da affittare a canoni calmierati: presto porteremo in Consiglio comunale un provvedimento in questo senso.

Sulla sicurezza, il tema è legato anche alla carenza di organico, non solo della polizia locale ma delle forze dell’ordine in generale. Un’azione strategica importante è stata l’installazione di 32 telecamere di ultima generazione, che monitorano il territorio 24 ore su 24: a Palazzo San Domenico abbiamo attivato una control room a cui le forze dell’ordine possono collegarsi direttamente dalle loro postazioni, e in questi giorni stiamo completando il progetto per altre 32 telecamere. Da quando sono state installate hanno comportato una diminuzione delle azioni criminose, anche se gli atti di vandalismo purtroppo ci sono ancora, ma in percentuale minore, e ci hanno permesso di individuare persone responsabili di infrazioni.

A breve avvieremo anche il sistema di lettura targhe, utile per monitorare gli ingressi e le uscite dal territorio. Continuiamo a lavorare per potenziare l’organico della polizia locale, fondamentale su un territorio comunale tra i più estesi di tutta la Sicilia: non è semplice essere presenti contemporaneamente dalle frazioni balneari fino a quelle rurali, considerando che la polizia locale si occupa anche di abusivismo e di randagismo. Un carico di lavoro eccessivo rispetto all’organico attuale.

L’estate è nel vivo, tra le solite polemiche su Marina di Modica, gli spettacoli e il centro. Che bilancio traccia di questa stagione?

La strategia è stata quella di distribuire gli spettacoli in maniera organica su tutto il territorio, a partire dal centro, perché non è più il tempo in cui Modica restava deserta d’estate, come accade ancora in tante grandi città. In attesa dei numeri definitivi, credo che il flusso registrato sia stato superiore alle attese, non solo di turisti ma anche di modicani che hanno vissuto la città nel periodo estivo: le attività legate al food sono andate bene, così come gli spettacoli, sia nell’atrio comunale sia in altri spazi, a partire dalla piazza.

È vero che la sera del 14 agosto Modica non aveva spettacoli, ma perché in quei giorni avevamo concentrato gli eventi su Marina di Modica, dove si trovava la maggior parte della popolazione. Grazie al contributo del Libero Consorzio di Ragusa abbiamo garantito i trasporti con corse che collegano Modica a Marina di Modica e Maganuco, con l’ultima corsa in partenza da Marina di Modica dopo le due di notte: una scelta anche in termini di sicurezza, per permettere ai giovani di usare i mezzi pubblici e abituarsi a farlo. Nei giorni 10, 14, 15 e 16 agosto abbiamo reso gratuite dieci corse al giorno, proprio per incentivare l’uso del trasporto pubblico. Da quando c’è questa amministrazione abbiamo un contratto con la SAIS per mezzi di ultima generazione, le cosiddette “coccinelle”, prenotabili online, apprezzate per la puntualità, tutte con aria condizionata e dotate di sollevatore per chi ha disabilità motorie.

Dal punto di vista economico sarebbe stato impossibile avere contemporaneamente eventi importanti a Modica, a Marina di Modica e nelle contrade rurali: abbiamo quindi cercato di bilanciare tipologia ed eventi anche in base al periodo. So che non si può accontentare tutti; c’è anche chi mi scrive di aver vissuto bene Marina di Modica proprio per la maggiore tranquillità, perché non tutti hanno le stesse esigenze: c’è chi cerca la movida e chi la quiete.

Abbiamo dato grande spazio agli eventi sportivi, affidando alle società sportive modicane l’organizzazione di diverse iniziative in spiaggia. Per una città con le nostre possibilità economiche, considero questa una programmazione superiore alla media. Un grande aiuto è arrivato dai contributi istituzionali, a partire da quelli del Libero Consorzio di Ragusa, di cui sono consigliere provinciale: stiamo lavorando in una logica di sistema. Sapeva che abbiamo una chat tra tutti i sindaci del territorio che ci permette di coordinare le azioni? È successo, ad esempio, con le ordinanze estive. C’è una grande collaborazione con gli altri Comuni per garantire un’offerta equilibrata: la rinascita delle relazioni e della politica provinciale è, a mio avviso, un bel successo.

Ecco la parola magica: politica. Le fibrillazioni elettorali che si intravedono all’orizzonte, sia per le Politiche sia per le eventuali Regionali, possono avere ripercussioni su Modica?

Non temo fibrillazioni rispetto al percorso che ci porterà alle Amministrative del 2028. Da luglio 2025 ho aderito a Forza Italia, e questo ha cambiato anche il modo in cui gestisco gli equilibri politici interni, perché faccio riferimento a un partito che ha, peraltro, in città l’attuale commissario regionale. È naturale che le campagne elettorali possano sfiorare anche la nostra città, ma siamo strutturati e, ormai, anche a titolo personale, ho forgiato il mio carattere: sono diventata una buona incassatrice. Rinnovo però l’invito a fare politica reale, evitando gli attacchi personali e limitandosi alle critiche nel merito o alla proposizione di idee. Non regaliamo ai cittadini uno spettacolo poco edificante.

Maria Monisteri, come vorrebbe essere ricordata nella storia amministrativa di questa città?

Oltre a essere la prima donna sindaco di questa città, vorrei che si pensasse a Maria Monisteri come a chi ha osato cambiare un sistema ormai incancrenito, cercando di invertire la rotta e di riportare fiducia verso la politica. Spero un giorno di incontrare giovani che dicano di essersi avvicinati alla politica, o di aver ambito a un ruolo amministrativo, non solo per il mio esempio ma soprattutto grazie a questo lavoro di riqualificazione della città, a partire dalla riapertura di palazzi e strutture.

Dico sempre che se oggi faccio la sindaca un motivo c’è, ed è legato anche alla volontà di portare avanti alcuni progetti come la riqualificazione dello stadio “Pietro Scollo”: temevo che un politico che non amasse lo sport quanto lo amo io avrebbe potuto rischiare di perdere il finanziamento del PNRR per cui tanto avevamo lottato quando ero assessore. Non sono legata alla poltrona: so che, forse, era scritto che toccasse a me guidare Modica in una fase così delicata, mettendo a disposizione del bene comune la mia lucidità e la serenità con cui affrontare anche le situazioni più difficili.

Lo faccio con la consapevolezza che Modica può farcela, perché è stata storicamente una Contea forte e continua a esserlo. Sto lavorando per far emergere, in ogni modicano, il senso di appartenenza: solo quando ci si sente parte di una comunità come questa nasce anche il senso di protezione verso la propria città. Il nemico pubblico numero uno è il disfattismo a priori, che non giova a nessun cittadino, e quindi non giova a Modica.

IL DIRETTORE

© Riproduzione riservata

I commenti pubblicati dai lettori su www.radiortm.it riflettono esclusivamente le opinioni dei singoli autori e non rappresentano in alcun modo la posizione della redazione. La redazione di radiortm.it non si assume alcuna responsabilità per il contenuto dei commenti e fornirà, eventualmente, ogni dato in suo possesso all’autorità giudiziaria che ne farà ufficialmente richiesta.

33 commenti su ““Il nemico pubblico è il disfattismo”, intervista alla sindaca di Modica, Maria Monisteri”

  1. Non si condividono completamenre tutte le scontate esternazioni della Sindaca.
    Rispettosamente evidenziamo come tutte le cose che lei HA SCOPERTO dopo essere diventata Sindaca, non solo esistevano, ma erano anche ben evidenti, lei era Assessore nella precedente amministrazione e ci racconta che la gravità della situazione economica l’ha scoperta parlando con il presidente della Corte dei Conti.
    Lei pensa che questo depone a suo favore, oppure, mi perdoni la schiettezza, lei si è imbarcata in un bastimento che non poteva governare. E come ultima evidenza del fatto che non può essere giustificata è stato il grave attacco che lei ha fatto alla sua avversaria durante la campagna elettorale. Lei addirittura ha utilizzato parole pesanti ed alla fine tutto quello che gli era stato evidenziato dalla sua avversaria, si è puntualmente verificato.
    Come se non bastasse, lei non ha attuato nessun comportamento conciliante, tipo, cercando di chiedere collaborazione e aiuto a chi aveva evidenziato di saperne più di lei, lo stesso dicasi per i consiglieri che l’avevano sostenuta e che per via della incomunicabilita’ erano e sono fuoriusciti e che più volte hanno manifestato disponibilità ad aiutarla, ma lei non lo ha accettato.
    Per questi motivi non abbiamo fiducia il lei, ed è inutile che ci racconta di fastose contee.
    Modica è caduta molto n basso per l’ottusità delle amministrazioni degli ultimi 15 anni, almeno.
    Rispettosamente saluto, auguro a Modica ed ai modicani di vedere un cambiamento di registro.

    36
    6
  2. La Signora che attribuisce il declino della Città al disfattismo degli altri !!! Non è il restauro di antichi palazzi privati che fa risorgere la Città,ma una capacità amministrativa lungimirante che faccia recuperare immagine ed economia….Modica e ‘tristemente desolata….deve essere ripopolata con le Scuole e tutti i servizi che sono stati sparpagliati senza criterio , molto disagio e sofferenza .Ma la Signora ha idea dei quartieri esanimi,pericolosi da transitare eppure prima erano pieni di vita…ne capisce il motivo? Assegnare lotti di terreno ? Ma perché non valorizza tutto ciò che è esistente!

    25
    3
  3. “Maria Monisteri, come vorrebbe essere ricordata nella storia amministrativa di questa città?” : come persona non la conosco e ovviamente la rispetto in quanto essere umano ma come Sindaco oggi e Assessore nella precedente Amministrazione, non ritengo che Ella sia stata e sia un buona amministratrice della “cosa pubblica” anzi, visti i suoi trascorsi amministrativi (come citavo sopra) e le sue vicinanze a persone e partiti discutibili, ritengo che Ella aveva il dovere deontologico di presentare il dissesto e, di seguito presentare le dimissioni. Probabilmente, vista l’ignoranza politica che c’è in giro, ripresentandosi avrebbe potuto essere rieletta.
    A riguardo poi ai suoi “passaggi” politici, al di là della mia estrema lontananza dai politici che Ella ha frequentato e che frequenta attualmente, preferisco non esprimermi, anche perché la Politica, quella con la P maiuscola, non alberga sicuramente nel territorio nazionale pensi se po’ se possa albergare a Modica.
    Le auguro comunque di poter lavorare seriamente per risollevare le sorti della nostra città e lo faccio in sincerità e in rispetto per i concittadini.

    25
    6
  4. “Sono emersi debiti di cui non eravamo a conoscenza, l’avvocatura era costantemente in tribunale tra decreti ingiuntivi e richieste di ogni tipo. ..”, è inutile nascondersi, si era a conoscenza anche da parte dei cittadini della situazione finanziaria molto critica ,a maggior ragione per chi ricopriva un incarico di assessore,oppure nelle riunioni di giunta si distraeva e non percepiva la situazione delicata,forse il suo interesse era solo rivolto all’assessorato di cui ricopriva l’incarico,ma molti hanno dubbi in merito..
    “Sono anche andata da sola a parlare con Presidente della Corte dei Conti, il presidente Pilato, che mi disse chiaramente che a stretto giro avrei dovuto dichiarare il dissesto, perché altrimenti ne avrei risposto personalmente, sul piano erariale e su quello penale. ” Non doveva essere il Presidente a decidere in merito cosa fare , oltretutto se ha ritenuto di informarla sul procedimento in corso ha mancato al suo ruolo istituzionale di riservatezza sul procedimento in corso…oggi ,dopo l’insuccesso nel fare quadrare i conti,discrasie,quante,poche molte,tutto da rifare si ricorre,(perché non prima della stesura e della presentazione del bilancio ) è statodato l’incarico ad un docente del corso di laurea di economia ,esperto contabile,commercialista, che ha ricoperto diversi incarichi di consulenza affidatigli dai sindaci di alcune piccole città ,con la speranza di fare quadrare i conti ,se ne verrà a capo … L’unica soddisfazione dal lungo elenco di successi ,solo essere stata la prima donna sindaco di Modica,per gli altri successi ,tutto fa verificare,lista che aspettano riscontri,ne valeva la pena? L’unica cosa che doveva fare,con la rottura del maggiore rappresentate del partito che ha appoggiato la sindacatura,visto la civicità della lista,rinunciare a proseguire e indire nuove elezioni ,tranciando ogni legame ,se i cittadini ne riscontravano le qualità amministrative e ammirati per la dimostrata serietà di intraprendere un nuovo percorso ne premiavano l’azione ,allora si che si poteva elogiare per ciò che aveva deciso.ma il percorso politico da Civica a rappresentate di un partito non legittima il suo mandato amministrativo di sindaco….come si cantava molto anni fa una canzone ,con un duetto di successo ..Mina Lupo ….”parole…parole …nient’altro che parole ..”

    21
    6
  5. Ma quante banalità in un solo articolo! Parliamo di sport con chi dice di averlo a cuore? Parliamo del palascherma ancora a cielo aperto dopo due anni di lavori? Parliamo del Palarizza che cade letteralmente a pezzi? Parliamo del Pietro Scollo impossibilitato ad ospitare una partita in notturna perché senza luci? Parliamo della tribuna ospiti ancora in dubbio nonostante la promozione del Modica sia arrivata a marzo? Parliamo del geodetico dove piove dentro? Dove una tribuna è stata fatta montare a chi non aveva titoli ed oggi è interdetta al pubblico da un nastro? Parliamo della piscina comunale lasciata volontariamente chiusa per un anno senza motivi e riaperta in 3 giorni dal nuovo assessore? Dovremmo parlare di tante cose ma rischieremmo di rovinare la cartolina da Casa del Mulino Bianco che la Sindaca vuole regalarci….

    25
    6
  6. Grazie, gentile Redazione, per averci proposto questa intervista: ampia nei toni, autocelebrativa nei contenuti e, soprattutto, priva della benché minima autocritica, così come lo è stato il discorso della Sindaca in Consiglio Comunale in occasione del recente rimpasto.
    Cara Sindaca Maria Monisteri Caschetto,
    leggendo le Sue dichiarazioni e i riferimenti al PRESUNTO DISFATTISMO, viene spontaneo chiedersi se non si stia guardando la realtà da una prospettiva un po’ troppo distante da quella dei cittadini.
    Perché il disfattismo è un’opinione; i problemi, invece, sono fatti. E i fatti, purtroppo, non scompaiono definendo disfattisti coloro che hanno il “cattivo gusto” di evidenziarli.
    Ho visto anche i pochi apprezzamenti alla Sua intervista sui social: pochi like, pochi commenti favorevoli, molti provenienti da persone che Le sono vicine, componenti della Sua stessa amministrazione o, più in generale, da chi evidentemente continua a confidare nei benefici di una certa vicinanza al potere. Ma l’entusiasmo virtuale, come sappiamo, non risolve i problemi reali.
    E poi, Sindaca, parlare di disfattismo appare quantomeno singolare quando oggi Lei continua a sedere su quello scranno grazie alla convenienza politica di consiglieri ed ex appartenenti a quella stessa maggioranza che inizialmente La sosteneva con maggioranze bulgari. Una maggioranza che, nel tempo, ha evidentemente cambiato opinione sul valore dell’esperienza amministrativa che aveva contribuito a costruire.
    Ma lasciamo stare la politica dei palazzi e guardiamo ciò che accade fuori.
    Marina di Modica, ad esempio, è ormai vicina al paradosso.
    Ieri ho potuto constatare personalmente ciò che molti cittadini segnalano da tempo. Nella zona della terza piazzetta, le auto che transitano si trovano costrette a percorrere uno spazio sempre più ristretto: da un lato le automobili parcheggiate, perché i parcheggi sono insufficienti; dall’altro una grande aiuola, non adeguatamente curata, che invade di fatto la carreggiata.
    Il risultato? Auto costrette a passare in spazi impossibili e carrozzerie che sfiorano, quando va bene, la vegetazione e gli ostacoli laterali. Io stesso ho riportato dei graffi e, osservando il passaggio delle altre vetture, non mi è sembrato di essere l’unico.
    Eppure non stiamo parlando di un evento imprevedibile o di una calamità naturale. Stiamo parlando di manutenzione ORDINARIA e di organizzazione degli spazi.
    A Marina di Modica:
    -i parcheggi sono insufficienti;
    -le strade, già storicamente sottodimensionate, sono oggi congestionate da auto parcheggiate ovunque;
    -molti degli spazi che in passato venivano utilizzati per alleviare il problema sembrano essere stati dimenticati;
    -la presenza della Polizia Locale appare, nella percezione quotidiana dei cittadini, largamente insufficiente.
    Allora le domande sono semplici.
    Perché, almeno, i piccoli parcheggi in prossimità della terza piazzetta non sono stati nuovamente utilizzati?
    Che fine ha fatto il parcheggio che avrebbe dovuto essere realizzato nei pressi della chiesetta di Marina di Modica?
    Queste non sono accuse. Sono domande. E, soprattutto, sono problemi che erano prevedibili già lo scorso anno.
    Per questo, Sindaca, non chiami disfattismo la critica.
    La chiami, più correttamente, richiesta di risultati o di spiegazioni.
    Perché il punto non è demolire ciò che funziona. Il problema è che, quando qualcosa non funziona, sarebbe opportuno intervenire prima che il disagio diventi normalità.
    Molti cittadini si chiedono, legittimamente, come sia possibile che, dopo una dichiarazione di dissesto, dopo mesi di annunci, inaugurazioni, conferenze e rassicurazioni, sulle questioni più concrete la città continui a registrare una sostanziale immobilità.
    E già che parliamo di disfattismo, una domanda ironica ma legittima: gli emolumenti della Sindaca e della Giunta arrivano puntualmente?
    Perché sarebbe rassicurante sapere che almeno quello che deve funzionare per certo, funziona.
    Naturalmente nessuno mette in discussione il diritto di chi amministra a percepire il proprio compenso… figuriamoci.
    Ma è altrettanto legittimo chiedere che a quella corresponsione di emolumenti e responsabilità corrispondano risultati visibili, capacità di programmazione e soluzioni concrete.
    Perché Modica, nel suo complesso, appare sempre più bloccata. O forse lei vede qualcosa di diverso?
    E siamo in attesa della riapertura delle scuole, con tutto ciò che inevitabilmente comporterà sul piano del traffico, della viabilità e della vivibilità urbana. Problemi che non si risolvono con le dichiarazioni, ma con la programmazione. Lei ci ha pensato?
    E mentre Modica continua ad accumulare criticità, altre se ne profilano all’orizzonte.
    La futura Casa della Comunità di piazzale Baden Powell, se non adeguatamente pianificata e inserita in un contesto di servizi e viabilità sostenibile, rischia di trasformarsi nell’ennesima criticità, sempre ammesso che possa attivarsi al 100%.
    Così come resta aperta la questione dell’assenza di un presidio di continuità assistenziale a Modica Alta, con conseguenze che non possono essere ignorate. Mi creda Sindaca, lo abbiamo compreso che si tratta di un semplice presidio infermieristico con nessuna responsabilità medica, ma non glielo evidenziamo per evitare ulteriori polemiche.
    Noi non siamo disfattisti, mi creda.
    Siamo, semmai, cittadini che continuano ostinatamente a indicare ciò che serve, non tutto, perché l’elenco sarebbe interminabile, ma almeno ciò che dovrebbe essere affrontato oggi nell’immediato.
    E non si lasci ingannare troppo dalle strette di mano, dai sorrisi e dalle belle parole di circostanza di chi incontra.
    Anche chi Le sorride comprende perfettamente le difficoltà che questa amministrazione non riesce a superare.
    Qualcuno forse penserà che sarebbe stato meglio restare sotto l’influenza politica di chi La precedeva e che non voleva la dichiarazione di dissesto.
    Noi no.
    Noi abbiamo ritenuto giusta quella scelta, per farle capire che non abbiamo pregiudizi.
    Ma dopo aver imboccato una strada difficile, bisognava percorrerla fino in fondo.
    Il problema è che, dopo quel passo, l’impressione è che l’azione amministrativa si sia fermata. E una città che resta immobile mentre i problemi avanzano non rimane ferma: arretra.
    Ma è mai possibile pagare un Professore Universitario (a nostre spese) per fare l’elenco dei debiti del Comune, come ci è stato rappresentato, e mi chiedo, quanto tempo ancora servirà per completare questo “enorme” lavoro? Lei appena insediata non ha chiesto contezza dello stato finanziario del Comune? Ha ritenuto la cosa non importante, già, la dottoressa Castello si sbagliava, vero? Cosa ci risponde?
    Per questo rimandiamo cortesemente al mittente la definizione di disfattisti.
    Continueremo a criticare quando sarà necessario, a riconoscere ciò che di buono verrà fatto quando accadrà e, soprattutto, a ricordare ciò che ancora manca.
    Avremmo apprezzato un pò di autocritica, ma se questa autocritica non arriva, non ci interessa il motivo, forse per orgoglio, forse per evitare attacchi da parte di consiglieri che si sono trasferiti all’opposizione (e questo non sarebbe un nostro problema), ebbene se questa autocritica non la fà lei, saremo noi a fare una critica, dura e costruttiva, e forse dall’esterno è meglio, abbiamo visto che le varie opposizioni sono tiepide o hanno difficoltà ad esporsi… noi invece ci siamo e ci saremo.
    Con una certezza, però: l’eleganza personale è certamente una qualità apprezzabile, ma una città non si amministra con l’eleganza. Si amministra con decisioni, programmazione e risultati.
    E su questi, Sindaca, purtroppo, Modica continua ad attendere. E noi la salutiamo di cuore, sperando in sue sagge decisioni.

    40
    6
  7. Peppe, giustissimo, ma si prepari a ridere di qualche commento spiacevole da parte di qualche “corazziere” della regina. Ci siamo abituati.

    11
    4
  8. Ma domando e chiedo se la Signora sa bene cosa vuol dire disfattismo ?! Perché non vedere come è stata ridotta Modica e della incapacità ad amministrarla è proprio un limite pericoloso che non appartiene ai Cittadini.Sarebbe necessario riconoscere ,con umiltà,lil proprio fallimento ,stoppare il mandato che è riuscita ad avere,e far si che la Città si possa ancora salvare.e rinascere.Ha dettato un trattato di autostima senza dare l’idea di concretezza e ha tentato pannicelli caldi a discolpa dei danni che hanno fatto altri..Sia modesta ,fare il Sindaco non è improvvisarsi,bisogna affrontare i problemi dando priorità , dai più importanti ! A Modica invece ,piuttosto che intervenire sulla sicurezza strutturale di contesti civili. si sono realizzatr piazzette Veda io al Comune pago le tasse e mi fastidio saper che questi soldi non siano amministrati per il bene della Città..Pulizia ,sicurezza ,organizzazione. e tutto che dia benessere economico e sicurezza.

    18
  9. "Loculo Inaccessibile"

    Cara Sindaca questi commenti saranno sicuramente da lei considerati “Disfattismo” ma prima o dopo dovrà sicuramente riconoscere che una grande maggioranza della Città non la accetta più come sindaca di Modica ..ne tragga le conclusioni e si dimetta! In questa sua intervista lei non fa cenno alcuno alle decine di varie problematiche che affliggono Modica create tra l’altro per responsabilità sua e del sue “Ex Amico Politico ” che l’ha inventata ,fatta crescere e messa sula poltrona dove ora lei ancora siede.: IbleaAcque e Creset esempi lampanti del mancato rispetto dei cittadini contribuenti mostri generati dalla vostra decisione dal 2013 in poi di non attuare una giusta politica delle entrate per paura di perdere voti….tanto avevate già deciso di creare questi mostri per scaricarvi delle vostre responsabilità.Strade in condizioni penose con penosi interventi da “Caldarella di impasto o asfalto” Strutture abbandonate ….opere pubbliche incomplete.,Città senza acqua a Modica Alta Dente e Modica Bassa(quasi tutte le utenze rifornite giornalmente dai Privati..città sempre più sporca mentre la TARI a livelli altissimi e inaccettabili…Loculi interdetti per colpa vostra ad oggi tutto fermo nonostante le varie promesse..Insomma DIMETTENDOSI lei farebbe UN GRANDE FAVORE A QUESTA CITTA’ e un eventuale Commissario suo sostituto meno danni di lei ancora seduta in quella poltrona o se c’è così attaccata a questa poltrona DIMETTENDOSI e Ripresentandosi potrà essere Rilegittimata !

    23
    4
  10. Se una azienda qualsiasi ha a disposizione 150 dipendenti invece dei 350 necessari, tutti capiscono che non può andare avanti.
    Con il comune questo cosa non ha importanza, anzi serve ai disfattisti per poter dire che Modica è ferma .
    Non importa se la sindaca ha comunicato che senza il bilancio riequilibrato non può procedere ad assunzioni, non importa se la contabilità di un comune non è quella del lattaio ,
    Non può essere detto che i funzionari del comune non sono capaci di redirlo questo bilancio, e bisogna farsi aiutare di un’esperto esterno , tutte le aziende hanno bisogno consulenti esterni, solo il comune per i disfattisti non ne ha bisogno.
    La sindaca è stata sincera , eppure le teste di ponte mandati avanti dalle opposizioni cittadine non gliene lo hanno riconosciuto, si sono sentiti i graffi sul vetro di chi cercava di arrampicarsi sulle banalità utili per tutte le stagioni ,
    Cara sindaca mi troverà sempre contrario alle evoluzioni politiche da lei scelte , ai rimpasti che ha dovuto effettuare per obbedire ai poteri forti di Modica,
    Per tutto il resto ho sempre apprezzato impegno e capacità amministrative non nella normalità ma nel totale caos di un comune senza soldati, con tanti generali ,
    Devo ringraziare lei .
    Devo ringraziare i volenterosi del comune che malgrado tutto stanno faticosamente portando avanti il nostro comune , e la nostra bella città splende sempre di più, malgrado i disfattisti ,
    Amen ..

    1
    29
  11. Amo Modica, ma se disprezzavi il Comune perchè ci hai raccontato che cerano oltre 1000 dipendenti?
    Lo hai dimenticato?
    Ora lo dice la Sindaca, e tu immediatamente cambi opinione.
    Ma non pensi di essere un po’ lec…..ulo (non so come si scrive in lingua madre, ma in italiano si dice “adulatore e cortigiano”) ? Solo un pochino però!
    Un Comune senza soldati, vero? 😂
    Ma se ti presenti tu e ti fai riconoscere lei ti prenderà immediatamente, perchè tu sei un “esperto” e comprendi perfettamente tutto, dopo cento volte che ti spiegano qualcosa tu la comprendi al volo 🤣
    Modica ha bisogno di te!

    19
    6
  12. …..A tutto snocciolato con enfasi ma elementare politicamente,culturalmente ,strutturalmente,sarebbe interessante ,oltre la ristrutturazione (ma con quali soldi ) dei palazzi nobiliari privati, si dicesse sulla fatiscenza del patrimonio immobiliare che fa capo al Comune in quanto proprietario di appartamenti.Fatiscenza, insalubrità e pericolosità per l’incolumità pubblica,sono lasciati nel degrado più assoluto …. L’ improvvisazione,senza . professionalità e competenza,sensibilità e lungimiranza porta alla stagnazione della Città e impoverisce tutto che la determina e identifica….va in degrado !!!…forse ha qualche programma ,che ha dimenticato di annotare e di dire,per recuperare tutta questa vergognosa fatiscenza che non trova attenzione e riscontro fattivo e risolutivo?Certo lì non c’è nobiltà da proteggere ma certamente persone semplici che, secondo logiche distorte possono accontentarsi di stare al di sotto di ogni interesse..La Fascia Tricolore ha un Altissimo Significato Rappresentativo e Identificativo .Indossarla è straordinarietà istituzionale … vale a dire che per tanto che ha illustrato poteva bastare solo lo scranno Comunale.

    9
    2
  13. Ho letto con attenzione l’intervista alla Sindaca e, sinceramente, dopo averla letta, ho poco da aggiungere. Mi è sembrata molto simile a quanto già detto in Consiglio comunale: tante parole, ma pochi fatti concreti. Un po’ di fumo e poco altro.
    La realtà, purtroppo, è sotto gli occhi di tutti. Basta guardarsi intorno, in qualsiasi zona di Modica. Non credo sia nemmeno necessario sottolinearlo: noi modicani conosciamo bene la situazione della nostra città.
    Modica sta vivendo uno dei periodi più difficili della sua storia. Altro che fasti, grandezza e richiami al glorioso passato di “Contea di Modica”. Negli ultimi venticinque anni la città si è progressivamente svuotata e impoverita, sotto molti aspetti. E, consentitemelo, la responsabilità non è soltanto degli amministratori, ma anche dei cittadini che, nel tempo, hanno scelto chi amministrarci.
    La Sindaca Monisteri è stata l’ultima ad arrivare, con una responsabilità ancora maggiore: conosceva già una situazione che, nel bene o nel male, molti avevano previsto e denunciato da tempo. Certo, non tutti riescono a vedere la realtà, e forse qualcuno continuerebbe a non comprenderla nemmeno trovandosi davanti alle macerie.
    La Sindaca, però, oggi non può più far finta di nulla. Anche leggendo i tanti commenti critici, tutti orientati nella stessa direzione, dovrebbe prendere atto della situazione e valutare seriamente le proprie dimissioni.
    Continuare come se nulla fosse rischia di alimentare il sospetto, espresso da molti, che dietro questa scelta vi siano soprattutto ragioni e interessi personali o economici.
    E questo sarebbe ancora più grave, perché nessun interesse può valere più della dignità di un’amministrazione, di un Consiglio comunale e soprattutto di una città come Modica, che merita rispetto per la sua storia e per il suo futuro.

    15
    6
  14. Vocabolario Treccani, il disfattismo,: d. politico, reato di chi diffonde o comunica voci o notizie false, esagerate o tendenziose, che possono destare pubblico allarme, deprimere lo spirito pubblico, o comunque nuocere agli interessi nazionali…..Per estens., l’opera di chi con voci allarmistiche o denigratorie e sim. cerca di ostacolare l’azione del governo e delle autorità, la riuscita o il buon andamento di un’impresa, o comunque tenta di scalzare negli altri la fiducia in qualche cosa…
    Dalla intervista “Quello che a volte mi rattrista è l’atteggiamento di chi giudica il nostro operato “dalla finestra”, senza avere piena contezza del lavoro che un’amministrazione deve portare avanti, soprattutto in un momento così difficile, e la mistificazione della realtà che ne consegue.”
    Ciascuno che interviene e si permette di valutare e si permette di criticare l’operato dall’ ammistrazione e del suo massimo esponente ,viene affibbiato di “disfattismo”, “mistificazione della realtà ” ma si sottolinea che nessuno si permette di denigrare o ostacolare l’azione di governo della città ,a nessuno può essere vietato di poter esaminare l’operato della amministrazione e essere accusato di disfattismo….i tempi del disfattismo addebitati a chi non si adegua all’ aquiscenza amministrativa e politica sono passati..e credo non torneranno più ,almeno che qualcuno/a non voglia ritornare a quei tempi…la colpa è sempre degli altri,dal presidente Pilato che gli ha obbligato il dissesto,non una sua valutazione..la colpa dei 21 che si sono dileguati ,si può ammettere per gli 11 rimasti fedeli ma gli altri quali motivi li hanno spinti? Un esame di coscienza e un po’ di analisi di comportamento e politica la si faccia anziché addossare le colpe agli altri ..amministrare una città è un dovere che si e assunta il massimo rappresentante istituzionale ,e non comporta nessuna valutazione benevola ,ne malevola,ma una esatta valutazione ,non un doveroso encomio o sudditanza verso l’amministrazione …

    8
    3
  15. Amministrare una città non è una concessione, ma una responsabilità e un dovere. La Sindaca ha scelto di candidarsi, è stata eletta dai cittadini e, in virtù dell’incarico che ricopre, è giusto che percepisca una retribuzione adeguata alle importanti responsabilità affidatele.
    Proprio per questo, fare ciò che è necessario per la città non dovrebbe essere oggetto di discussione o presentato come un gesto straordinario: è semplicemente il DOVERE che deriva dall’incarico assunto. E quando non si è nelle condizioni di svolgere quel compito, con la capacità e la determinazione necessarie, altrettanto doveroso sarebbe trarne le conseguenze e rassegnare le dimissioni.

    12
    4
  16. Il problema serio di questa amministrazione è di avere deluso e tradito quanti speravano in un cambio di rotta e di discontinuità con la precedente amministrazione. L’ultimo rimpasto ha chiuso ogni speranza con un allineamento alle logiche di potere in piena continuità con la precedente amministrazione. La prova? Chiede agli Abbatiani se vogliono fare la mozione di sfiducia. La risposta è no, pur avendone i numeri. Insomma, Al di là del teatrino in consiglio comunale la democrazia cristiana e forza Italia sono d’accordo su tutto.
    Cari Abbatiani, smentiteci e presentate la mozione di sfiducia!

    8
    4
  17. I disfattisti tutti ,devono uscire dalla zona confortevole che occupano a Modica, (beati loro) , devono uscire devono visitare altre città, nel circondario , non devono allontanarsi troppo ,meno di 100 km , ( sono persone che non viaggiano quindi troppo strada lì potrebbe stancare )
    Dopo aver visitato altre città, con onestà di giudizio , tornate a Modica e confrontate , poi portate esempi pratici , se avete ancora una rettitudine morale ( di cui dubito visto i vostri commenti disfattisti ) e onestamente elencate in cosa Modica è inferiore.
    Inoltre vi dico una cosa ,chi disprezza il mondo in cui vive ,e incolpa sempre gli altri , per me è un’indiviuduo piccolo piccolo e meglio sarebbe se fosse nato dove la vita è un’inferno in terra , almeno avrebbe ragione a lamentarsi .
    Su questo blog scrivono solo disfattisti al servizio del peggio della città.
    Mi domando ma veramente il modicano non ha più il coraggio di difendere la sua città e va appresso alle lagne dei disfattisti ( di cui Rosalba è la più vile e acida ,forse non è potuta arrivare a saime? )
    Modicani orgogliosi e capaci, sommergete questi beduini che svendono la nostra grande città,
    Questi ci arrecano danno , fanno perdere valore , i loro commenti possono influenzare le scelte dei turisti ,
    Questi sono malefici per la nostra città, non lasciamoli l’esclusiva di scrivere porcherie.
    Io li combatto sempre!!
    Sarò sempre contro questi falsi , mistificatori ,disonesti , oppositori politici trasformati in commentatori , o al vile servizio delle opposizioni.
    Vergognatevi ,se avete un minimo di dignità residua .

    17
  18. Effettivamente gli ottimi risultati di questa amministrazione si vedono mooolto bene: centro storico ricco di attività che fino a tarda sera illuminano tutto il corso, strade asfaltate per la gioia degli automobilisti, la piscina comunale aperta h 24,Marina di Modica che è diventata un oasi di pace e tranquillità dove i parcheggi abbondano e tante altre cose ancora che noi Modicani scopriremo pian piano. Grazie Sindaco non so’ se noi cittadini ingordi ci meritiamo tutto ciò ma grazie dal più profondo del cuore.

    9
    4
  19. Amo Modica i turisti vengono a Modica, si divertono, sporcano, scorazzano, spendono poco, creano disagio in una città già intasata, non pagano nulla della bellezza che lei difende… tutti i modicani compreso lei pagano.
    Capisco che è un concetto che lei non potrà mai capire, ma è bene che ci rifletta un po.
    Nelle città xhe accolgono turisti, i turisti pagano ed alleggeriscono i tributi dei cittadini. Svegliati un momento e rifletti prima di parlare.

    9
    3
  20. Cara Gina hai ragione. Fanno finta di litigare in consiglio ma poi Abbate è d’accordo con Minardo. Provate il contrario presentando la mozione di sfiducia

  21. Osservatore n. 2

    Caro OSSERVATORE, manca qualcosa
    Ho letto con attenzione il suo lungo commento. Molti cittadini si chiedono, legittimamente:
    1) il problema del posteggio a Marina di Modica;
    2) come è finita con il Bilancio Stabilmente Riequilibrato;
    3) come finirà la futura Casa della Comunità di piazzale Baden Powell;
    4) del presidio di continuità assistenziale a Modica Alta;
    5) pagare un Professore Universitario per fare l’elenco dei debiti del Comune.
    C’è però una curiosa assenza: il Centro Storico.
    Eppure è forse uno dei problemi economici e sociali più seri di Modica.
    La Sindaca individua tra le cause della desertificazione commerciale il cambiamento delle abitudini dei consumatori e l’e-commerce.
    In parole povere: Amazon.
    Si può contestare anche questa diagnosi.
    Ma a quel punto bisognerebbe: indicare l’alternativa.
    Come si riportano stabilmente attività e persone in un Centro Storico quando una parte degli acquisti che un tempo avveniva nei negozi oggi si fa attraverso internet?.
    Allora la domanda sorge spontanea:
    caro OSSERVATORE ha dimenticato il Centro Storico oppure ha prudentemente evitato l’argomento perché, come tutti noi, non possiede la ricetta?.
    Criticare una buca, la viabilità o un ritardo amministrativo è relativamente semplice:
    il problema è individuabile e la soluzione, almeno teoricamente, anche.
    Il Centro Storico è un’altra cosa.
    Chi ritiene sbagliata la diagnosi della Sindaca dovrebbe quindi spiegare quale modello alternativo propone.
    Ed è proprio lì che la critica diventa improvvisamente più difficile.
    Forse per questo sull’argomento è più prudente tacere:
    sul Centro Storico, a differenza di una buca, basta fare un passo in più nella critica per rischiare di inciampare.

    6
    12
  22. @OSSERVATORE 2, con l’auspicio che legga questo commento con altrettanta attenzione.

    Secondo il suo ragionamento, caro Osservatore 2, sembrerebbe che chi non possiede una soluzione completa a un problema dovrebbe, tutto sommato, evitare di criticarlo.
    È questo il senso della sua osservazione?
    Bene, allora siamo d’accordo su un punto: la sua critica al mio commento non contiene neppure una soluzione al problema del Centro Storico. Per coerenza, quindi, avrebbe forse dovuto tacere anche lei.
    Naturalmente la mia è una provocazione nei suoi confronti… o quasi.
    Anche perché, considerato il tono e l’impostazione della sua DIFESA, forse avrebbe dovuto firmarsi “Amico del Giaguaro”.
    Vede, caro Osservatore 2, un cittadino, un osservatore o anche un’opposizione NON HANNO necessariamente il compito di possedere una «ricetta pronta» per ogni problema della città. Hanno però il pieno diritto, e forse persino il dovere, di individuare i problemi, denunciarli e chiedere a chi amministra di elaborare strategie e soluzioni.
    L’Amministrazione è stata ELETTA proprio per questo: per governare, scegliere, programmare e assumersi la responsabilità delle decisioni.
    Noi stiamo semplicemente OSSERVANDO che, fino ad oggi, tutto questo non sembra essere avvenuto in maniera concreta.
    E, francamente, non vedo neppure un impegno serio e riconoscibile in questa direzione.
    La sua critica alle mie osservazioni, mi consenta, appare piuttosto abile nel tentativo di spostare l’attenzione.
    Lei evidenzia che nel mio commento manca un tema fondamentale: il progressivo impoverimento economico e sociale del Centro Storico.
    Verissimo.
    Ma, se vogliamo giocare all’«elenco delle cose mancanti», allora ne mancano moltissime altre. Il mio intervento, però, non aveva l’obiettivo di compilare un inventario completo delle emergenze di Modica.
    Il punto era un altro, e a mio avviso ben più importante: come e dove troverà Modica le risorse necessarie per affrontare e ripianare una situazione debitoria così grave in tempi ragionevoli?
    Questo, caro Osservatore 2, è il problema cardine. Perché senza una prospettiva economica seria, senza risorse e senza un piano credibile, possiamo discutere del Centro Storico, dei parcheggi, delle strade, del commercio, dei servizi e di tutto ciò che vogliamo, ma rischiamo di discutere soltanto delle conseguenze, evitando accuratamente la causa principale.
    Lei conosce certamente bene ciò che è accaduto in questi ultimi venticinque anni. Dopo le dimissioni dell’Amministrazione Torchi, Modica si trovò ad affrontare una situazione debitoria pesantissima, superiore ai 60 milioni di euro. L’Amministrazione Buscema scelse di affrontare il problema, imponendo sacrifici, contenendo le spese e tentando una gestione improntata al risanamento (piano di rientro).
    Alla fine di quel percorso si arrivò anche alla possibilità di un finanziamento a tasso zero che avrebbe consentito di ripianare il debito nell’arco di vent’anni.
    Era certamente una strada lunga, difficile e fatta di sacrifici. Ma era una strada.
    Con l’insediamento dell’Amministrazione Abbate quella prospettiva venne sostanzialmente abbandonata e il problema, invece di essere definitivamente risolto, è cresciuto fino a raggiungere dimensioni ancora più gravi, QUELLE ATTUALI.
    Ecco, caro Osservatore 2, questo è il punto.
    Affrontare seriamente un problema significa anche accettare decisioni impopolari, programmare sacrifici e costruire un percorso che non produca consenso immediato, ma che possa garantire un futuro più sostenibile alle generazioni successive.
    Probabilmente, se quel percorso fosse stato portato avanti con coerenza, oggi i nostri figli e i nostri nipoti avrebbero potuto ereditare una città con una situazione finanziaria almeno più equilibrata.
    La dichiarazione di dissesto adottata dall’attuale Amministrazione era certamente una scelta drastica MA GIUSTA.
    Ma, a oltre un anno e mezzo di distanza, ciò che continuo a non vedere è una strategia chiara, concreta e verificabile per affrontare il problema nel suo complesso.
    Ed è qui che torniamo al Centro Storico.
    Posso tranquillamente riconoscere che si tratta di un problema estremamente complesso. È altrettanto evidente che l’e-commerce, Amazon e il cambiamento delle abitudini dei consumatori abbiano contribuito alla crisi del commercio tradizionale.
    Ma tutto questo non può trasformarsi in un comodo alibi per chi amministra.
    Se sappiamo tutti che non esiste una soluzione semplice, proprio per questo non dovrebbe essere l’Amministrazione a elaborare una strategia seria, articolata e verificabile?
    Qual è il progetto per il Centro Storico?
    Quali sono gli obiettivi?
    Quali le risorse?
    Quali i tempi?
    E soprattutto: quali risultati concreti sono stati raggiunti fino ad oggi?
    Queste sono le domande alle quali dovrebbe rispondere chi governa la città.
    Il nostro compito, caro Osservatore 2, ammesso naturalmente che anche lei voglia considerarsi un osservatore realmente critico dell’Amministrazione, può essere quello di individuare i problemi e denunciarli.
    Il compito di trovare le soluzioni, soprattutto, spetta a chi governa.
    Altrimenti, mi permetta di dirlo con la massima semplicità: si può anche scegliere di non governare, ma allora bisognerebbe avere il coraggio di trarne le conseguenze E DIMETTERSI.
    @Ringrazio, infine, Peppe P., per aver pubblicato i link ai vari confronti tra i candidati alle ultime elezioni comunali.
    Credo sarebbe utile che cittadini e commentatori trovassero il tempo di rivederli: non per ascoltare opinioni di oggi, ma per confrontarle con ciò che veniva promesso ieri.
    Perché, alla fine, la memoria è una cosa scomoda. Soprattutto quando permette di confrontare le parole pronunciate in campagna elettorale con la realtà dei fatti.
    La saluto, caro Osservatore 2.
    Sappiamo tutti che i problemi sono complessi e che le soluzioni non si trovano con uno schiocco di dita. Nessuno vuole minimizzare.
    Ma proprio perché i problemi sono complessi, chi è stato eletto e pagato per amministrare non può limitarsi a spiegarci quanto siano difficili. Deve dimostrarci di avere almeno un’idea di come affrontarli, almeno una idea che non siano le banalità raccontate nell’intervista.
    Consigli piuttosto alla Sindaca di dimettersi e mandare tutto ad un organo di livello superiore.

    E stia sereno “Amico del Giaguaro”.

    14
    2
  23. Distintissima Sindaco di Modica, in virtù delle esternazioni presenti in questo blog sarebbe doveroso rispondere a quelli che Le obbiettano alcuni fatti.
    In verità sarebbe più consono rimettersi al parere dei cittadini tramite il voto … ma questo è un altro discorso.

    8
    3
  24. Eccezione accolta

    Permettetemi un’eccezione. Nel momento in cui scrivo conto 23 messaggi prima del mio. Stranamente manca quello di un “disfattista” per eccellenza il quale, pur essendo aduso lasciare la sua bavosa scia di veleno tipico di un’età avanzata raggiunta a colpi di frustrazioni e fallimenti, non ha ancora vomitato il suo livore su questa intervista. Poco male, perché il suo apporto si compenserebbe con quello di Amo Modica che notoriamente sostiene questa Amministrazione (cosa che si desume più dai pollici verso raccolti dai suoi commenti che dal contenuto dei commenti stessi). Comunque sia, senza perdersi in inutili chiacchiere, darei un rene perché questi 23 Saggi potessero sostituire, d’emblèe, l’attuale Amministrazione dove una Rosalba o un Concetto rivestirebbero a pieno titolo la carica di Sindaco, mentre i vari Marco, Osservatore e compagni, quello di assessori. Gli altri, ovviamente, li disporrei nei banchi del Consiglio, dove sicuramente offrirebbero i loro sapienti servigi all’esecutivo locale. Allora si che le cose andrebbero bene. Che dico bene…. Benissimo. Che dico benissimo, MAGNIFICUNI!!! 😉Eccezione accolta!

    3
    15
  25. Osservatore 2, la Sindaca dice che la desertificazione commerciale è colpa del cambiamento delle abitudini dei consumatori e dell’e-commerce.
    Detto semplicemente: Amazon c’entra, questo è vero, ma Amazon e il commercio online esistono dappertutto, mentre una crisi come quella di Modica non si vede in tante altre città. Attribuire un fenomeno così complesso a una sola causa mi sembra un po’ ingenuo.
    A me sembra che siano tutte le cause elencate prima a determinare, tra le altre cose, anche la desertificazione, e non il contrario.
    Poi, lei non deve spiegarci quello che ha raccontato la Sindaca: lo abbiamo letto anche noi, e crediamo di averlo capito benissimo.
    Ci è sembrato, ma magari è solo un’impressione, che lei sia più interessato a criticare chi muove critiche alla Sindaca, piuttosto che aiutare a fare chiarezza su quello che, di fatto, non ci ha detto niente di concreto.
    E se ci mettiamo anche i video mostrati dal commentatore, e il confronto tra Monisteri e Castello, e quello che ne è seguito, per me il risultato è chiarissimo: uno scacco matto, e la Sindaca ne esce proprio malamente.
    Detto questo, se vuole può anche entrare nel merito del dibattito e spiegarci perché, davanti alle spiegazioni della Castello, la Monisteri, dopo essersi insediata e aver parlato con Pilato, presidente della Corte dei Conti, sia rimasta così sorpresa. Tanto che, come hanno scritto alcuni commentatori, sembrava quasi cascata dal pero.

    6
    2
  26. @Eccezione accolta!
    ed eccola arrivare ad illuminarci, paladino e corazziere della Regina.
    La Regina si è dimessa, evviva la Regina 🤣
    MAGNIFICUNI!!! 😉

    6
    2
  27. Se votare servisse a qualcosa non ce lo lascerebbero fare.
    Modica è la proiezione dell’Italia, il governo non cade pur portando la gente all’esasperazione, vedi gasolio, accise ecc.
    Questa è la verità, siamo presi in giro e crediamo ancora che qualcuno da noi votato esaudisca i nostri desideri. No, esaudiscono i loro, noi popolo siamo solamente il gregge che deve essere condotto a pascolare come crede il pecoraio di turno, lui comanda e noi gli diamo il potere di esercitare appieno le sue azioni. Se la pecore si lamenteranno il pecoraio se ne fregherà perché non hanno la capacità di cambiare l’assetto delle cose. E così è ciò che avviene a Modica.
    Una città che dispiace dirlo non funziona più nulla.
    Degli amici della Lombardia in vacanza forzata per circa due mesi qui mi hanno fatto una domanda: cosa dovrebbe spingerci a vivere in questa città? La risposta non c’è, perché sanno che non ci sono motivi per viverla una vita intera.
    Troppe.lacune, disservizi ovunque, mancanza di repressione alle infrazioni stradali. La qualità della vita è a livelli del fondo del barile.
    Persino i ragazzini con le minicar che dovrebbero rappresentare il futuro della società con i loro mezzi parcheggiano in doppia fila, perennemente in sosta vietata e liberi di reiterare l’azione perché nessuna autorità gli stampa un bel verbale sul parabrezza e tornando a casa il genitore lo cazzía in malo modo.
    Non vedo speranza di miglioramento, Modica è una giostra dove chi sale alla guida smarrisce cosa realmente ha bisogno la città e i suoi cittadini.
    Una città che non ha armonia e che non lascia intravedere barlumi di speranza per il futuro. È un peccato perché si parla costantemente della storia della Contea ma che non ci si rende conto che la realtà è il presente e non il libro di storia o la gloria ormai superata.
    Una città storica bella, stupenda, ma che viene offuscata dai suoi stessi figli.

    7
    3
  28. E comunque, per correttezza e per trasparenza, affinché si raccontino le cose come stanno, voglio divulgare gli emolumenti che ricevono i nostri amministratori: Modica ha in realtà circa 53.600 abitanti (dato Istat 1° gennaio 2026), comunque rientra nella fascia “oltre 50.000 abitanti” e non è capoluogo di provincia (il capoluogo è Ragusa).
    Le indennità sono le seguenti:
    Sindaco: indennità di funzione di circa 6.210 € lordi al mese
    Ogni Assessore: indennità di circa 3.726 € lordi al mese
    Naturalmente sarei felice di leggere la conferma oppure di leggere una confutazione dei dati riportati. Grazie.

    5
    2
  29. @Osservatore 2,
    lei ci dice: «Chi ritiene sbagliata la diagnosi della Sindaca dovrebbe quindi spiegare quale modello alternativo propone».
    Magari potremmo organizzare una colletta e pagare un altro professore universitario affinché trovi lui la soluzione. Che ne pensa?
    Vede, Osservatore 2, ormai certi altarini sembrano essersi scoperti da soli. Il punto, però, è un altro: siamo noi cittadini a chiedere spiegazioni alla Sindaca, non certo la Sindaca, né lei nel ruolo di suo avvocato difensore, a provocare i cittadini chiedendo loro cosa dovrebbero fare al suo posto.
    La Sindaca si è candidata per amministrare la città, è stata eletta per farlo ed è pagata per assumersi questa responsabilità. Dopo un anno e mezzo dalla dichiarazione di dissesto, e considerato che, al di là delle analisi e delle diagnosi (come lei le chiama), i risultati concreti continuano a non vedersi, forse sarebbe più opportuno che spiegasse lei quale soluzione intende adottare.
    Se non è in grado di farlo, allora tragga le conseguenze politiche del proprio fallimento e si dimetta, lasciando spazio a una gestione diversa e, se gli strumenti normativi lo consentono, a figure commissariali dotate delle necessarie competenze e dei poteri utili ad affrontare una situazione straordinaria come quelle attuali.
    D’altronde, la storia recente di Modica sembra dimostrare quanto sia difficile amministrare serenamente una città quando prevalgono logiche di appartenenza, amicizie, amici degli amici e interessi incrociati. E quando tutto questo finisce per prevalere sull’interesse generale, a pagare il prezzo sono sempre gli stessi: i cittadini.
    E comunque osservatore 2, legga e cerchi di comprendere meglio.

    5
    2
  30. Serve sapere dalla Signora ,quando e come pensa di recuperare con i lavori gli immobili dalla fatiscenza in cui sono ridotti e che compromettono la salubrità, la sicurezza e l’incolumità pubblica .Sono ormai diversi anni che il Comune viene sollecitato ad intervenire,ma pare che non interessa.La cosa grave è che viene compromessa la condizione dei proprietari.E poi tutte le opere e strutture che compromettono la sicurezza dei cittadini…..altro che palazzo denaro papà….Signora si faccia un giro per i quartieri…

  31. Ma vedo che non arrivano ulteriori repliche: noi che viviamo di disfattismo, ma senza guadagnarci quanto guadagnano i componenti dell’Amministrazione. 😂
    Insomma, disfattisti per vocazione, professione e, soprattutto, a titolo rigorosamente gratuito! 😂

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Articoli correlati

RTM per il cittadino

Hai qualcosa da segnalare? Invia una segnalazione in maniera completamente anonima alla redazione di RTM

UTENTI IN LINEA
Radio RTM Modica
Torna in alto